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Carcere, la recidiva si abbassa per coloro che godono di pene alternative

La percentuale si abbassa al 19% per coloro i quali godono di pene alternative. In celle da quattro ci sono fino a nove detenuti, e che la gran parte di loro vi trascorre 20 ore su 24. Ma il carcere non serviva per rieducare? Eco perché i penalisti hanno indetto una giornata di sciopero.

«Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni». Fedor Dostoevskj. «La condizione di un popolo si capisce dalle condizioni delle sue prigioni». Bertolt Brecht. «Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una nazione». Voltaire. Sono le parole scritte da tre altissimi esponenti della storia del pensiero in epoche diverse, profondamente unite da una visione dell’uomo e del diritto che supera i confini del tempo. Quelle frasi accompagnano il filmato «Prigioni d’Italia», realizzato dall’Unione delle camere penali nel corso di un giro drammatico e impietoso di due anni nell’universo penitenziario del nostro paese. Spunto del convegno dal titolo «Carcere: un’emergenza davvero irrisolvibile?», organizzato nell’Aula del Tribunale di Roma dedicata a Vittorio Occorsio, il lavoro getta luce su un panorama tradizionalmente oscurato dai mass media, su un mondo ignorato dalla quasi totalità della politica a vantaggio di comodi, viscerali e redditizi appelli a forme di giustizia sommaria e vendicativa.
 
Continua a leggere su: http://www.linkiesta.it/carceri-sovraffollate-penalisti di Edoardo Petti
 
 

 

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