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La città dello Sport di Tor Vergata: che fine ha fatto l'impianto policentrico?

Nel 2006 la giunta Veltroni ha dato il via alla costruzione del polo che, secondo le prospettive, avrebbe dovuto ospitare i mondiali di nuoto Roma ’09. I lavori furono interrotti nel 2008, a pochi mesi dall’inaugurazione dell’evento, per mancanza di fondi e di tempo necessari al completamento del colosso. Dopo sei anni, la città dello sport è diventata l’ennesimo cantiere-discarica dell’Urbe che, tuttavia, sembrerebbe fare ancora gola a qualcuno.

 

Di Fabrizio Leone

 

Sfumata la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020, anche i milioni sonanti degli investitori d’oltralpe si nebulizzarono e la struttura, a dispetto degli annunci di restauro lanciati in pompa magna dal Comune, è tornato in uno stato di abbandono totale, soggetto alle intemperie climatiche e, a dispetto dell’imponenza edile, molto fragile a causa della mancanza di lavori di stabilizzazione delle fondamenta.
La fu città dello Sport, per tirare in ballo Pirandello, è oggi un mostro di cemento e tubature sconnesse che accoglie chi entra a Roma dalle porte ad Est. Più che un centro sportivo e di aggregazione è l’ennesimo scandalo edilizio che, con buona pace di Calatrava, non è riuscito minimamente ad integrarsi in modo armonioso con il paesaggio circostante.

 

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