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Gaza-Israele, chi guadagna dal conflitto

Nella Striscia rafforza i falchi. Dalla Siria al Qatar: chi trae vantaggio dalla guerra Hamas-Israele. Ancora raid e morti.

 
La regola è sempre valida: dalle guerre sono in pochi a guadagnare e in molti a perdere.
La crisi di Gaza non fa eccezione. Il bilancio delle vittime palestinesi viene aggiornato di continuo e i cittadini di Tel Aviv si rifugiano nei bunker anti missile. Ma nella nuova contrapposizione tra miliziani islamici e forze israeliane c'è anche chi cerca di capitalizzare consenso sulle macerie.
Ecco gli attori per cui la nuova guerra arabo-israeliana è un'occasione da sfruttare.
Benjamin Netanyahu è il primo a trarre profitto da un conflitto che ha minacciato e cavalcato. Da mesi il premier israeliano sta tentando di innalzare il livello di allarme, rinfocolare la minacce contro Israele, creare un nuovo clima di emergenza per presentarsi ancora al Paese come l'uomo forte al comando e vincere le elezioni anticipate fissate il 22 gennaio.
Finora la retorica martellante di Netanyahu si era concentrata sul programma nucleare di Teheran, con tanto di siparietto all'Onu - dove si è presentato con il disegno di una bomba da cartone animato. Ma sia l'amministrazione americana sia i propri servizi segreti hanno rifiutato l'ipotesi di un attacco a Teheran, decisi a non farsi trascinare in una guerra potenzialmente nucleare.
 
di Giovanna Faggionato
 
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