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Crisi, chiese in default

Molte parrocchie chiudono. O si convertono. All'Islam

La mezzaluna al posto della croce. Il muezzin sul minareto invece delle campane. I motivi floreali stilizzati e il nome di Allah scritto a forma di tulipano lì dove c’erano affreschi di santi e madonne. Esiste il rischio che in Italia, nel prossimo futuro, qualche chiesa ormai deserta venga tramutata in moschea per far posto alla fede salda delle crescenti comunità islamiche nel Belpaese? Difficile, ma non impossibile. E qualche caso da portare a esempio già c'è.

IL CASO DI SAN PAOLINO A PALERMO. Oltre 20 anni fa la curia di Palermo cedette ai sunniti tunisini la settecentesca San Paolino dei giardinieri, in via del Celso. Il luogo di culto non era più in uso da tempo, ma comunque la stampa del Paese nordafricano titolò trionfalisticamente: «La vittoria dell'Islam sul Cristianesimo». I palermitani, per patrimonio genetico lontani da ogni fondamentalismo, la presero invece senza eccessi, consapevoli che nei corsi e ricorsi storici i luoghi di culto possono anche cambiare fede di riferimento e poi ricambiarla. Senza problemi.
Non a caso Palermo «è città araba per le piccole cupole di alcune sue chiese, eredi delle moschee», osservava lo scrittore e diplomatico francese Roger Peyrefitte. Dunque, cosa c’era di strano se per una volta avveniva l’inverso?

Continua a leggere l'articolo di Ulisse Spinnato Vega

 

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