La criminalità organizzata è tornata di attualità in Lombardia. Mafia o 'ndrangheta fa lo stesso, perché se nella giornata di ieri si è registrato l'arresto del boss di Cosa nostra Ugo Martello, dall'altra parte si presta particolare attenzione alle inchieste della procura di Milano che riguardano da vicino lo sviluppo territoriale della regione, tra cave, bonifiche, smaltimento di rifiuti tossici e la costruzione di nuovi complessi immobiliari. Il tutto con l'Expo 2015 alle porte. Proprio ieri il tribunale di Milano ha emesso un decreto di sospensione per sei mesi nei confronti di nove società immobiliari operanti tra Cesano Boscone, Buccinasco e Cisliano, tra cui la Kreaiamo spa. È la prima volta nella storia recente della città. Secondo l'inchiesta "Parco Sud," coordinata dalla Dda di Milano e dal pm Ilda Bocassini, vi sono fondate motivazioni che queste società «abbiano costituito uno strumento di appoggio delle attività delle cosche, consentendo una partecipazione occulta e perseguendo interessi economici».
Vicende dove sarebbero implicati esponenti delle cosche calabresi, cui lo stesso Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche, arrestato il 20 ottobre scorso nell'ambito dell'inchiesta Santa Giulia Montecity, fece accenno prima di finire in carcere, di fronte ai magistrati. «Mi ero reso conto che la Sadi di Torino era in mano a un clan malavitoso calabrese».