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Marco Pannella

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
on. Marco Pannella
Marco Pannella
Luogo nascita Teramo
Data nascita 2 maggio 1930 (1930-05-02) (80 anni)
Luogo morte {{{luogo_morte}}}
Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione giornalista
Partito Radicali Italiani
Legislatura VII (fino al 21.4.78), VIII (fino al 20.8.79), IX(fino al 6.3.84), X (fino al 25.10.89), XI
Gruppo Radicale
Coalizione
Circoscrizione Torino-Novara-Vercelli (VII) Napoli-Caserta (VIII), Milano-Pavia (IX), Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta (X)
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Incarichi parlamentari
[{{{sito}}} Pagina istituzionale]
Bandiera Europarlamentare Stemma
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Marco Pannella
Luogo di nascita Teramo
Data di nascita 2 maggio 1930
Luogo di morte
Data di morte
Partito politico Lista Emma Bonino
Coalizione Alleanza dei Liberali e Democratici Europei
Mandato 1979-1984, 1984-1989, 1999-2004, 2004-2009
Elezione
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione giornalista, politico
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I, II, IV, V, VI Legislatura

Giacinto Pannella detto Marco (Teramo, 2 maggio 1930) è un politico e giornalista italiano, che si definisce radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista, nonviolento, e gandhiano.

Membro della Gioventù liberale e poi leader dell'Unione goliardica italiana negli anni dell'università, Marco Pannella è tra i fondatori nel 1955 del Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali, la formazione politica promossa dalla sinistra liberale fuoriuscita dal Partito liberale italiano, e raccolto intorno al settimanale diretto da Mario Pannunzio Il Mondo.

Il nuovo Partito Radicale riprende il nome della storica formazione della estrema sinistra nel Parlamento post-unitario ma in più occasioni, nel corso della propria lunga carriera politica, il carismatico leader di gran parte del radicalismo italiano lascerà intendere pubblicamente di guardare anche ai valori della Destra storica del paese.[1][2] Tra i suoi riferimenti ideologici, vanno inoltre annoverati l'ambientalismo ecologista, il cattolicesimo liberale di Romolo Murri, e il socialismo.

Marco Pannella rivendica a sé l'eredità politica del defunto premier Bettino Craxi.[3] L'ampiezza dello spettro politico e ideologico al quale negli anni il politico italiano ha fatto riferimento, porta i suoi estimatori a vedere in lui un uomo che cerca di porsi al di là delle ideologie, mentre i suoi oppositori leggono nel suo operato una dose di ambiguità, e lo accusano spesso di inaffidabilità.

Tra i più longevi personaggi della scena politica (è deputato fin dal 1976), Marco Pannella è stato uno dei protagonisti delle battaglie civili degli anni Settanta e della fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica. La sua azione politica lo ha portato ad essere noto, come leader politico italiano, per aver costantemente ricorso ai metodi della lotta politica nonviolenta (quali scioperi della fame, disobbedienze civili, sit-in, satyagraha, ecc.) resi popolari dal Mahatma Gandhi e dal reverendo Martin Luther King. In quest'ottica, ha praticato decine di scioperi della sete e della fame, con l'intenzione di affermare la legalità o, secondo le sue parole, il "diritto alla vita e la vita del diritto".

Ha altresì operato attivamente nella vita politica italiana attraverso l'intensa applicazione dello strumento referendario, promuovendo, nel corso di tre decenni, la raccolta di quasi cinquanta milioni di firme necessarie alla promozione delle varie campagne referendarie. Nel 1977 fu anche tra i fondatori di Radio Radicale.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Inizio della carriera politica

Nato da padre abruzzese, Leonardo Pannella (18981986), e madre svizzera, Andrée Estachon, Pannella inizia precocemente con la politica, iscrivendosi nel 1945 al PLI. Intanto compie gli studi classici al liceo Giulio Cesare di Roma. In passato gli è stata attribuita anche una giovanile simpatia per i monarchici, che però egli ha smentito[4].

Nel 1950 diviene incaricato nazionale universitario del Partito liberale; due anni dopo è Presidente dell'UGI (Unione Goliardica Italiana, associazione delle forze laiche studentesche), divenendo poi anche Presidente dell'Unione nazionale degli studenti universitari (UNURI). Durante il periodo di militanza nel Partito Liberale sostiene la causa dell'italianità di Trieste

[modifica] Fondazione del Partito Radicale

Nel 1955 si laurea in giurisprudenza all'Università di Urbino, dopo una discussione della tesi durata più di due ore (voto 66/110) e fonda il Partito Radicale assieme a Ernesto Rossi, Leo Valiani, Mario Pannunzio ed Eugenio Scalfari. In vista delle elezioni politiche del 1958 si decide di fare liste unite con i repubblicani: la coppia PR-PRI ottiene l'1,37% dei voti (e 6 seggi) alla Camera.

Nel 1959, su Paese Sera, propone l'alleanza di tutte le sinistre e l'ipotesi di un governo che comprenda anche il PCI. Nell'articolo egli scrisse che per combattere il "regime democristiano" socialisti, radicali e repubblicani dovevano creare uno schieramento unitario, coinvolgere i comunisti e a tracciare un programma di governo alternativo a quello scudocrociato [5]. Inoltre rivolse anche una critica ai comunisti ("Cessate di proporre mirabolanti politiche che nemmeno da soli potreste attuare (...). Rivolgetevi come interlocutori ai laburisti inglesi e alla socialdemocrazia tedesca, e non agli sparuti gruppi comunisti belgi, olandesi, scandinavi, inglesi, che non rappresentano nessuna reale posizione democratica e popolare nei loro Paesi") a cui rispose Togliatti in persona[5]. Successivamente, i due leader politici ebbero un cordiale scambio di battute[5].

Sempre nel 1959 rimuoverà Craxi dalla guida degli Universitari Italiani. Il seguente è un anno di difficoltà economiche: viene dal Belgio, dove ha lavorato in una fabbrica di scarpe ma non ha il permesso per rimanere. Si presenta quindi alla redazione de Il Giorno a Parigi, divenendone corrispondente.

Quando il Partito Radicale entra in crisi e rischia lo scioglimento, torna a raccogliere, assieme a pochi amici e aderenti alla corrente di "sinistra radicale", la difficile eredità e nel 1963 ne assume la segreteria. Nel 1966 fonda la LID (Lega Italiana Divorzio) che contribuirà in maniera determinante, nel 1970, a far approvare la legge Fortuna-Baslini.

Intanto sviluppa un intenso dialogo con Aldo Capitini sul significato e le forme della nonviolenza, per il rinnovamento della politica, non solo in Italia. Nel 1968 è imprigionato a Sofia per avere protestato contro l'invasione sovietica della Cecoslovacchia. Nel 1972 contribuisce a ottenere, anche con uno sciopero della fame, la legalizzazione dell'obiezione di coscienza.

[modifica] La battaglia per la legge sul divorzio

Il 1º ottobre 1965, il deputato socialista Loris Fortuna presentò una proposta di legge volta ad introdurre, in casi limitati, lo scioglimento del matrimonio. I Radicali si resero conto che era possibile trasformare quello che per lunghi anni era stato un fatto privato in un problema di carattere sociale. Infatti, sommando i seicentomila separati legali con il milione e mezzo circa di separati di fatto, e con le altre migliaia di persone coinvolte nelle separazioni, complessivamente si arrivava ad almeno un dieci/dodici per cento della popolazione italiana in un modo o nell'altro direttamente interessata[senza fonte]. Sicché tutte queste persone avrebbero potuto rappresentare un vasto potenziale di mobilitazione politica.

Una tale situazione si presentava perciò come il terreno ideale per la sperimentazione della concezione che i radicali, guidati da Marco Pannella, avevano della politica e del partito: fare appello ai diretti interessati alle singole battaglie, individualmente, assicurando loro attraverso movimenti organizzati, o anche attraverso un vero e proprio partito, un modo per esprimersi politicamente. I Radicali pensavano infatti che, nella società italiana, i costumi erano ormai, a metà degli anni Sessanta, molto variati rispetto al diritto vigente.

Dopo la presentazione del progetto di legge Fortuna, i Radicali suggerirono dunque di organizzare un sostegno da parte dell'opinione pubblica, unico modo per evitare l'insabbiamento della questione. A questo punto furono decisamente aiutati dal fatto che il settimanale popolare ABC appoggiò subito l'iniziativa, assicurando così una vasta eco tra il pubblico, proprio lo scopo che i radicali si proponevano. Nel gennaio del 1966 Marco Pannella e l'avvocato Mauro Mellini annunciarono la costituzione della Lega Italiana Divorzio o, più semplicemente, LID (Lega italiana per l'introduzione del divorzio). La struttura della Lega era disegnata come centro di coordinamento delle attività svolte in tutto il Paese, un organismo assai aperto e informale, la cui novità principale stava nel fatto che i componenti della direzione nazionale, pur provenienti da partiti diversi, ne facevano parte a titolo personale e non come delegati della forza politica di appartenenza.

La Lega, per riuscire nei suoi intenti, da una parte usò strumenti volti ad assicurare l'informazione sulle proprie attività e ad ampliare le adesioni, dall'altra si valse di pressioni dirette sui singoli parlamentari affinché si prodigassero per accelerare l'iter parlamentare della legge sul divorzio. Allo scopo furono pubblicati alcuni fogli, senza periodicità fissa, fino ad una tiratura di centocinquantamila copie: "Battaglia divorzista", organo ufficiale della Lega, "Il divorzio" e "Notizie LID". La LID nazionale organizzò poi alcune manifestazioni di massa con i rappresentanti dei partiti laici, riuscendo a raccogliere varie migliaia di partecipanti. Nel 1970, una maggioranza parlamentare che comprendeva il PCI, il PSI e il PLI, approvò la legge sul divorzio, ricordata anche con il nome di "legge Fortuna-Baslini".

[modifica] Parlamentare

Nel 1973 Pannella fonda e dirige il quotidiano "Liberazione", che uscirà dall'8 settembre 1973 al 28 marzo 1974. Nel 1974 contribuisce al mantenimento del divorzio, con la vittoria dei NO nel referendum, tenutosi nel maggio di quell'anno (promosso da movimenti d'ispirazione cattolica). Nel 1978 viene sconfitto in quello contro il finanziamento pubblico dei partiti ma il PR, unico partito a sostenerlo con una forza elettorale del 2%, riesce a ottenere il 40% di SI, contro tutti gli altri partiti coalizzati per il NO all'abolizione del finanziamento pubblico.

A partire da questo periodo Pannella sviluppa la riflessione sulla depenalizzazione dell'uso delle droghe. Nel 1975 si fa arrestare per aver fumato uno spinello[senza fonte] e, da allora, chiede la legalizzazione delle droghe, sostenendo il paragone tra il proibizionismo sull'alcool degli anni Venti, alimento economico della criminalità mafiosa (erano i tempi di Al Capone), e il proibizionismo sulle droghe, fiorente business per tutte le mafie mondiali.

Marco Pannella con Giovanni Paolo II ed Emma Bonino

Nel 1976 è entrato in Parlamento. In questi anni sostiene una linea di forte opposizione alla amplissima maggioranza parlamentare incentrata sull'accordo tra DC e PCI, che definisce polemicamente "ammucchiata", o "monopartitismo imperfetto". A questo periodo risale anche la nascita, e la successiva diffusione sull'intero territorio nazionale, di Radio Radicale, prima emittente nazionale a trasmettere in diretta i dibattiti del Parlamento, i congressi dei partiti politici e delle associazioni sindacali e i più importanti processi penali.

Nel 1978, al culmine di una violenta campagna scandalistica che durava da alcuni anni, il Presidente della Repubblica in carica Giovanni Leone fu costretto alle dimissioni. Pannella fu uno tra i proncipali artefici di questa campagna, rivelatasi poi gravemente diffamatoria. In occasione del novantesimo compleanno di Leone, festeggiato al Senato nel 1998, Marco Pannella volle incontrarlo personalmente per consegnargli una lettera di scuse per le calunnie di quegli anni[6].

Dal 1979 è europarlamentare e, fino al 1985, si batte contro la fame nel mondo. Ha organizzato, con altre forze politiche, i referendum anti-caccia e anti-nucleari. Nel 1985 ha contribuito alla nascita delle Liste Verdi, anche mettendo gratuitamente a disposizione del movimento ambientalista il simbolo elettorale del Sole che ride. Verso la fine degli anni Ottanta è stato il promotore della trasformazione del Partito Radicale in partito "transnazionale" e "transpartito", partito che da allora in poi concentrerà la sua azione politica verso gli obiettivi dell'abolizione della pena di morte in tutto il mondo, dell'affermazione universale di alcuni diritti umani e della democrazia, dell'istituzione di un tribunale internazionale, in ambito ONU, in grado di sanzionare i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità.

Dal 1986 chiede leggi elettorali maggioritarie e uninominali. Ha sostenuto l'elezione, effettivamente conseguita, dei deputati Leonardo Sciascia, Toni Negri (campagna per la giustizia sul c.d. processo "7 aprile"), Enzo Tortora (campagna per la "giustizia giusta"), Cicciolina e Domenico Modugno.

Non tutte queste candidature portano fortuna al suo partito. Toni Negri ne approfittò per fuggire in Francia, e Cicciolina si limitò a dare scandalo senza contribuire realmente alla causa radicale[senza fonte]. Nell'elezione successiva Cicciolina fondò, con altre pornostar e sotto la supervisione del regista Riccardo Schicchi, il Partito dell'Amore, che non ottenne deputati.

Nel 1992-1993 ha promosso e vinto, insieme con il parlamentare democristiano Mario Segni e con altri rappresentanti politici, il referendum sulla Legge elettorale. Tale successo politico ha determinato il passaggio dal sistema elettorale proporzionale puro ad un sistema elettorale ibrido, per tre quarti maggioritario uninominale, per la parte restante ancora proporzionale. In quegli stessi anni, ulteriore significativa vittoria è stata ottenuta da Pannella con la amplissima prevalenza dei sì nel referendum, sempre promosso dal movimento Radicale, per l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti (lo stesso quesito referendario era stato sottoposto come già detto al voto degli elettori nel 1978), ma tale finanziamento è stato sostanzialmente reintrodotto pochi anni dopo dalla grande maggioranza delle forze politiche. Alle elezioni politiche del 1994 Pannella e i radicali, dopo aver tentato inutilmente di prolungare l'esistenza del governo Ciampi, prospettano una alleanza politica con Silvio Berlusconi. La lista Pannella, tuttavia non riesce a superare il 4% e Marco Pannella non viene rieletto in Parlamento. Dopo la Vittoria di Berlusconi, Pannella chiede di diventare ministro degli esteri del nuovo governo, non ottiene la carica ma riesce a far nominare Emma Bonino commissario europeo. Nel 1996 Pannella si ripresenta alle elezioni politiche anticipate nuovamente alleato di Berlusconi e del polo della libertà, anche questa volta, però, la sua lista non riesce a superare il 4%.

[modifica] Il nuovo millennio

Pannella con l'ex ministro della salute ceceno Khanbiev

Le posizioni interventiste assunte in numerose occasioni hanno fortemente incrinato il rapporto con il mondo pacifista, che ne ha spesso criticato la deriva militarista. Va sottolineato che Marco Pannella e i Radicali non si definiscono pacifisti a oltranza, ma nonviolenti, in quanto utilizzano questi metodi per portare avanti le loro battaglie politiche. Pannella ha sempre rivendicato che il padre della nonviolenza, il Mahatma Gandhi, sosteneva che il nonviolento si batte ad oltranza per evitare la guerra, ma nel momento in cui la guerra scoppia, "ha il dovere di schierarsi", distinguendosi dall'imbelle "anima bella".

Lista marco pannella 1994.jpg

Attualmente è deputato al Parlamento europeo, per la "Lista Bonino" dei Radicali italiani, subentrato nel 2004 in seguito alla rinuncia di Emma Bonino che ha accettato l'incarico in un'altra circoscrizione. Pannella ha ricevuto, in tutta Italia, circa 66.000 voti. È iscritto al gruppo parlamentare dell'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa.

È membro della Commissione per gli Affari esteri; della Commissione per il controllo dei bilanci; della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Delegazione per le relazioni con Israele; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Sud-Est asiatico e l'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN). Sempre degli ultimi anni ha sostenuto la campagna contro la pena di morte, insieme all'associazione Nessuno tocchi Caino.

[modifica] La "Rosa nel Pugno"

Dopo aver avuto occasioni di convergenza elettorale con il centrodestra nel 1994 e aver collocato il movimento radicale fuori dai poli nel 2001, alle elezioni politiche del 2006 passa al centrosinistra. È coautore della convergenza politica ed elettorale dei Radicali Italiani con i Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli che, insieme, danno vita alla Rosa nel Pugno e ad una piattaforma politica che viene sintetizzata dallo slogan, proposto da Pannella, "Blair, Fortuna, Zapatero". La lista, nonostante i migliori auspici, raggiunge il 2,6%, non discostandosi troppo dai precedenti risultati elettorali dei due Partiti.

Alle elezioni 2006 è candidato in tale lista al Senato ma, in seguito della interpretazione data alla Legge elettorale che prevede sbarramenti regionali al 3%, la Rosa nel Pugno non riesce ad eleggere nemmeno un Senatore e lo stesso Pannella non entra in Parlamento. Fa ricorso al Senato per l'attribuzione di otto seggi: quattro di essi, secondo i ricorrenti, sarebbero spettati alla Rosa nel Pugno; tra di essi, uno sarebbe dovuto essere assegnato a Pannella.

[modifica] Le nuove campagne

Marco Pannella assieme al XIV Dalai Lama

Ha poi lanciato, nel solco delle sue precedenti iniziative internazionali come quella per la fame nel mondo, una iniziativa per un Grande Satyagraha per la Pace, una proposta di accoglimento di Israele nell'Unione Europea, campagne ormai abituali come il sostengo al Tibet (ha spesso incontrato il Dalai Lama Tenzin Gyatso) e l'iniziativa per la moratoria, da lui più volte contrapposta all'abolizione della pena di morte a suo parere revocabile dagli stati non democratici[senza fonte] e comunque secondo lui non realisticamente conseguibile a breve termine.[7] La richiesta di moratoria è stata presentata dal governo italiano all'ONU e ratificata dalla sua Assemblea Generale il 18 dicembre 2007.

Il 21 luglio 2007 ha annunciato di essere disposto a candidarsi alla segreteria del Partito Democratico.[8] La sua candidatura è stata tuttavia respinta in quanto il partito radicale e/o la Rosa nel Pugno non risultano essere confluiti all'interno del nascente Partito, ma si pongono piuttosto come alternativa ad esso. Come nel caso analogo che ha coinvolto Antonio Di Pietro, il comitato elettorale del costituendo Partito Democratico pose come presupposto per l'accettazione della candidatura l'entrata del partito di appartenenza nel PD.

Successivamente il PD si è detto contrario anche a candidarlo nelle proprie liste alle elezioni politiche del 2008, dopo che Pannella si era detto disponibile ad un'alleanza del gruppo dei Radicali con i democratici, visto il regolamento interno che vieterebbe di superare un certo numero di legislature; Pannella invece sostiene che su di lui ci sia un "veto politico".[9] Ciò nonostante, nove candidati radicali sono stati comunque eletti nelle liste democratiche.

[modifica] Disobbedienza civile e procedimenti giudiziari

Pannella, a causa delle sue ripetute proteste civili e delle provocazioni, che egli, in accordo con lo spirito del Partito Radicale, considera azioni nonviolente di disobbedienza civile, è incorso in diversi processi penali dagli esiti che qui si elencano:

  • 27 agosto 1995

Roma, Porta Portese (1° troncone) Imputato: Marco Pannella 13/06/01: condannato definitivamente in Cassazione a 8 mesi di libertà vigilata o, in alternativa, 4 mesi di reclusione. Pena eseguita.

  • 28 dicembre 1995

Roma, Piazza Navona Imputato: Marco Pannella 18/01/99: condannato in primo grado a 2 mesi e 20 giorni di reclusione. Riconosciuto il fatto di lieve entità perché l’azione è stata commessa per motivi di particolare valore sociale. 12/02/02: assolto in appello “perché il fatto non costituisce reato”

  • 28 dicembre 1995

Roma, Rai-TV - Cessione in diretta TV ad Alda D'Eusanio Imputato: Marco Pannella 18/06/01: assolto in appello

  • 12 ottobre 1997

Roma, Piazza Navona Imputati: Marco Pannella, Rita Bernardini, Olivier Dupuis, Pigi Camici, Alessandro Caforio, Cristiana Pugliese, Mauro Zanella 12/10/01: Marco Pannella e Rita Bernardini condannati in primo grado a 3 mesi e 700 € di multa, pena convertita in 4.186 € di multa 12/10/01: Olivier Dupuis, Pigi Camici, Alessandro Caforio, Cristiana Pugliese, Mauro Zanella, condannati in primo grado a 2 mesi e 20 giorni e 520 € di multa, pena convertita in 3.168 € di multa 14/02/2005: assolti in appello “perché i fatti loro ascritti non costituiscono reato”

  • 20 ottobre 1997

Milano, Piazza Scala Imputati: Marco Pannella, Rita Bernardini, Lucio Bertè (Pannella non era presente alla manifestazione) 10/12/99: Gip, non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”

  • ottobre - novembre 1997

Roma, 1) Piazza San Carlo 2) Piazza San Carlo 3) Largo Goldoni – tre disobbedienze che hanno dato origine ad un maxi processo Imputati: Marco Pannella, Rita Bernardini, Anna Autorino, Alessandro Caforio, Sergio Stanzani, Mauro Zanella, Pigi Camici, Antonio Borrelli, Cristiana Pugliese, Clotilde Buonassisi, Veronica Orofino, Olivier Dupuis, Gianfranco Dell'Alba, Paolo Pietrosanti, Giorgio Cusino, Alexandre de Perlinghi, Michel Hancisse, Thierry Meyssan, Rolando Parachini, Eric Picard, Michel Sit Bon 17/10/2001: Marco Pannella, condannato in primo grado a 8 milioni di multa e 10 giorni di carcere da aggiungersi con il vincolo della continuazione ai 2 mesi e 20 giorni per una vicenda analoga avvenuta a Piazza Navona per la quale però è stato assolto il 12 febbraio 2002 29/01/2004: Marco Pannella, posizione stralciata in appello per impegni al Parlamento Europeo. Da fissare nuovo ruolo

  • 28 gennaio 2002

Manchester (GB), Stazione di Polizia di Stockport, detenzione di cannabis e hashish in solidarietà con i deputati Davies e Cappato. Protagonista: Marco Pannella; nessun intervento da parte delle forze dell’ordine [1]

[modifica] Vita privata

Marco Pannella vive a Roma da tanti anni e convive da quasi quarant'anni (dal 1974[senza fonte]) con la ginecologa Mirella Parachini, oggi dirigente dell'Associazione Luca Coscioni. Nel maggio 2010 si è dichiarato bisessuale, avendo amato tre o quattro uomini, dato che il rapporto con la compagna glielo permetteva[10].

[modifica] Opere

  • Il voto radicale. Risposte di Elio Vittorini, Marco Pannella, Luca Boneschi, Roma, s. n., 1963.
  • Le sbarre del Concordato, con Pasquale Bandiera e Giorgio Spini, Genova, Lanterna, 1973.
  • Pannella su Marco Pannella, Roma, Magma, 1977.
  • Io, Marco Pannella al Parlamento. Interventi parlamentari contro il potere, i partiti di regime, la stampa di regime, la Rai-TV, il parlamento, la chiesa, l'aborto clandestino, la magistratura, la polizia, i carabinieri, le carceri, l'esercito, Napoli, Ceci, 1979.
  • Dai diritti civili alla fame nel mondo, Roma, Quaderni radicali, 1981.
  • Scritti e discorsi. 1959-1980, Milano, Gammalibri, 1982.
  • Come nasce un partito. Marco Pannella lettere da Parigi (1960-1962), Napoli, Caruso, 1997.
  • Diario di un digiuno. 1972: diritto civile all'obiezione di coscienza, Venezia, Editoria universitaria, 1999.
  • A sinistra del PCI. Interventi parlamentari 1976-1979, Milano, Kaos, 2007. ISBN 978-88-7953-175-7
  • Contro i crimini di regime. Interventi parlamentari 1980-1986, Milano, Kaos, 2007. ISBN 978-88-7953-179-5
  • Le nostre storie sono i nostri orti (ma anche i nostri ghetti), con Stefano Rolando, Milano, Bompiani, 2009. ISBN 978-88-4526-439-9

[modifica] Bibliografia

  • Umberto Pasini, E Pannella si chiamò Leone, Parma, Nicoli, 1979.
  • Gigi Moncalvo, Pannella. Il potere della parola, Milano, Sperling & Kupfer, 1983. ISBN 88-200-0293-0
  • Mauro Suttora, Marco Pannella. I segreti di un istrione, Milano, Liber, 1993. ISBN 88-8004-013-8
  • Massimo Teodori, Marco Pannella. Un eretico liberale nella crisi della Repubblica, Venezia, Marsilio, 1996. ISBN 88-317-6372-5
  • Mauro Suttora, Pannella & Bonino spa, Milano, Kaos, 2001. ISBN 88-7953-097-6
  • Valter Vecellio (a cura di), Pannella, dica '79, Roma, Stampa alternativa, 2009.

[modifica] Incarichi istituzionali

  • Deputato alla Camera dal 1976 al 1992
  • Eletto al Parlamento europeo nel 1979, 1984, 1999, 2004
  • Consigliere comunale a Trieste nel 1978
  • Consigliere comunale a Catania, Napoli, Teramo, Roma e L'Aquila
  • Consigliere regionale del Lazio e dell'Abruzzo
  • Presidente della XIII circoscrizione del Comune di Roma (Ostia)
  • Alle elezioni 2006 è candidato con la Rosa nel Pugno al Senato ma, in seguito della interpretazione data alla legge elettorale che prevede sbarramenti regionali al 3%, la Rosa nel Pugno non riesce ad eleggere nemmeno un Senatore e lo stesso Pannella non entra in Parlamento
MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1979 - 1984

1984 - 1989


1989 - 1992


1994 - 1999


1999 - 2004


2004 - 2009

CDI

Non iscritti


Non iscritti


ARE


TGI, NI


ALDE

Partito Radicale

Partito Radicale


PLI-PRI-PR


Lista Pannella


Lista Bonino


Lista Bonino

Partito Radicale

Partito Radicale


Partito Radicale


Lista Pannella


Lista Bonino, Rad.It.


Radicali Italiani

-

-


-


-


-


Nord-Ovest

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-


-


-


-


13.336

[modifica] Curiosità

  • La canzone "Il Signor Hood" (ispirata al "bandito buono" John Wesley Harding, cantato anche da Bob Dylan nell'album omonimo) di Francesco De Gregori, con la dedica "A M. con autonomia", che spicca sulla copertina del disco Rimmel, si riferisce proprio a Marco Pannella, del quale il cantautore romano fu negli anni settanta un fervente ammiratore.
  • La versione originale di "Ohi Maria", fortunata canzone degli Articolo 31, contiene un esplicito riferimento alla battaglia antiproibizionista di Marco Pannella ("...le vacanze le farò in Giamaica, dalla mia maria bella, aspetto, intanto voto Pannella e canto...").
  • Nel 1995 durante una delle sue campagne non violente, regalò alla conduttrice Alda D'Eusanio un panetto di hashish da 200 g in diretta televisiva.
  • Nel gennaio del 2007, Marco Pannella ha avuto uno scontro con Vittorio Sgarbi durante una puntata della trasmissione Buona Domenica. Nel corso della lite, i due si sono reciprocamente accusati di aver preso soldi da Berlusconi[11], in riferimento alla loro vecchia comune alleanza col "Cavaliere", nel 1996.
  • Alla fine di marzo del 2007 la Kaos Edizioni ha pubblicato "A sinistra del PCI", volume che raccoglie gli interventi parlamentari più importanti del leader radicale tra il 1976 e il 1979. Nel novembre dello stesso anno è seguita la pubblicazione di "Contro i crimini di regime", volume sempre edito dalla Kaos, che raccoglie gli interventi pronunciati fra il 1980 e il 1986. Entrambi i volumi sono a cura di Lanfranco Palazzolo, giornalista di Radio Radicale.
  • Marco Pannella simpatizza per la S.S. Lazio.

[modifica] Note

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni