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Aborto, il nuovo attacco alla legge arriva dalle università romane

In occasione della Giornata per la vita, alcuni cattedratici della capitale hanno redatto un documento che tenta di boicottare la legge sull'interruzione di gravidanza.

Di Anna Pompili

Il 2 febbraio si è celebrata in Italia la trentacinquesima Giornata per la vita. In quella occasione, alcuni docenti delle cattedre di Ostetricia e Ginecologia delle università di Roma hanno partecipato ad un convegno intitolato "Riflessioni su una legge dello Stato". La legge in oggetto è, ovviamente, la legge 194, che regolamenta l'interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese; al termine del convegno, i cattedratici hanno elaborato un documento comune che è stato consegnato al cardinale vicario Agostino Vallini. In questo documento si ribadisce l'impegno dei professori romani ad approfondire le tematiche «legate alle prime fasi della vita intrauterina», sottolineando che il contesto nel quale si muoveranno, nella loro attività accademica indirizzata alla formazione dei futuri quadri dirigenti e degli operatori sanitari, dovrà valorizzare e rispettare «da un lato i vincoli posti dall'attività del legislatore e, dall'altro, le scelte personali in campo etico e la libertà di coscienza». C'è bisogno di tradurre? E' chiaro che si inneggia all'obiezione di coscienza, che da sempre è lo strumento con il quale si tenta di rendere inapplicabile nei fatti una Legge dello Stato.

 

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