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I giornalisti morti nel 2014 facendo il loro lavoro

Il 2014 è stato un anno di contraddizioni. Un anno raccontato attraverso le storie che alcuni giornalisti sono andati a raccogliere.  
Le Olimpiadi di Sochi sono stati un momento di inclusione e di armonia del mondo, con le nazioni riunite in Russia a celebrare l'amore per lo sport. Settimane più tardi l'Ucraina e la Russia davano vita ad una sanguinaria partita a scacchi per ridisegnare i confini. Un coflitto che ha alterato l'immagine mondiale della Russia.
Gli Stati Uniti hanno legalizzato il matrimonio gay in molti stati. Paesi come l'Uganda e l'India hanno fatto passi indietro, arrestando le persone omosessuali in nome della civiltà.
La riforma sanitaria a preso piede in America, aprendo l'accesso alle cure mediche. Dall'altra parte del pianeta la Polio è tornata in Pakistan e il virus Ebola devasta l'Africa occidentale.
Durante l'annuale incontro del Consiglio generale delle Nazioni Unite, le nazioni hanno parlato di pace. Eppure la Siria e l'Iraq bruciano sotto l'assalto dell'ISIS, decine di ragazze sono state rapite in Nigeria e centinaia di milizie sono rimaste macellate nella Repubblica Centrafricana.
I giornalisti che hanno seguito questi eventi, sentivano il dovere di prendere dei rischi, per raccontare un mosaico di storie e andare più a fondo di dove la stragrande maggioranza di noi si sognerebbe mai di arrivare. Le loro immagini ci hanno portato in prima linea. 
QuellI che troverete di seguito non sono tutti i giornalisti che abbiamo perso nel 2014, è solo un piccolissimo gruppo, rappresentante dei quasi 100 morti, caduti mentre svolgevano il loro lavoro. 
Nel 2014, denuncia il bilancio annuale di Reporter senza Frontiere (Rsf), sono stati 66 i professionisti dell'informazione uccisi nell'esercizio delle loro funzioni, 19 'citizen journalist' (categoria che raggruppa i blogger e altri tipi di reporter) e 11 collaboratori dei media non giornalisti.
 
JAMES FOLEY

James Foley ha svolto il suo lavoro come corrispondente da zone di conflitto in Siria, Libia, Iraq e Afghanistan, lavorando principalmente per GlobalPost e Agence France-Press. Fu catturato in Libia nel 2011, ma poi rilasciato. Quando la guerra civile del paese si è intensificata, Foley ha iniziato a collaborare con AFP e GlobalPost dalla Siria. Fu catturato nel 2012 e ucciso da ISIS nel 2014.

 

ANDREA ROCCHELLI

Andrea Rocchelli era in Sloviansk, Ucraina, seguendo il conflitto tra esercito ucraino e separatisti pro-Russia, quando è stato ucciso da un colpo di mortaio. Ha fondato l'agenzia fotografica italiana Cesura nel 2008, e ha collaborato con Newsweek e Le Monde, tra le altre pubblicazioni. Aveva anche ricoperto il conflitto in Afghanistan e la primavera araba in Tunisia e in Libia; questa foto scattata 12 giorni prima della sua morte il 12 maggio, mostra 10 orfani in cerca di rifugio dai bombardamenti durante la notte in Sloviansk.

 

ANJA NIEDRINGHAUS

Anja Niedrinhaus, ex capo fotografo per l'Agenzia europea Pressphoto, ha fatto parte del team di Associated Press che ha vinto il 2005 Premio Pulitzer per il fotogiornalismo con un lavoro in Iraq. Ha effettuato corrispondenze da Francoforte, Sarajevo, Bosnia-Erzegovina, Mosca, Afghanistan, Pakistan e in tutto il Medio Oriente. Niedrinhaus è stata uccisa il 4 aprile, durante le elezioni presidenziali in Afghanistan. Un comandante della polizia afgana ha aperto il fuoco sulla macchina in cui lei e la sua amica e collega giornalista Kathy Gannon, erano ferme per un posto di blocco. Il comandante è stato poi condannato a morte.

 

LUKE SOMERS

A detta di tutti Luke Somers era il ragazzo della porta accanto, guidato da una passione per la sfida. Era sempre alla ricerca di poter dipingere un quadro diverso da quello mostrato dai media occidentali. Nello Yemen iniziò della proteste per poi preferire la gente del mercato, le conseguenze del terrorismo per i normali cittadini, gli scontri culturali e il "vento del cambiamento" nella vita di tutti i giorni. Era consapevole del pericolo, ma non aveva paura. Somers è stato rapito a Sana'a, nello Yemen, nel settembre del 2013. Nel dicembre 2014 Somers è stato ucciso da militanti di Al-Qaeda nel corso di un tentativo di salvataggio di un commando Usa in Yemen. Aveva 33 anni.

 

CAMILLE LEPAGE

Camille Lepage, aveva 26 anni al momento della sua morte in Repubblica Centrafricana. Era una fotoreporter francese trasferita in Sud Sudan due anni prima, per coprire gli sviluppi dopo l'indipendenza del paese nel 2011. Dopo aver studiato alla Southampton Solent University nel Regno Unito, si è specializzata per le questioni africane. Nel 2013 scriveva: "non posso accettare che le tragedie della gente siano messi a tacere, semplicemente perché nessuno può farci i soldi." Negli ultimi giorni della sua vita ha seguito le milizie della Repubblica Centrafricana. E' stata il primo giornalista straniero a morire seguendo i conflitti violenti del paese.

 

MICHEL DU CILLE

Michel du Cille è uscito da 21 giorni di quarantena per il virus Ebola e dopo un paio di settimane di riposo, ha deciso che doveva tornare in Africa occidentale per continuare a documentare gli effetti devastanti del virus. I suoi colleghi e amici hanno scritto che Du Cille era così, guidato da una chiamata.  Tre volte vincitore del premio Pulitzer, lavorava con il The Washington Post.  E' caduto durante un viaggio a piedi da un villaggio nella contea di Bong della Liberia, morto per un attacco di cuore apparente il 11 dicembre. Aveva 58 ani.

 

AUNG KYAW NAING

Aung Kyaw Naing, noto anche come Par Gyi, era un giornalista freelance birmano e attivista politico, lavorava lungo il confine birmano-thailandese. Il suo lavoro è apparso in molti media birmani come The Voice, Eleven Media e Yangon Times. È stato arrestato e ucciso da militari birmani per aver raccontato gli scontri armati tra l'esercito birmano e ribelli Karen etnici. Gli attivisti e sostenitori hanno protestato per l'uccisione di Naing e chiesto un'indagine sulla sua morte, sua moglie sostiene che Aung è stato torturato mentre era in custodia militare. La Commissione nazionale per i diritti umani ha riferito di lesioni multiple al suo corpo, tra cui diversi colpi di pistola, scoperti dopo che il suo corpo è stato riesumato nel mese di novembre.

 

SIMONE CAMILLI

Simone Camilli, 35 anni, videografo. Era a Gaza durante l'estate quando è stato ucciso insieme al suo traduttore Ali Shehda Abu Afash da un missile inesploso mentre veniva disinnescato. Assunto da AP a Roma nel 2005, Camilli ha coperto il conlitto tra Israele e Gaza, basandosi recente a Beirut. Ha co-prodotto nel 2011 un documentario con Pietro Bellorini, About Gaza, che descrive le radici del conflitto attraverso interviste agli abitanti di Gaza.

ANDREY STENIN

Andrei Stenin, 33 anni, era un fotoreporter russo che collaborava con Reuters, Associated Press, Agence France-Presse e RIA Novosti. Stenin ha coperto conflitti in Egitto, Siria, Libia e Gaza prima della corrispondenza nella guerra in Ucraina orientale. E' stato trovato morto il 3 settembre in un veicolo bruciato dopo un attacco dell'esercito ucraino ai separatisti filo-russi nelle vicinanze di Donetsk, uno dei bastioni dei separatisti filorussi ed epicentro dei combattimenti contro le forze lealiste nell'est dell' Ucraina.  "Il nostro collega Andrei Stenine è morto. Credevamo fosse prigioniero. Ora sappiamo che è morto un mese fa" ha detto il direttore di Ria Novosti Dimitri Kiselev.

 

FRANKLIN REYES

Franklin Reyes è nato a L'Avana, e si unì alla squadra AP a Cuba nel 2009, dopo aver iniziato la sua carriera in un giornale statale locale. Al momento della sua morte, Reyes stava lavorando su una storia di economia cubana; è morto in un incidente d'auto mentre tornava da un incarico a L'Avana.

 

TURAD MOHAMED AL-ZAHOURI

Turad Mohamed al-Zahouri, giornalista cittadino siriano, morto il 20 febbraio a Arsal, il Libano, per le ferite riportate da un colpo di mortaio atterrato vicino a lui in Yabroud, Siria. E 'stato il fotografo per Quseir Lens, una pagina di Facebook che ha coperto eventi Quseir e le zone circostanti.

 

ALI MUSTAFA

Giornalista freelance canadese Ali Mustafa è andato in Siria per coprire le lacune dei media mainstream. Scrisse: "L'unico modo per poter veramente avere il senso della realtà dei fatti è viverli". Oltre il suo contributo come fotografico di SIPA, ha anche tenuto un account Instagram e Twitter attivo. Uno dei suoi ultimi messaggi su Twitter, datato appena prima della sua morte, 9 marzo, è una foto di un giovane ragazzo che porta molti oggetti nei pressi di una casa demolita. Il suo obiettivo era quello di ritrarre "il modo in cui la guerra impatti noi come esseri umani." E 'stato ucciso durante un attacco aereo in Siria.

 

The Journalists Who Died Doing Their Jobs in 2014 ARTICOLO IN LINGUA ORIGINALE SU newsweek.com

 

 

 

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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