Come nella commedia di Ubu, gli uomini in scena sono liberi e reclamano per questo catene più dure. Potrebbe essere questa l'immagine di sintesi non solo della situazione italiana, ma dell'intera Europa di questa epoca.
Abbiamo disdegnato (referendum Francia e Olanda) un Trattato Costituzionale che, per quanto complesso, presenta una Carta del Cittadino che costituisce il sistema storicamente più avanzato di diritti riconosciuti al singolo.
Adesso l'Irlanda ha respinto persino la versione più modesta della revisione dei Trattati, che avrebbe permesso almeno di avere maggiore stabilità in Europa (con una presidenza che da semestrale sarebbe divenuta di 2 anni e 1/2 e un Ministro degli Esteri per avere un portavoce ufficiale unico sulle vicende di politica internazionale).
Certo, l'Europa non è il migliore dei mondi possibili, ma occorre ricordare quel che dicono le sei pagine iniziali del Manifesto di Ventotene per riportare alla mente che gli stati nazionali erano (e sono) strumenti di alcune ristrette élites di potere che usano le masse come vogliono e a fini di sfruttamento. Nel XX secolo hanno trasformato i cittadini in soldati, e mio nonno è morto quando mio padre aveva solo sette anni.