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Gravi alcuni prigionieri politici curdi in sciopero della fame

Prosegue lo sciopero della fame di 700 prigionieri curdi per i propri diritti e per la fine dell'ìsolamento assoluto imposto ad Abdullah Ocalan dal regime turco. Tra qualche giorno alcuni degli scioperanti potrebbero cominciare a morire. La protesta cominciata ormai il 12 settembre da centinaia di prigionieri politici turchi continua e alcuni degli scioperanti sono in gravi condizioni. Dopo 58 giorni di astensione totale dall’assunzione di cibo almeno 144 detenuti hanno cominciato ad accusare disturbi molto gravi e per molti di loro la situazione è compromessa. Se anche smettessero oggi la forma estrema di protesta il loro organismo ha riportato già danni gravissimi e irreversibili. Ma i prigionieri mobilitati in 66 diverse carceri – e con loro altre centinaia di persone, sia all’interno del territorio dello stato turco che in alcune città d’Europa – non vogliono fermarsi anche se i più deboli e provati potrebbero cominciare a morire tra una settimana.
 
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