Parafrasiamo, un po’ liberamente, Julian Beck. Se le bombe non possono
far pensare, come può farlo la Filosofia? Se la lunga linea di
corpi lacerati prodotta dall’intera storia non può insegnare, come può
farlo la Filosofia? Se le grida inquietanti delle voci incenerite di tanta
popolazione del nostro tempo, le convulsioni del carro bestiame che
ondeggia avanti ed indietro, torturati da scariche elettriche, povertà,
disperazione psicologica, violenze, incapacità d’amare, crepe della famiglia,demonologia politica, idioti al timone, rovina dopo rovina,
ognuno di noi trascinato come il corpo di Ettore intorno alla città in
fiamme in segno di sconfitta, tutta la gloria trasformata in letame, se
l’angoscia accumulata della storia nella sua tragedia senza pari non
può far pensare, come può farlo una la Filosofia, un articolo.....
In passato alla guerra si riconosceva una sua, tremenda sacralità:
ogni fase aveva le sue forme rituali, dalla dichiarazione alla pace.