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UDC/ “Palazzinari” all’assalto per il Monti bis: e il Prof. ricambia con fondi e leggi ad hoc

Importo massimo portato fino a 40mila euro per l’affidamento fiduciario (senza gara dunque) dei servizi di progettazione; obbligo di utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle gare di ingegneria e architettura solo oltre i 100mila euro; 224 milioni di euro già stanziati (ma si parla di un totale di 2 miliardi) per le aree degradate di alcune grandi città; rilancio delle grandi opere pubbliche senza alcun rischio per le imprese (a rimetterci potrebbero essere invece le casse pubbliche); defiscalizzazione per le opere infrastrutturali. Sono solo alcune delle norme concepite dal governo Monti in campo edile. Norme che vanno in palese controtendenza con i tagli operati in questi mesi. Leggi ad aziendam? Sarebbe troppo affrettato dirlo. Certo è che la politica economica infrastrutturale potrebbe avvantaggiare i grandi costruttori italiani. A cominciare da Francesco Gaetano Caltagirone (il cui legale, peraltro, è stato fino a poco tempo fa Paola Severino), imprenditore suocero di Pierferdinando Casini, uno dei politici più attivi nel progetto del Monti-bis. Un triangolo – quello tra Casini, governo e palazzinari – che sembrerebbe poggiare dunque non solo su una vicinanza politica, ma anche su favori economici che l’esecutivo in questi mesi ha assicurato in campo edile.

 

di Carmine Gazzanni

 

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