La crisi dei rifiuti in Italia

L'Italia è l'unico paese dell'Unione Europea che da anni affronta in maniera cronica il problema dello smaltimento dei rifiuti. Sebbene in questi anni gli interventi in materia legislativa si siano susseguiti ininterrottamente da parte di Stato e regioni, ciclicamente la stampa ci informa dell'ultima “emergenza rifiuti”.

Il nostro paese oltre ad aver aumentato la quantità di spazzatura prodotta per abitante (da 350 kg nel 1991 a 546 kg nel 2008) soffre una bassa percentuale di rifuti smaltiti, con un miglioramento del +1,4 dal 2010, tramite raccolta differenziata. Rispetto alla Germania e al Belgio con un tasso dell'82%, da noi solo il 60% viene smaltito con questa procedura. Siamo al di sotto della media europea. La percentuale italiana inoltre è “sbilanciata” a nord da dove proviene complessivamente il 40% dei rifiuti “differenziati”.

Accanto a un problema di ordine “civico”, il nostro paese ne affronta un altro, ma di ordine criminale. Al sud infatti, come testimoniato da molte indagini giudiziarie, la camorra e più in generale la criminalità organizzata ha un ruolo fondamentale nella gestione di discariche e inceneritori. Ruolo tanto più accentuato quanto la gestione dei rifiuti è affidata alle singole regioni e quindi più suscettibile della collusione tra potere politico e criminalità organizzata.

Già nel 1998 Massimo Scalia, presidente della “Commissione di inchiesta parlamentare sul ciclo dei rifiuti” concludeva che “La criminalità organizzata di stampo camorristico continua ad intervenire in maniera diretta sui traffici illeciti di rifiuti, lucrando notevoli somme di denaro: […] del resto, sono stati anche i collaboratori di giustizia a illustrare a questa Commissione lo schema di intervento della camorra, nonché una versione storicizzata dei fatti”.

Rifiuti e la raccolta differenziata costituiscono una questione che evidenzia maggiormente la necessità di un doppio intervento: da un lato, è indispensabile una buona gestione dei rifiuti da parte della classe dirigente, dall’altro c’è bisogno che i cittadini si impegnino nella raccolta differenziata. In questo ambito, più che in altri, è importante astenersi dal fare la differenza tra nord e sud: non va dimenticato che nei primi anni ’90 i rifiuti lombardi furono smaltiti in territorio Campano e che oggi la città con il più alto livello di impegno in materia è la città di Salerno che, spiega il presidente di Legambiente, «con il suo 60% di raccolta differenziata è la città più virtuosa, primato che non hanno raggiunto le città del nord e del centro».

Grazie al contributo di quanti vorranno partecipare proveremo a sviluppare i seguenti temi in riferimento ad una regione o a livello nazionale:

- La gestione commissariale dell'urgenza rifiuti.

- Analisi della raccolta differenziata in Italia

- Cosa impedisce ai comuni di promuovere la raccolta differenziata

- Chi ha guadagnato dai fallimenti della gestione dei rifiuti

- Le proposte in campo per la riduzione dei rifiuti e per il riutilizzo dei materiali riciclati

- Quali sono i comuni che premiano economicamente chi fa la raccolta differenziata
- Cosa succede all'estero?

- Le discariche non autorizzate (abusive) intorno a noi.

- Quanto del quantitativo di RSU totale prodotto finisce in discarica e quanto finisce all’incenerimento.
- Studio del piano regionale dei rifiuti.
- Il tuo comune ti informa come differenziare i materiali?

 

LINK

Selezione della principale normativa nazionale in materia di rifiuti

Selezione della principale normativa europea in materia di rifiuti

Rapporto rifiuti urbani 2011a cura dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

Atti Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse - Audio integrale delle sedute

Audio del Processo Bassolino ed altri per il dissesto nella gestione dei rifiuti in Campagnia

 

 

 

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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