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Italia

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Italia
Italia - Bandiera
Italia - Stemma
(dettagli) (dettagli)

Location Italy EU Europe.png

Generalità
Nome completo:
Nome ufficiale: Repubblica italiana
Lingue ufficiali: italiano (bilinguismo con altre lingue a livello regionale o locale)
Altre lingue: varie, vedi lista
Capitale: Roma  (2 744 931  ab. / 28/02/2010[1])
Politica
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano
Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi
Proclamazione: Unificazione: 17 marzo 1861[2]

Repubblica: 2 giugno 1946

Ingresso nell'ONU: 14 dicembre 1955
Ingresso nell'UE: 25 marzo 1957
(membro fondatore)
Superficie
Totale: 301 338  km²  (69º)
 % delle acque: 2,4 %
Popolazione
Totale (28/02/2010 [3]): 60 380 912  ab.  (23º)
Densità: 200,4 ab./km²  (39º)
Geografia
Continente: Europa
Fuso orario: UTC+1 (CET)
UTC+2 (CEST) in estate
Economia
Valuta: Euro[4]
PIL (PPA)  (2008): 1.814.557 milioni di $  (10º)
PIL procapite (PPA)  (2008): 30 581  $  (28º)
ISU  (2007): 0,951 (molto alto)  (18º)
Energia: 0,63 kWh  kW/ab.
Varie
TLD: .it, .eu
Prefisso tel.: +39[5]
Sigla autom.: I
Inno nazionale: Il Canto degli Italiani
noto anche come
Inno di Mameli o Fratelli d'Italia.
Festa nazionale: 2 giugno

Map of Italy-it.svg

  1. ^ Dati Statistiche demografiche ISTAT
  2. ^ Data di proclamazione del Regno d'Italia da parte del neoeletto Parlamento italiano.
  3. ^ Dati Statistiche demografiche ISTAT
  4. ^ Eccetto il Comune di Campione d'Italia che adotta il franco svizzero.
  5. ^ Eccetto il Comune di Campione d'Italia raggiungibile tramite il prefisso +41.
« il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe »

L'Italia (ascolta[?·info]), ufficialmente Repubblica italiana,[1] è uno Stato membro dell'Unione europea (301 338  km², 60 380 912  abitanti al 28 febbraio 2010), situato nell'Europa meridionale, il cui territorio coincide in gran parte con l'omonima regione geografica.

È chiamata anche con le antonomasie di Stivale, per la sua forma, e Bel paese, in ragione del suo clima e delle sue bellezze naturali ed artistiche.[2] Geograficamente l'Italia è costituita da tre parti: una continentale, una peninsulare ed una insulare. A nord è separata naturalmente dalla catena montuosa delle Alpi e confina (in senso orario) con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. I microstati San Marino e Città del Vaticano sono enclavi interamente comprese nel suo territorio, mentre il comune di Campione d'Italia costituisce una exclave situata nella regione italofona del Canton Ticino in Svizzera. La lingua principale è l'italiano, parlata da 70 milioni di nativi come lingua madre e da 125 milioni di persone come seconda lingua.

Il territorio geografico conosciuto come Italia, prima di ospitare la Repubblica Italiana, è stato abitato fin dal Paleolitico e ha ospitato numerosi popoli con culture molto diverse. La città di Roma (capitale della Repubblica) è stata per secoli il centro politico e culturale della Civiltà occidentale, capitale di un Impero che si estendeva per gran parte d'Europa, Africa settentrionale, Medio Oriente, fino all'attuale Iraq, e i territori tra il Mar Nero e il Mar Caspio. Dopo la caduta dell'Impero romano, la regione italiana fu soggetta a numerose invasioni da parte di popolazioni barbariche nordeuropee e mediterranee, che vi governarono fino alla nascita del Sacro Romano Impero di Carlo Magno. Durante il Rinascimento ridivenne il centro culturale del mondo occidentale. Dal XVII secolo le dominazioni spagnola, francese e poi austriaca spinsero i popoli all'unificazione, come Regno d'Italia, avvenuta, dopo numerosi scontri, nel 1861. Dopo la vittoria della I guerra mondiale, nel ventennio di dittatura fascista compreso tra la I e la II guerra mondiale l'Italia arrivò a possedere un Impero Coloniale. Successivamente, dopo una guerra civile durata due anni, l'Italia fu liberata dal fascismo: il Regno d'Italia cessò di esistere il 18 giugno 1946 quando, a seguito dei risultati del referendum del 2 e 3 giugno precedenti, lo Stato ha assunto l'attuale forma repubblicana.

Oggi l'Italia è uno Stato globalizzato che ha tra i più alti standard di vita nel mondo; è membro fondatore dell'Unione Europea, della NATO, del Consiglio d'Europa, dell'OCSE e aderisce all'ONU e all'Unione Europea Occidentale. Inoltre è l'ottava potenza militare del mondo e condivide armi nucleari della NATO sul suo territorio (il consiglio di difesa NATO ha sede a Roma). Membro del G7, G8 e G20, è la settima potenza economica mondiale e l'undicesimo stato del mondo nella classificazione dell'hard power, alla pari di Regno Unito, Francia, Germania e Russia. Gli italiani figurano tra i popoli con più aspettative di vita grazie anche alla famosa cucina e possiedono il secondo sistema sanitario del mondo.[3] L'Italia è il paese con il numero più alto nel mondo di siti patrocinati UNESCO[4] ed il quinto paese più visitato del mondo.

Indice

Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia d'Italia.
Le origini del nome
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Etimologia del nome Italia.

Il significato del toponimo “Italia” è tuttora controverso ed è stato oggetto di ricostruzioni non soltanto da parte di linguisti ma anche di storici, tradizionalmente attenti alla questione; non sempre, tuttavia, ci si trova di fronte ad etimologie in senso stretto bensì ad ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla ricostruzione specificatamente linguistica del nome, e che con il tempo hanno formato un ricco corpus di soluzioni tra le quali sono numerose quelle che si riferiscono a tradizioni non dimostrate (come ad esempio l'esistenza di un re di nome Italo) o comunque fortemente problematiche (come ad esempio la connessione del nome con la vite).

Preistoria

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Italia preistorica e protostorica.

Il popolamento del territorio italiano risale alla preistoria, epoca di cui sono state ritrovate importanti testimonianze archeologiche. L'Italia è stata abitata almeno a partire dal periodo Paleolitico. Tra i più interessanti siti archeologici italiani risalenti a questo periodo si ricorda quello di Monte Poggiolo, presso Forlì, di La Pineta presso Isernia e la Grotta dell'Addaura, presso Palermo.[5] Numerosi ritrovamenti documentano anche il periodo neolitico, l'età del bronzo (Valcamonica, cultura appenninica, cultura delle Terramare nella pianura padana) e l'età del ferro durante la quale alcune popolazioni raggiungono un discreto livello culturale e artistico, come la civiltà villanoviana o la civiltà nuragica.

Prime popolazioni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Popoli dell'Italia antica.

Le informazioni sugli abitanti dell'Italia in epoca preromana sono, in taluni casi, incomplete e soggette a revisione continua. Popolazioni di ceppo indoeuropeo, trasferitesi in Italia dall'Europa Orientale e Centrale in varie ondate migratorie (veneti, umbro-sabelli, latini, ecc.), si sovrappongono ad etnie pre-indoeuropee già presenti nell'attuale territorio italiano, o assorbendole, oppure stabilendo una forma di convivenza pacifica con esse. In Italia settentrionale, accanto ai Celti (comunemente chiamati Galli), vi sono i Liguri (originariamente non indoeuropei poi fusisi con i Celti) stanziati in Liguria e parte del Piemonte, mentre nell'Italia nord-orientale vivono i Paleoveneti, di probabile origine illirica o, secondo alcune fonti, provenienti dall'Asia Minore.[6]

Espansione della civiltà etrusca nel corso dei secoli

Nell'Italia più propriamente peninsulare, accanto agli Etruschi, convivono una serie di popoli complessivamente definiti italici, di origine indoeuropea, fra cui: Umbri in Umbria; Latini, Sabini, Falisci, Volsci ed Equi nel Lazio; Piceni nelle Marche ed in Abruzzo Settentrionale; Sanniti nell'Abruzzo Meridionale, Molise e Campania; Apuli e Messapi in Puglia; Lucani e Bruttii nell'estremo Sud; Siculi in Sicilia. Altri popoli non indoeuropei, probabilmente autoctoni erano presenti in Sicilia (Elimi e Sicani) ed in Sardegna che è abitata, fin dal II millennio a.C., dai Sardi forse identificabili con il misterioso popolo dei Shardana.[7]

La Magna Grecia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Magna Grecia.

Tra l'VIII ed il VII secolo a.C., coloni provenienti dalla Grecia cominciano a stabilirsi sulle coste del sud Italia e della Sicilia. Le prime componenti stabilitesi in Italia sono quelle ioniche e quelle peloponnesiache: gli Eubei e i Rodii fondano Cuma, Reggio Calabria, Napoli, Naxos e Messina, i Corinzi Siracusa (i quali a loro volta fonderanno la città di Ankon, l'odierna Ancona), i Megaresi Leontinoi, gli Spartani Taranto, mentre i coloni provenienti dall'Acaia fondano Sibari e Crotone. Oltre a quelle già citate, altre città importanti sono Metaponto, fondata anch'essa da coloni Achei, Heraclea e Locri Epizefiri.

L'importanza della colonizzazione greca per i popoli italici è dovuta al fatto che essi vengono a contatto con forme di governo democratiche caratterizzate da forti responsabilizzazioni del cittadino, e con espressioni artistiche e culturali elevate.[8]

Paralellamente alla colonizzazione greca furono presenti in Sardegna e Sicilia centri di fondazione punica.

L'età romana

Massima espansione dell'Impero romano

La regione geografica italiana viene unita politicamente per la prima volta in epoca romana con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma e dai socii italici finisce per snaturare il carattere nazionale che la regione geografica italiana stava acquisendo sul finire del I secolo a.C.[9]

Giunta all'apice dello sviluppo politico, economico e sociale, Roma con il suo impero è considerata una tappa importantissima della storia, con un'irripetibile organizzazione socio-politica e per l'importanza del segno lasciato nella storia dell'umanità. In tutti i territori sui quali estendono i propri confini, i romani costruiscono città, strade, ponti, acquedotti, fortificazioni, esportando ovunque il loro modello di civiltà e al contempo integrando le popolazioni e civiltà assoggettate, in un processo così profondo che per secoli, ancora dopo la fine dell'impero, queste genti continueranno a definirsi romane. La civiltà nata sulle rive del Tevere, cresciuta e diffusasi in epoca repubblicana ed infine sviluppatasi pienamente in età imperiale, è alla base dell'attuale civiltà occidentale.

L'unione politica della regione geografica italiana realizzatasi in epoca romana termina nel 476 d.C con la fine dell'Impero romano d'Occidente (anno in cui per convenzione viene anche fatta terminare l'Antichità e iniziare il Medioevo). Nel 476 il re degli Eruli, Odoacre, ultimo di una lunga schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell'Impero romano d'Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone infatti l'ultimo imperatore d'occidente, Romolo Augusto.[10]

Il Medioevo

La Corona Ferrea del Regno d'Italia durante il Medioevo, custodita nel duomo di Monza

A partire dal 493, con il Regno ostrogoto, si realizza nuovamente l'unità politica dell'Italia. Il Regno ostrogoto è la prima di tante occasioni mancate nel Medioevo per affermare anche nella regione geografica italiana un processo di formazione della coscienza nazionale come già era avvenuto in altri Paesi europei. Dal 535 al 553, il territorio italiano diventa teatro della guerra gotica, che vede l'imperatore d'Oriente Giustiniano I deciso ad assoggettare il Regno ostrogoto. La conquista italiana da parte di Giustiniano I è portata a termine nel 553 con la sconfitta definitiva degli Ostrogoti e l'annessione di tutto il territorio del Regno ostrogoto all'Impero romano d'Oriente. Il conflitto, protrattosi per quasi un ventennio, devasta l'intero territorio, tanto da portare ad una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.[11]

Gli anni della dominazione dell'Impero romano d'Oriente sono funestati, oltre che da un aggravamento delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale, anche da una terribile pestilenza che spopola ulteriormente il territorio tra il 559 e il 562. La regione, indebolita e impoverita, non ha la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino. Tra il 568 e il 569 i Longobardi, spesso appoggiati dalla popolazione esasperata dalla fiscalità bizantina, occupano gran parte dell'Italia: entrando dal Friuli, ben presto conquistano gran parte dell'Italia centro-settentrionale, che prende il nome di Langobardia Maior, e poi dell'Italia meridionale, che chiamano Langobardia Minor.[12]

L'Italia nell'anno 1000

Il regno dei Longobardi si protrae per circa due secoli, fino a quando essi vengono sconfitti a nord da Carlo Magno nel 774,[12] e a sud, più tardi, dai Normanni. Da allora quest'area geografica perde definitivamente un'unità politica che non ritroverà fino al 1861 con la nascita del Regno d'Italia.

Ciò nonostante, ci sono nei secoli successivi dei tentativi di costituire un Regno d'Italia autonomo dal Sacro Romano Impero Germanico, ad opera in particolare di Berengario del Friuli (850-924), e poi di Arduino d'Ivrea (955-1015).[13]

Se durante l'alto Medioevo il sentimento nazionale italiano si mantiene piuttosto in ombra, partecipando alla contesa tra le due potenze di allora, il Papato e l'Impero, con i quali si schierano rispettivamente i Guelfi e i Ghibellini, esso tuttavia rimane sempre vivo, animato dal ricordo dell'antica grandezza di Roma, e trovando nell'identità spirituale rappresentata dalla Chiesa, idealmente erede delle istituzioni romane, un senso di comune appartenenza.[14] Spinti da un forte desiderio di autonomia si sviluppano così le Repubbliche marinare (Amalfi, Genova, Pisa e Venezia), e poi i liberi Comuni di popolo. La vittoria nella battaglia di Legnano ad opera della Lega Lombarda contro l'imperatore Federico Barbarossa (1176), e la rivolta dei Vespri siciliani contro il tentativo del fratello del re di Francia Carlo I d'Angiò di assoggettare la Sicilia (1282), saranno assunte dalla retorica romantica ottocentesca come i simboli del primo ridestarsi di una coscienza di patria.[15] Questi sono i segnali di un cambiamento radicale che, consolidandosi e accompagnato anche dal risveglio religioso che si ha nel Duecento con le figure di Gioacchino da Fiore e Francesco d'Assisi, porteranno al Rinascimento.[16]

Con la definitiva uscita di scena degli imperatori di Germania, il fervore della civiltà comunale raggiunge infine il suo apogeo economico, spirituale, artistico, alimentato dall'idea politica di numerosi poeti, tra cui Dante Alighieri, e dall'esigenza, fatta propria da Cola di Rienzo, della rinascita dell'unità d'Italia.[17]

L'età moderna

Cosimo de' Medici, primo Padre della Patria. (Galleria degli Uffizi)

Diversi fattori impediscono tuttavia la nascita di uno Stato unitario come sta avvenendo nel resto d'Europa: oltre alla suddivisione in tanti piccoli Comuni, che lentamente si tramutano in Signorie, c'è anche il timore da parte del Papato di veder sorgere una potenza statale in grado di compromettere la sua autonomia. È per questo ed altri motivi che l'Italia deve supplire con l'intelligenza strategica dei suoi capi politici alla superiorità di forze degli stati nazionali europei. Un esempio è la figura del Signore di Firenze Cosimo de' Medici, non a caso soprannominato Pater Patriae, ovvero "Padre della Patria", e considerato uno dei principali artefici del Rinascimento fiorentino: la sua politica estera, infatti, mirante al mantenimento di un costante e sottile equilibrio fra i vari stati italiani, sarà profetica nell'individuare nella concordia italiana l'elemento chiave per impedire agli stati stranieri di intervenire in Italia appofittando delle sue divisioni.[18]

L'importanza della strategia di Cosimo, proseguita dal suo successore al comando di Firenze Lorenzo il Magnifico nella sua continua ricerca di un accordo tra gli stati italiani in grado di sopperire alla loro mancanza di unità politica, non viene tuttavia compresa dagli altri prìncipi italiani, ed essa si conclude con la morte di Lorenzo nel 1492. Da allora l'Italia diventa il teatro di numerose invasioni straniere: dapprima da parte dei francesi ad opera di Carlo VIII, poi delle truppe spagnole di Carlo V. L'inizio della dominazione straniera si deve quindi al ritardo del processo politico di unificazione, e anzi fa registrare anche coraggiosi episodi di patriottismo (come il gesto di Ettore Fieramosca nella Disfida di Barletta).[19]

Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della vitalità rinascimentale, già indebolita anche dalle nuove tensioni religiose dovute all'avvento della Riforma protestante in Europa, che avevano portato ad episodi luttuosi come il sacco di Roma del 1527 ad opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la Repubblica di Venezia riuscirà a mantenere una certa prosperità e autonomia politica. Il Seicento è invece un secolo di crisi per tutto il resto della regione italiana. La Chiesa, che ha dovuto subìre la perdita dell'unità cristiana dei fedeli, cerca ora con la Controriforma di rafforzare la sua presenza nei paesi rimasti cattolici, operandovi iniziative educative e assistenziali ma anche isolandoli dall'influsso degli Stati protestanti. Se l'Italia viene così salvaguardata dai conflitti religiosi che si accendono oltralpe, ne sconta però le conseguenze in termini di carestie, spesso seguite da epidemie.[20] Scoppiano perciò numerose rivolte contro il dominatore spagnolo, la più celebre delle quali si verifica a Napoli nel 1647 ad opera di Masaniello, ma non portano a nessun cambiamento.

Nel Settecento finisce il lungo periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e Rastatt, gli Asburgo d'Austria si impossessano di vari domini italiani, e subentrano agli spagnoli.[18] Dalla seconda metà del secolo, poi, con la diffusione dell'illuminismo, anche l'Italia viene investita da importanti riforme.

L'Unificazione

Giuseppe Garibaldi, padre fondatore del Risorgimento

Con l'arrivo in Italia delle truppe napoleoniche[21] (1796), si ha un risveglio del sentimento nazionale,[22] il cui primo e concreto accenno di riscossa si può individuare nel Proclama di Rimini,[23] con cui Gioacchino Murat, il 30 marzo 1815 durante la guerra austro-napoletana, rivolge un accorato appello a tutti gli italiani affinché si uniscano per salvare il Regno di Napoli posto sotto la sua sovranità, unico garante della loro indipendenza contro un occupante straniero.

Il periodo della storia d'Italia in cui l'affermarsi di una coscienza nazionale porta all'unità politica e all'indipendenza della nazione italiana è detto Risorgimento. Tale periodo occupa un lungo arco temporale di vari decenni, concludendosi solo nel 1861 con la nascita del Regno d'Italia, sotto la dinastia di Casa Savoia.

Esso vede i primi patrioti aderire inizialmente alla Carboneria, che dà luogo ai moti del 1820-1821, duramente soppressi dagli austriaci. Seguono altri tentativi insurrezionali, tra cui quelli sfortunati dei fratelli Bandiera (1844), i moti del 1848 che portano alla prima guerra di indipendenza contro l'oppressione austriaca, e vedono il coinvolgimento anche delle popolazioni cittadine, in particolare durante le famose cinque giornate di Milano, le dieci giornate di Brescia e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due Sicilie, conclusasi con un massacro.[24] Soltanto con la seconda guerra di indipendenza italiana del 1859 l'Austria cederà la Lombardia al Regno sabaudo, e si innescherà così il definitivo processo di unificazione, culminato con l'impresa dei Mille (1860).

Le personalità coinvolte in tale processo furono molte, ma quattro spiccano su tutte: Giuseppe Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo; Giuseppe Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste; Camillo Benso conte di Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all'espansione del Regno di Sardegna; Vittorio Emanuele II di Savoia, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia.[25]

Il Regno d'Italia e il fascismo (1861–1946)

Stemma del Regno d'Italia

Il Regno d'Italia nasce nel 1861 e la popolazione, rispetto l'originario Regno di Sardegna, quintuplica. Istituzionalmente e giuridicamente il Regno viene configurato come un ingrandimento del Regno di Sardegna.[26]

La questione che tiene banco nei primi anni della riunificazione d'Italia è la cosiddetta "questione meridionale", legata, in modo particolare, al brigantaggio.[27]

L'inizio del regno vede l'Italia impegnata anche in una serie di guerre di espansione coloniale in Somalia e in Eritrea. Allo scoppio della Prima guerra mondiale l'Italia assume inizialmente una posizione di neutralità, per poi scendere al fianco degli alleati il 23 maggio 1915 in seguito alla firma del segreto Patto di Londra. Dopo i primi due anni di guerra di trincea, l'Italia subisce nella battaglia di Caporetto il pesantissimo attacco delle forze austro-tedesche (24 ottobre 1917), la cui avanzata viene fermata però sulla linea del Piave. A partire da questo fiume, divenuto sacro alla patria, l'esercito italiano riesce, con l'apporto di nuove leve ancora diciassettenni, a sferrare una controffensiva nel giugno 1918, fino alla vittoria finale ottenuta nella battaglia di Vittorio Veneto (4 novembre). Con la fine della Grande Guerra l'Italia completa la sua riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria ed alcuni territori del Friuli ancora irredenti. La guerra però porta numerosissimi morti soprattutto nella fascia di età compresa tra 20 e 24 anni.[28][29][30] Inoltre, l'Italia non vedrà riconosciuti i diritti territoriali sulla Dalmazia (incluse le città di Zara, Sebenico e Tenin) acquisiti in base al Patto di Londra, con cui aveva negoziato la propria entrata in guerra.

In questo contesto il 23 marzo 1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di combattimento, un nuovo movimento che si autodefinisce partito dell'ordine e che riesce a guadagnarsi la fiducia dei ceti più ricchi e conservatori.

In vista delle elezioni del 6 aprile 1924 Mussolini farà approvare una nuova legge elettorale (c.d. "Legge Acerbo") che avrebbe dato i tre quinti dei seggi alla lista che avesse raccolto il 40% dei voti. Il listone guidato da Mussolini otterrà il 64,9% dei voti.[31]

Subito dopo i risultati elettorali, arrivano numerose critiche riguardo la regolarità delle elezioni (come, ad esempio, da parte di Giacomo Matteotti, rapito e ucciso qualche giorno dopo).[31]

Successivamente, dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore. Nel biennio 1925-1926 vengono emanati una serie di provvedimenti liberticidi e viene creato un Tribunale speciale con amplissimi poteri, in grado di mandare al confino con un semplice provvedimento amministrativo le persone sgradite al regime.

Dopo le conquiste di Hitler di Austria, Sudeti, Cecoslovacchia e le imprese militari italiane in Etiopia ed Albania (1938), il 22 maggio 1939 viene firmato il Patto d'Acciaio tra Germania e Italia.

Il 10 giugno 1940 l'Italia entra nella Seconda guerra mondiale come alleata della Germania contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 viene dichiarata guerra anche all'Unione Sovietica e, con l'Impero giapponese, agli Stati Uniti d'America.

Molte difficoltà militari però colpiranno Mussolini. Il 24 luglio 1943, dopo una riunione del Gran Consiglio del Fascismo il duce viene sfiduciato. Vittorio Emanuele III decide quindi di sostituirlo a capo del governo con Pietro Badoglio. Proprio mentre si trova a colloquio con il re, Mussolini viene arrestato. Il Paese si ritrova, così, nel caos e diviso in due: il Regno del Sud a fianco degli alleati contro la Germania e la Repubblica Sociale Italiana, formata dai reduci fascisti. Di fatto, erano entrambi due stati-fantoccio, rispettivamente degli anglo-americani e dei tedeschi. In questo quadro drammatico nascono le prime formazioni partigiane che con la Resistenza, attiva soprattutto nel centro-nord, danno vita al primo nucleo dell'Italia libera. Nell'aprile del 1945 le forze nazi-fasciste verranno sconfitte.

Alla fine di questa guerra l'Italia sarà in condizioni critiche: i combattimenti ed i bombardamenti aerei hanno raso al suolo molte città e paesi, e le principali vie di comunicazione sono interrotte.[32]

Il numero di italiani morti a causa della guerra sarà molto elevato: sono stimati tra 415.000 (di cui 330.000 militari e 85.000 civili)[33] e 443.000 morti,[34] stimando che la popolazione italiana all'inizio del conflitto era di 43.800.000 persone si arriva conteggiare circa una vittima ogni 100 italiani.

Dalla nascita della Repubblica ai giorni nostri (1946–2010)

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Nascita della Repubblica Italiana.

Il 2 giugno 1946 un referendum istituzionale sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica Italiana. Per la prima volta in Italia, per questa occasione, anche la donne avranno diritto al voto. Il 1º luglio Enrico De Nicola viene nominato primo presidente della Repubblica Italiana. Il primo presidente del Consiglio dei ministri sarà Alcide De Gasperi, esponente della Democrazia Cristiana e, salvo poche eccezioni, dal 1946 al 1993 la Presidenza del Consiglio fu democristiana. La nuova Costituzione repubblicana entrerà in vigore il 1º gennaio 1948.[35]

In questi anni l'Italia conoscerà il cosiddetto "miracolo economico" che porterà alla crescita del Prodotto interno lordo del 6.3%,[36] riducendo sensibilmente il divario storico con Paesi quali Inghilterra, Germania e Francia. Si registra un'elevata disponibilità di manodopera, dovuta ad un forte flusso migratorio dalle campagne alle città e dal sud verso il nord.

Contribuirà alla crescita dell'Italia anche la creazione della CECA e successivamente della CEE, a cui l'Italia aderisce fin dall'inizio.

L'immagine più nota dei due giudici Falcone e Borsellino

Il 1968 vede l'Italia trasformarsi radicalmente sul piano sociale, in seguito alle migliorate condizioni di vita dovute al boom economico ed al sorgere di movimenti radicali, soprattutto comunisti, che apporteranno profonde modifiche al costume, alla mentalità generale e in particolare alla scuola.[37] Negli anni settanta e ottanta, a cavallo dell'inizio della Guerra Fredda, le tensioni politiche e le conseguenti attività di gruppi terroristici sia di estrema destra che di estrema sinistra, legati a trame di poteri politici occulti, porteranno prima alla strategia della tensione,[38] periodo caratterizzato da numerosi attentati terroristici come la strage di Piazza Fontana, la strage di Piazza della Loggia e la strage di Bologna, e successivamente agli anni di piombo,[39] periodo caratterizzato da attentati ad esponenti politici (come Aldo Moro e Vittorio Bachelet), forze dell'ordine, giornalisti (come Walter Tobagi), magistrati e sindacalisti (come Guido Rossa).

Negli anni novanta, i giudici siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime essi stessi per la causa, aiutati da valenti uomini della polizia, riusciranno a fare arrestare i maggiori membri di Cosa nostra.

Nel 1992 le indagini di Mani pulite sul fenomeno dilagante delle tangenti coinvolgeranno numerosi esponenti di tutto il pentapartito guidato da Bettino Craxi. Subito dopo lo scandalo, che coinvolge numerosi personaggi politici di spicco, sorgono nuovi partiti, come Forza Italia, guidata dall'imprenditore Silvio Berlusconi. In questa fase, definita "Seconda Repubblica", si consoliderà il principio del bipolarismo, attraverso le figure di Silvio Berlusconi e di Romano Prodi, dando vita ad un'alternanza nel governo del paese.

Dal 2008 la maggioranza di governo è costituita dal partito del Popolo della Libertà, nato dall'unione dei partiti Forza Italia e Alleanza Nazionale e dalla Lega Nord, un partito fortemente autonomista che si è imposto elettoralmente nelle regioni del Nord.

Geografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Geografia della Repubblica italiana, Vulcani italiani, Rilievi italiani e Pianure italiane.
Immagine satellitare NASA dell'Italia.

L'Italia (generalmente suddivisa in Italia continentale, Italia peninsulare ed Italia insulare) è unita al tronco centrale del continente europeo dalla catena delle Alpi. Grazie alla sua posizione, costituisce un ponte di passaggio tra l'Europa, l'Asia e l'Africa.[40]

L'Italia separa, inoltre, il bacino occidentale del Mar Mediterraneo da quello centrale, ossia il Mar Tirreno dallo Ionio. A settentrione del Salento si spinge l'insenatura lunga e stretta del mare Adriatico.

Le isole di Sardegna e di Corsica dividono poi il Mar Tirreno dal Mar di Sardegna.

Le coste italiane si sviluppano su 7.456 km e presentano svariate forme (falesie, sabbiose, pietrose, ecc.).[41]

Il suolo italiano, forgiato dell'antropizzazione, ha varie caratteristiche (vulcanico, endolagunare, calcareo, ecc.).[42]

In Italia le zone collinari sono prevalenti rispetto alle zone montuose o a quelle pianeggianti; l'altitudine media del suo territorio è di circa 337 metri sul livello del mare.

Le catene montuose si estendono per buona parte della nazione. Del sistema alpino appartiene all'Italia tutto il versante meridionale per una lunghezza di circa 1.000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali, dove numerose sono le cime che superano i 4.000 m tra cui il Cervino (4.478 m), il Monte Rosa (4.634 m) e il Monte Bianco che con i suoi 4.810 m è la montagna più alta d'Europa. La catena degli Appennini percorre tutta la lunghezza della penisola, dalla Liguria alla Sicilia, concludendosi nelle Madonìe; la vetta più alta è rappresentata dal Gran Sasso (2.912 m), situato in Abruzzo.

L'Italia è nota anche per la presenza di numerosi vulcani: i più famosi sono il Vesuvio, l'Etna, che con i suoi 3.343 m è il vulcano più alto d'Europa, e lo Stromboli.

Solo un quarto della superficie della regione italiana è occupato da pianure. La Pianura Padana è la più estesa di tutte. Essa è una distesa alluvionale formata dal fiume Po e dai suoi affluenti.[43] Seguono, per dimensioni, il Tavoliere delle Puglie, una pianura di sollevamento,[44] e il Campidano, un'altra pianura alluvionale.[45] Il punto meno elevato d'Italia è situato nella frazione di Contane (-3,44 m).

Isole

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Isole italiane.

Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna, quest'ultima geologicamente parte della micro zolla sardo-corsa assieme alla Corsica.

Vi sono poi numerose isole minori, la maggior parte delle quali è raccolta in arcipelaghi,[46] fra le quali: l'Arcipelago Toscano, le Isole Flegree, le Eolie, le Egadi, l'Arcipelago delle Pelagie, le Tremiti e l'Arcipelago della Maddalena.

Idrografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Fiumi italiani, Laghi italiani e Elenco di cascate italiane.

L'Italia, grazie alla presenza di diversi rilievi montuosi, acque sorgive e ghiacciai, è una terra ricca di corsi d'acqua. In genere i fiumi che nascono nell'Appennino non sono molto lunghi ed hanno carattere torrentizio, al contrario di quelli che hanno origine nelle Alpi.

Il maggiore fiume, come lunghezza e portata, è il Po (lungo 652 km)[47] che attraversa la Pianura padana, sfociando nel mare Adriatico. Il maggiore lago italiano, invece, è Il Lago di Garda, mentre il più profondo è il Lago di Como (410 m).[48]

Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Clima italiano.
Scorcio della Val d'Orcia, in Toscana
La sede della Prefettura dell'Aquila dopo il terremoto del 2009

La regione italiana (compresa tra il 47º ed il 35º parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale.[49]

Dal punto di vista climatico è, inoltre, favorita dalla grande massa d'acqua dei mari mediterranei che la circondano quasi da ogni lato. Tali mari costituiscono, soprattutto per la penisola italiana (meno per quelle ellenica, iberica ed anatolica), un benefico serbatoio di calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona temperata, un clima particolare detto temperato mediterraneo.[50]

Secondo la classificazione di Köppen,[51] l'Italia è suddivisa in nove tipi di clima: si passa dal Clima temperato subtropicale (presente nelle aree costiere della Sicilia, della Sardegna meridionale e della Calabria centrale e meridionale) al Clima nivale (tipico delle vette più elevate delle Alpi ricoperte da neve perenne, con quote generalmente superiori ai 3.500 metri s.l.m.).

Terremoti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista di terremoti in Italia.

In quanto stretto tra la placca africana e la placca euroasiatica, il territorio italiano è soggetto a terremoti. I fenomeni sismici costituiscono un primato dell'Italia in Europa;[52] essi sono per lo più connessi a fenomeni vulcanici oppure a movimenti rapidi di enormi masse rocciose situate in profondità sotto la superficie terrestre.[53] Non tutte le regioni italiane sono però egualmente soggette ai moti sismici.[52]

La Sicilia vista dal satellite durante l'eruzione dell'Etna del 2002

Popolazione

Demografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Demografia d'Italia e Emigrazione italiana.
Evoluzione della demografia dal 1960 al 2006 (numero degli abitanti in migliaia)
Tasso di natalità dal 1975 al 2009

Con 60.387.000 di abitanti (al 1º gennaio 2010), l'Italia è il quarto paese dell'Unione europea per popolazione (dopo Germania, Francia e Regno Unito). Il Paese ha, inoltre, una densità demografica di 200,03 persone per chilometro quadrato, più alta della media europea. [54]

La popolazione italiana, concentrata principalmente nelle zone costiere e pianeggianti del paese,[55] è caratterizzata da una grande presenza di anziani oltre i 65 anni (rappresentano 1/5 della popolazione totale), da un costante aumento del numero di stranieri residenti e da un basso tasso di natalità.[56] La speranza di vita, nel 2009, era di 78,9 anni per gli uomini e di 84,2 per le donne.[54]

Alla fine del XIX secolo l'Italia era un paese di emigrazione di massa,[57] fenomeno che si manifestò prima nelle regioni settentrionali e, successivamente, in quelle meridionali. Le mete preferite furono le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile) e l'Europa centro-settentrionale (in modo particolare la Germania). Nel XX secolo l'emigrazione divenne anche interna, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese.[58]

Etnie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Immigrazione in Italia.

Il numero di immigrati o di residenti stranieri regolari in Italia è aumentato considerevolmente a partire dagli anni 1990 e, secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2010 constava di circa 4.279.000 unità, rappresentando il 7,1% della popolazione.[56]

Il dato, però, aumenta sensibilmente calcolando anche gli stranieri che dimorano illegalmente (circa 650.000 nel 2008).[59] Infine, la comunità zingara, che si divide principalmente tra rom (più diffusa al Centro-Sud e con maggiore propensione alla sedentarizzazione) e in minor misura sinti (soprattutto al Nord, ma con forte tendenza al nomadismo), è calcolata approssimativamente in 120.000 unità, di cui 70.000 già con la cittadinanza.[60]

Il numero di Italiani residenti all'estero ancora in possesso della cittadinanza italiana è stimato in circa 4.000.000.[61]

Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Religioni in Italia.

In Italia vige il principio della laicità dello Stato e pertanto non vi è una religione ufficiale. La Costituzione demanda al Concordato i rapporti fra lo Stato e la Chiesa cattolica e a specifiche intese quelli con le altre confessioni religiose.[62]

I cittadini italiani sono in maggioranza cristiani cattolici: il 97,7% di essi è battezzato[63] e l'87,8% si dichiara cattolico, sebbene i praticanti siano solo il 36,8%[64] per effetto di un crescente processo di secolarizzazione. Il rapporto Eurispes 2010[65] indica che si dichiara agnostico il 10,7% e ateo il 7,8%, per un totale del 18,5% della popolazione di non credenti. La Chiesa cattolica in Italia è organizzata in 227 diocesi[66] e riconosce il Romano Pontefice come proprio Primate.

Fra le religioni minoritarie, sono presenti diverse altre confessioni cristiane (in modo particolare ortodossi e protestanti, questi ultimi in massima parte pentecostale), ebrei (comunità che in Italia ha antiche origini), mormoni, e testimoni di Geova.

Altre minoranze presenti nel paese, invece, sono state causate del fenomeno dell'immigrazione. Tra queste, le più numerose sono: musulmani, buddisti, induisti, sikh e animisti. I movimenti neopagani, infine, contano poco più di 13.000 aderenti.[67][68]

  • Cristiani: 57,000,000 (91.6%)
  • Islam: 1,210,000 (1.5%)[69]
  • Buddismo: 160,000 (0.3%)
  • Induismo: 115,000 (0.2%)
  • Ebraismo: 45,000 (0.1%)
  • Ateismo/Non religiosi: 3,400,000 (5.8%)

Lingue

Lingua italiana

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lingua italiana.
Alessandro Manzoni

L'italiano è la lingua ufficiale e più parlata in Italia. È inoltre una delle 23 lingue ufficiali dell'Unione europea. L'italiano è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze orientali della famiglia delle lingue indoeuropee e, in particolare, è la trasformazione dell'antico dialetto fiorentino del Trecento, idioma diffusosi e, in seguito, affermatosi in tutta Italia grazie anche a grandi scrittori (come Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio e Alessandro Manzoni)[70] che ne hanno fatto uso nelle loro opere. In Italia esiste tuttavia un gran numero di lingue, evoluzioni autonome della varietà di latino parlata nelle diverse regioni, e dialetti. Le diverse lingue non sono varianti locali dell'italiano, ma si sono sviluppate parallelamente.[71]

Altre lingue

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Lingue parlate in Italia, Lingue italiane nella legislazione e Bilinguismo amministrativo in Italia.
Raggruppamenti delle lingue e dei dialetti d'Italia.[72]

A livello locale sono riconosciute come co-ufficiali, parificate all'italiano, le seguenti lingue:

In queste regioni gli uffici pubblici e la segnaletica stradale sono bilingui, o trilingui (come nel caso dei comuni ladini dell'Alto Adige e walser dell'alta valle del Lys), i documenti ufficiali possono essere redatti in italiano o nella lingua straniera.

Altre lingue vengono riconosciute e tutelate dalla legislazione statale[73] e dalle leggi regionali. Diverse parlate regionali, inoltre, sono state censite dall'UNESCO come lingue minoritarie e vengono considerate dalla comunità linguistica come lingue distinte dall'italiano (e non come dialetti di quest'ultimo), tuttavia non godono di alcun riconoscimento o tutela da parte dello Stato Italiano.[74]

La Lingua dei segni Italiana (LIS),[75] la lingua visiva dei cittadini sordi, conta tra le 80 e le 120.000 utilizzatori nelle diverse città italiane. L'Italia non riconosce la lingua dei segni come lingua nazionale dei sordi, né come lingua minoritaria: solamente la regione Valle d'Aosta ha approvato all'unanimità il riconoscimento della Lingua dei Segni nel 2006.

Ordinamento dello Stato

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema politico della Repubblica Italiana.
Firma della Costituzione

Il sistema politico della Repubblica Italiana è conforme alle istituzioni di una repubblica parlamentare dove il presidente del Consiglio dei ministri e gli altri componenti del governo sono nominati dal Capo dello Stato (Presidente della Republica Italiana), ma devono ottenere la fiducia a maggioranza del Parlamento, che detiene la rappresentanza della volontà popolare.

La legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano è la Costituzione, approvata dall'Assemblea costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio 1948,[76] la quale indica i suoi principi fondamentali, i diritti e i doveri dei cittadini e fissa l'ordinamento della Repubblica.

Suddivisioni storiche e amministrative

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ente locale (ordinamento italiano) e Suddivisioni dell'Italia.

In base all'articolo 114 della Costituzione la Repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane e dalle regioni.

L'Italia, in base agli ultimi dati ISTAT dell'anno 2009, ha 8.094 comuni.[77] Le province attuali sono invece 110.[78]

Nell'elenco che segue, per ciascuna regione è riportato lo stemma ufficiale e il nome del capoluogo.

Regione Capoluogo
Stemma Valle d'Aosta* Aosta
Stemma Piemonte Torino
Stemma Liguria Genova
Stemma Lombardia Milano
Stemma Trentino-Alto Adige* Trento
Stemma Veneto Venezia
Stemma Friuli-Venezia Giulia* Trieste
Stemma Emilia-Romagna Bologna
Stemma Toscana Firenze
Stemma Umbria Perugia
Stemma Marche Ancona
Stemma Lazio Roma
Stemma Abruzzo L'Aquila
Stemma Molise Campobasso
Stemma Campania Napoli
Stemma Puglia Bari
Stemma Basilicata Potenza
Stemma Calabria Catanzaro
Stemma Sicilia* Palermo
Stemma Sardegna* Cagliari
* Regione a statuto speciale

Città principali

Questa lista rappresenta le prime 10 città italiane per abitanti del territorio comunale in base alle ultime stime ISTAT. Le statistiche si basano su dati[79] del 28 febbraio 2010.

Si tenga presente, tuttavia, che le città di Milano, Napoli, Torino, Firenze e Catania si sono sviluppate, nel tempo, ben oltre i confini amministrativi e quindi, al concetto di "città comunale", è doveroso affiancare anche quello di area metropolitana.[80]

Pos. Comune Prov. Regione Abitanti
1 Roma Roma stemma Roma Stemma Lazio 2.744.931
2 Milano Milano stemma Milano Stemma Lombardia 1.308.975
3 Napoli Napoli stemma Napoli Stemma Campania 960.349
4 Torino Torino stemma Torino Stemma Piemonte 909.704
5 Palermo Palermo stemma Palermo Stemma Sicilia 656.256
6 Genova Genova stemma Genova Stemma Liguria 609.242
7 Bologna Bologna stemma Bologna Stemma Emilia-Romagna 378.617
8 Firenze Firenze stemma Firenze Stemma Toscana 368.421
9 Bari Bari stemma Bari Stemma Puglia 320.023
10 Catania Catania Provincia di Catania-Stemma.png Catania Stemma Sicilia 295.131

Cittadini italiani

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cittadinanza italiana.

La legge del 15 febbraio 1992, numero 91, articolo 1 comma 1, stabilisce che è cittadino per nascita:

  • il figlio di padre o di madre cittadini;
  • chi è nato nel territorio della Repubblica se ambo i genitori sono ignoti o apolidi, o se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo la legge statale di questi.

Inoltre, attraverso altre modalità previste della legge, si può acquisire la cittadinanza italiana anche se si appartiene a tutti gli effetti ad un altro paese.

Istituzioni

Giorgio Napolitano, attuale presidente della Repubblica

Le maggiori istituzioni italiane sono:

Sono inoltre presenti due Biblioteche Nazionali Centrali sedi del deposito legale dello Stato: la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

L'Ente Cartografico dello Stato italiano si trova a Firenze ed è l'Istituto Geografico Militare.

Simboli

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Simboli patri italiani.
Emblema della Repubblica

I principali simboli che rappresentano l'unità nazionale italiana sono:[86]

Ordinamento scolastico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Istruzione in Italia e Storia dell'istruzione in Italia.
Ingresso dell'università La Sapienza di Roma

L'istruzione in Italia è regolata con modalità diverse secondo la forma giuridica (scuole pubbliche, scuole paritarie, scuole private). La formazione professionale, comprendente gli istituti professionali, dipende invece dalle regioni. Nel complesso, almeno stando alla legislazione di riforma in vigore, si passa da un obbligo scolastico che termina a 16 anni, ad un diritto dovere, o obbligo formativo, che dura fino al diciottesimo anno di età.

Il sistema scolastico italiano è strutturato in tre cicli di istruzione:

La scuola dell'infanzia, un'istituzione prescolastica non obbligatoria, caratterizzata dal gioco e della convivenza con i compagni, e dalla preparazione al primo ciclo d'istruzione.

Il ciclo degli studi all'università si può articolare in tre fasi, dopo la riforma introdotta dal processo di Bologna:

  1. Laurea triennale (3 anni)
  2. Laurea magistrale (2 anni)
  3. Dottorato di Ricerca (3 anni)

Sistema sanitario

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Servizio Sanitario Nazionale (Italia).

Il Servizio Sanitario Nazionale italiano è un sistema pubblico di carattere universalistico che garantisce l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini, finanziato attraverso la fiscalità generale e le entrate dirette, percepite dalle aziende sanitarie locali, derivanti dai ticket sanitari (cioè delle quote con cui l'assistito contribuisce alle spese) e dalle prestazioni a pagamento.

Attraverso di esso viena data attuazione all'art. 32 della Costituzione italiana che sancisce il diritto alla salute di tutti gli individui.

Secondo una ricerca dell'OMS, risalente al 2000, l'Italia aveva il secondo sistema sanitario migliore del mondo in termini di efficienza di spesa e accesso alle cure pubbliche per i cittadini, dopo la Francia.[89] Tuttavia, gran parte della popolazione italiana è poco soddisfatta del sistema sanitario a causa soprattutto di lunghe liste d'attesa ed inefficienza del servizio.[90]

Criminalità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Criminalità in Italia.

Per quanto riguarda la criminalità comune, l'Italia risulta essere uno tra i paesi più sicuri d'Europa insieme a Spagna, Ungheria, Portogallo, Francia, Austria e Grecia.[91]

Bernardo Provenzano al momento dell'arresto.

Discorso a parte per quanto riguarda la criminalità organizzata. La mafia e altre organizzazioni di stampo mafioso come Camorra, Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Sacra Corona Unita, rappresentano il cancro della società, dell'economia e della politica italiana. Il fenomeno, che ha origine in Sicilia nel corso del XIX secolo, si è poi diffuso a livello mondiale, anche con generazione e caratteristiche autonome.

Nel rapporto del Censis del 2009 risulta che l'influenza della mafia resta diffusa nella società italiana e riguarda direttamente il 22% degli Italiani e il 14,6% del PIL.[92] Elemento fondamentale del fenomeno mafioso è il legame con la politica, soprattutto locale, e il controllo di sacche dell'economia. L'Italia, non a caso, si distingue per una forte e continua lotta contro la mafia, costata la vita a magistrati, uomini delle forze dell'ordine e delle istituzioni,[93] ma che ha ottenuto notevoli risultati, con l'arresto di numerosi boss malavitosi.

Forze armate e forze di polizia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Forze armate italiane e Forze di polizia in Italia.

La Repubblica italiana, per difendere militarmente il suo territorio e per supportare decisioni di politica interna ed estera si serve di numerose forze armate e forze di polizia. In ordine di grandezza sono: l'Arma dei Carabinieri, l'Esercito Italiano, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria, l'Aeronautica Militare, la Marina Militare ed infine il Corpo Forestale dello Stato.

I Corpi ed i Servizi di Polizia Locale/Provinciale e Polizia municipale non rientrano tra le forze di polizia dello Stato, ma, a seconda della tipologia, dipendono dalla Regione, dalla Provincia o dal Comune.

Politica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema politico della Repubblica Italiana.

Politica interna

Essendo l'Italia una Repubblica parlamentare, il capo del governo, che esercita il potere esecutivo, è il Presidente del Consiglio dei ministri che si regge su una maggioranza in parlamento. Il Presidente della Repubblica è la più alta carica dello Stato ed ha come funzione principale quella di rappresentare l'unità del Paese.

Partiti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Partiti politici italiani e Grafico delle elezioni politiche italiane.
Giulio Andreotti, uno dei principali esponenti della Democrazia Cristiana

In Italia si può parlare di partiti politici moderni a partire dal 1892, quando viene fondato il Partito Socialista Italiano. Sino a quel momento i principali raggruppamenti politici del Paese, la Destra storica e la Sinistra storica non erano raggruppamenti politici classificabili come partiti, ma semplici "cartelli" di notabili, ciascuno con un proprio feudo elettorale, che si riunivano in gruppi a seconda delle proprie idee.

Nel secondo dopoguerra i partiti di massa sono la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano, quest'ultimo che, grazie al ruolo svolto nella Resistenza, diviene il rappresentante della classe operaia.

Dopo la caduta dei partiti di massa, a causa di scandali giudiziari, culminati con l'inchiesta di Mani pulite del 1992, che determinano la fine della Prima Repubblica, incominciano ad avere successo i partiti di protesta o quelli legati ad un leader, come la Lega Nord guidata da Umberto Bossi e Forza Italia guidata da Silvio Berlusconi.

Dall'inizio della Seconda Repubblica cominciano a fiorire diverse coalizioni politiche sia di centrodestra sia di centrosinistra come: il Polo delle Libertà e il Polo del Buon Governo, confluiti successivamente nel Polo per le Libertà, trasformatosi a sua volta nella Casa delle Libertà; l'Alleanza dei Progressisti, poi trasformatasi in seguito a nuove allenze ne L'Ulivo e nel 2006 ne L'Unione.

Dopo la caduta del Governo Prodi II nel 2008, è presente un predominio di pochi grandi partiti nati dalle ceneri delle coalizioni precedenti: il Popolo della Libertà, il Partito Democratico, la Lega Nord, l'Italia dei Valori, l'Unione di Centro e il Movimento per le Autonomie. A questi si affiancano alcuni partiti regionali: il Südtiroler Volkspartei e l'Union Valdôtaine.

Politica estera

L'Italia è uno dei membri fondatori della Comunità europea, ora Unione europea. Il Paese è stato ammesso alle Nazioni Unite nel 1955 ed è un membro della NATO, dell'OCSE, del GATT, della WTO e del Consiglio d'Europa.

L'Italia ha ricoperto più volte la presidenza di turno delle organizzazioni internazionali di cui fa parte, ad esempio il G8 e l'Unione europea.

L'Italia sostiene le Nazioni Unite e le sue attività internazionali di sicurezza. Il Paese presenta truppe schierate a sostegno delle missioni di mantenimento della pace in Somalia, Mozambico, Timor Est e Afghanistan (quest'ultima a sostegno dell'Operazione Enduring Freedom[94]) e fornisce il supporto per le operazioni della NATO e delle Nazioni Unite in Bosnia, Kosovo, Albania e Libano. Il Paese, inoltre, aveva un contingente militare di circa 3.200 soldati in Iraq, ma ha ritirato le truppe da novembre 2006, mantenendo solo gli operatori umanitari e civili.[95]

Libertà d'informazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Libertà di stampa nella Repubblica italiana.

Secondo il rapporto 2009 di Reporters sans frontières (RSF)[96] l'Italia si pone al 49º posto (su 175) nel mondo per la libertà di stampa. Nello stesso anno l'istituto di ricerca Freedom House ha inoltre indicato l'Italia, unica all'interno dell'Unione Europea, come nazione «parzialmente libera».[97]

Economia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Economia italiana e Made in Italy.
Facciata della sede della Borsa di Milano

Membro del G8, organizzazione che raggruppa i sette paesi maggiormente industrializzati del mondo più la Russia, l'Italia rappresenta la settima potenza economica del pianeta per Prodotto interno lordo nominale assoluto, davanti alla Russia e dietro al Regno Unito.[98] Il Paese è anche il terzo contribuente dell'Unione europea, ed il sesto per le Nazioni Unite.[99]

Per quanto concerne il Prodotto interno lordo pro capite, l'Italia si pone su scala mondiale alla 21a posizione per PIL pro capite nominale (12a nell'Unione europea) e alla 27a per PIL pro capite per potere d'acquisto (13a nell'Unione europea),[100] ponendosi nel contempo al quinto posto per valore delle esportazioni e al settimo per quello delle importazioni effettuate nell'anno 2007.[101]

L'economia italiana è ormai fortemente orientata verso il settore dei servizi, che nel 2006 hanno rappresentano quasi i 2/3 del PIL prodotto.

Il tessuto produttivo dell'economia è formato in prevalenza di piccole e medie imprese: quelle di maggiori dimensioni sono gestite in gran parte dalle famiglie fondatrici e, in taluni casi, da gruppi stranieri. Il modello di public company, impresa a capitale diffuso gestita da un management, è poco diffuso.

A causa della mancanza di importanti giacimenti, la maggior parte delle materie prime e il 75% dell'energia devono essere importati. Nella prima metà del Novecento sono stati comunque scoperti alcuni giacimenti petroliferi, in particolare nella Val d'Agri, in Basilicata, il cui reale sfruttamento, tuttavia, è cominciato solamente a partire dagli anni ottanta. Oggi i giacimenti lucani forniscono oltre il 10% del fabbisogno nazionale.[102]

Durante gli anni novanta l'Italia ha perseguito una rigida politica fiscale per far fronte alle richieste dell'Unione economica e monetaria dell'Unione europea, e ha tratto beneficio dai tassi più bassi di inflazione e di interesse. Tuttavia, problemi come l'evasione fiscale, l'elevato debito pubblico (103,7% del PIL)[103] e, nel Mezzogiorno, la malavita organizzata, continuano ad ostacolare un sano e più robusto sviluppo dell'economia nazionale.

Il Paese ha aderito all'euro nel 1999, sostituendo la lira a partire dal 2002.

A causa della dura crisi economica del 2008-2010, nel 2009 il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto il 10,1%.[104]

Risorse

Il PIL del terzo trimestre 2009 suddiviso tra le principali attività macro-economiche (dati ISTAT).

Di seguito la tabella che riporta il PIL,[105] prodotto in Italia ai prezzi correnti di mercato nel 2009, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali attività macro-economiche:

Attività macro-economica PIL prodotto (mln di Euro)
Agricoltura, silvicoltura, pesca 29.940
Industria in senso stretto 246.659
Costruzioni 83.516
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni 295.225
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali 384.565
Altre attività di servizi 292.054
Totale valore aggiunto al costo dei fattori 1.331.959
PIL Italia ai prezzi di mercato 1.520.870

Energia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Produzione di energia elettrica in Italia.

Secondo il bilancio energetico nazionale del 2008, redatto dal Ministero dello Sviluppo Economico, risulta che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è aumentata del 20,4% rispetto l'anno precedente, mentre la produzione di petrolio e gas naturale è calata rispettivamente del 10,9% e del 4,6%. Quasi invariata la produzione di solidi. Sono calate in modo consistente, sempre rispetto al 2007, le importazioni di energia elettrica (-11,2%) e di petrolio (-5,6%), mentre sono aumentate lievemente le importazioni di gas naturale (3,9%) e di fonti rinnovabili (9,2%). Infine, registrano un aumento esponenziale le esportazioni di fonti rinnovabili (1.600%) e di gas naturale (207,1%); più contenuto l'aumento delle esportazioni di energia elettrica (28,4%) e di solidi (5,9%), mentre sono in calo le esportazioni di petrolio (-6,8%).[106]

Agricoltura

Raccolta del grano con mietitrebbia nella Provincia di Foggia

Il settore agricolo (comprensivo di selvicoltura e pesca), nonostante l'eccellenza e l'alta specializzazione raggiunta, rappresenta una percentuale minimale nel quadro economico nazionale. Bisogna altresì considerare che pur avendo una conformazione prevalentemente montuosa, non adatta per l'agricoltura, l'Italia impiega in questo settore una forza lavoro di circa 1,4 milioni di unità.

L’Italia si distingue, a livello continentale, nella produzione di frumento (7.817.063 tonnellate nel 2006), di mais (10.660.680 tonnellate nel 2006) coltivato quasi esclusivamente al Nord, di riso (1.596.367 tonnellate) per il quale detiene il primato europeo, di soia (607.695 tonnellate) e di barbabietola da zucchero (11.730.025 tonnellate). Tutte queste colture hanno come zona di elezione le regioni del nord. L'Italia contende alla Francia il primato mondiale della produzione di vino ed alla Spagna quello per la produzione di olio d’oliva. Il meridione è specializzato nella coltura degli ortaggi (pomodori, insalata, finocchi, peperoni, cavolfiori, sedano), segnatamente la Puglia, che fornisce oltre il 10% della produzione agricola nazionale[107] e il 44% della produzione olearia nazionale.[108] Inoltre è la prima nazione al mondo per la produzione di kiwi.[109]

Per quanto concerne gli alberi da frutto il Trentino-Alto Adige è specializzato nella produzione di mele, la Sicilia e la Calabria in agrumi, l’Emilia-Romagna in pere e pesche, la Campania in albicocche e fichi, la Puglia in ciliege.

L'allevamento (bovino, suino, caprino e ovino) è praticato in tutta Italia, anche se in quantità e modalità differenti da zona a zona. Tuttavia questa attività non riesce a soddisfare il fabbisogno interno.

Riguardo alla pesca, la produzione italiana si attesta su 530.125 tonnellate (dati del 2005), comprensiva di pesce, crostacei, molluschi e acquacoltura. Un terzo del pescato italiano viene dalla Sicilia, seguita dalla Puglia e dalle Marche.[110]

Industria

L'Italia, che si è affermata nella lavorazione e produzione di manufatti, presenta una differenza fondamentale rispetto agli altri paesi industrializzati: una grande diffusione di aziende medio-piccole di proprietà familiare.[111][112] A partire dal Nord-Est del Paese, si sono diffusi i cosiddetti distretti industriali, un modello che ha visto una consistente diffusione lungo la dorsale adriatica, al punto da costituire una delle caratteristiche peculiari dell'economia italiana.[113]

L'industria è particolarmente sviluppata nei settori meccanici (automobile, motocicletta, ricambi e accessori), cantieristico navale, degli elettrodomestici, chimico, farmaceutico e nei campi dell'energia, metallurgia, agroalimentare e della difesa (armi leggere, mezzi blindati, elicotteri, sistemi di difesa ecc.).[114][115][116] È anche uno dei paesi leader nella produzione e nel design di automobili e ciclomotori[114] ed è leader in tutto il mondo per i suoi prodotti di lusso nel campo della moda.[117]

Settore terziario

In Italia il terziario rappresenta il settore più importante dell'economia, sia per numero di occupati (il 67% del totale) che per valore aggiunto (il 71%).[118] Dai dati Confcommercio 2008 il settore risulta di gran lunga il più dinamico: il 54,8% degli oltre 5.000.000 di imprese operanti in Italia appartiene al settore dei servizi, e il 47,4% all’area Confcommercio; ed in questo settore nascono oltre il 67% delle nuove imprese.

Turismo, commercio e servizi sono tra le attività chiave per il sistema-paese. I principali dati di settore nel 2006: nel commercio si contano 1.600.000 imprese, pari al 26% delle imprese italiane, e oltre 3.500.000 lavoratori. Nei Trasporti, comunicazioni, turismo e consumi fuori casa, si contano oltre 582.000 imprese, pari al 9,5% del totale, con 3.500.000 lavoratori. Servizi alle imprese: 630.000 imprese, pari al 10,3% del totale, con 2.800.000 di lavoratori.[119] I servizi alle imprese sono maggiormente sviluppati e diffusi nelle grandi città e nelle regioni economicamente più avanzate.

Il settore bancario ha conosciuto, negli ultimi anni, una diminuzione del numero degli occupati, soprattutto per la diffusione delle nuove tecnologie informatiche. Il settore finanziario conserva, comunque, un ruolo centrale nel capitalismo italiano in quanto, spesso, i gruppi bancari sono proprietari di importanti industrie, società di assicurazioni, beni immobili e gruppi editoriali. Il settore finanziario è da alcuni anni protagonista di una forte tendenza alla concentrazione tra le banche e le assicurazioni.[120]

Divario Nord-Sud

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Questione meridionale.

Storicamente, dopo l'Unità d'Italia, man mano che procedeva l'industrializzazione dell'Italia centro-settentrionale, il Mezzogiorno d'Italia accumulava sempre più un ritardo, a causa della mancanza delle condizioni necessarie al decollo economico che stava avvenendo nelle altre aree del Paese.

A tutt'oggi permane la differenza tra il Centro-Nord del Paese, caratterizzato da un forte sviluppo economico, e il Sud, che evidenzia un maggiore tasso di disoccupazione. Le ragioni dell'arretratezza economica del Sud sono complesse; alcune di queste sono una maggiore difficoltà nel gestire le imprese e creare nuovi posti di lavoro, una peggiore amministrazione dei territori e, in alcune regioni, la presenza invadente della criminalità organizzata. Uno studio del Censis indica nel 2,5% la perdita annuale di ricchezza nel Mezzogiorno dovuta alla presenza pervasiva della criminalità organizzata nel periodo 1981-2003 e valuta che senza di essa il PIL pro-capite del Mezzogiorno avrebbe raggiunto quello del Nord.[121]

Negli ultimi anni, tuttavia, molte aree del Mezzogiorno hanno visto intensificarsi il peso dell'imprenditoria privata, incentivata dal basso livello dei prezzi e del lavoro. Resta comunque un divario lungi dall'essere colmato.

PIL - Serie storica

Di seguito la tabella che riporta il PIL[122], espresso in milioni di euro, prodotto in Italia dal 2000 al 2009:

Anno 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
PIL 1.191.056,7 1.248.648,1 1.295.225,7 1.335.353,7 1.390.539,0 1.429.935,0 1.486.839,0 1.546.017,0 1.567.641,0 1.520.347,0
PIL pro capite 20.917,0 21.914,9 22.660,7 23.181,3 23.919,6 24.390,9 25.200,9 26.040,8 27.257,6 26.007,2
PIL pro capite in $ (nominale) 19,293.3 19,541.0 21,317.4 26,308.2 30,119.0 30,662.5 31,917.6 35,992.6 38,887.2 35,435.1


Rispetto ai dati sopra esposti occorre osservare che il PIL espresso in termini assoluti è un indicatore di ricchezza dell'entità geografica, piuttosto che degli abitanti. Inoltre, il fatto che i valori siano calcolati ai prezzi di mercato implica che parte della crescita che si osserva negli anni è in realtà dovuta all'aumento dei prezzi (inflazione) e non è crescita reale. Ad esempio, il valore del 2008 è superiore a quello del 2007 sebbene in termini reali il PIL italiano in quell'anno si sia contratto di circa l'1%.

Un indicatore della ricchezza che, oltre a considerare il PIL, tiene conto anche della numerosità della popolazione a cui tale PIL è riferito è il PIL ai prezzi di mercato per abitante (euro correnti).[105]

Trasporti

La rete autostradale italiana.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Trasporti in Italia.

La rete infrastrutturale italiana è dotata di 837.493 km di strade (suddivise in strade statali, regionali, provinciali, comunali), 6.532 km di autostrade, 16.529 km di ferrovie in esercizio (divisi tra rete estera, rete fondamentale, rete complementare e rete di nodo),[123] 352 porti[124] e 98 aeroporti.[125]

Inoltre, il trasporto pubblico urbano all'interno delle grandi città si serve di tram, filobus, autobus, funicolari, taxi e, nelle maggiori città italiane, di metropolitane. Nella città di Venezia, a causa della sua particolare conformazione, il servizio di trasporto pubblico urbano viene effettuato anche da vaporetti.

L'Italia, tuttavia, non brilla per la qualità e quantità dei trasporti e infrastrutture, che restano limiti strutturali allo sviluppo e alla competitività, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Vari studi comparativi con altri paesi attestano che il bel paese sconta un ritardo rispetto a molti paesi europei per dotazione infrastrutturale e trasporti.[126] Le motivazioni si riconducono agli iter particolarmente lunghi e farraginosi con cui vengono approvate le leggi e i progetti, alla criminalità organizzata che pervade il settore delle costruzioni e alla corruzione della politica locale.

Turismo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Turismo in Italia.

Un settore di primaria importanza per l'economia italiana continua ad essere il turismo, nonostante il Paese abbia perso da molti anni il primato di visitatori stranieri all'anno (nel 2007 erano 43.700.000).[127] L'Italia è quindi al quinto posto nel mondo dopo Cina (54.700.000 turisti stranieri annui), USA (56.000.000), Spagna (59.200.000) e Francia (81.900.000).[127]

L'Italia è poi al quarto posto per entrate derivanti dal turismo internazionale, con 42,7 miliardi di dollari nel 2007, contro i 54,2 della Francia, i 57,8 della Spagna ed i 96,7 miliardi di dollari degli Stati Uniti.[127]

Ambiente

L'articolo 9 della costituzione italiana fissa i principi atti a salvaguardare il paesaggio e i beni storico-artistici della nostra civiltà.[128] Nonostante questo, l'articolo è rimasto disatteso fino alla fine degli anni settanta,[129] quando cominciò ad affacciarsi anche in Italia la consapevolezza che l'ambiente è un patrimonio di tutti e che la collettività ha un preciso interesse alla sua difesa e preservazione. Proprio per questo nel 1986 una legge ha istituito il Ministero dell'Ambiente che ha il compito di coordinare il risanamento delle aree più colpite dal degrado e di tutelare dai tentativi speculativi quelle rimaste ancora intatte.

Aree protette

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Elenco dei parchi nazionali italiani, Elenco dei parchi regionali italiani, Elenco delle riserve naturali statali italiane, Elenco delle riserve naturali regionali italiane, Elenco delle zone umide italiane, Elenco delle aree marine protette italiane e Elenco delle altre aree protette italiane.

La rete delle aree naturali protette italiane comprende allo stato attuale più di mille aree protette (l'Elenco Ufficiale del Ministero dell'Ambiente del 2003 (EUAP), in via di aggiornamento, ne riporta 772[130]), corrispondenti a circa l'11% del territorio italiano. [131]

La Legge quadro sulle aree protette, n. 394 del 6 dicembre 1991, suddivide le aree protette in:

  • Parchi nazionali: complessivamente coprono una superficie di circa 1.500.000 ettari (15.000 km²), e corrispondono a circa l'8% del territorio nazionale. Sono costituiti da aree che contengono uno o più ecosistemi intatti o solo parzialmente alterati da interventi antropici, giudicate di interesse nazionale od internazionale per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi e ricreativi, tali da giustificare l'intervento dello Stato per la loro conservazione. I più antichi sono il Parco nazionale del Gran Paradiso (istituito nel 1922) e il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (1923). Il responsabile del controllo e della sorveglianza nei parchi nazionali è il Corpo Forestale dello Stato.
  • Parchi regionali: l'EUAP (2003) ne contempla 105[130], per una superficie di circa 1 milione e 200 mila ha, ma molti sono quelli sono costituiti in epoca più recente. Sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacustri e in alcuni casi da tratti di mare prospicienti la costa, di valore ambientale e naturalistico, che costituiscono, nell'ambito di una o più regioni adiacenti, un sistema omogeneo, individuato dagli assetti naturalistici dei luoghi, dai valori paesaggistici e artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.
  • Riserve naturali statali (146) e regionali (345). Sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacustri o marine che contengano una o più specie naturalisticamente rilevanti della fauna e della flora, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per la biodiversità o per la conservazione delle risorse genetiche.
  • Aree marine protette: coprono una superficie a mare di circa 192.500 ettari. Sono costituite da tratti di mare, costieri e non, in cui le attività umane sono parzialmente o totalmente limitate. La tipologia di queste aree varia in base ai vincoli di protezione. La più importante è il Santuario dei cetacei, costituito in cooperazione con la Francia e il Principato di Monaco.
  • Altre aree protette sono quelle aree che non rientrano nelle precedenti classificazioni, come i parchi suburbani o le oasi delle associazioni ambientaliste. Possono essere a gestione pubblica o privata, con atti contrattuali quali concessioni o forme equivalenti.

Biodiversità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Biodiversità in Italia, Flora italiana, Specie botaniche in Italia, Fauna italiana, Specie animali endemiche dell'Italia, Specie animali endemiche dell'Italia, Fauna ittica italiana e Anfibi in Italia.
Leuciscus lucumonis, pesce ciprinide endemico dell'Italia centrale

L'Italia è un Paese ricchissimo di biodiversità, per esempio è il Paese d'Europa con più specie di piante superiori[133][134]. Molte di queste specie sono endemiche dell'Italia. Questo è dovuto a una molteplicità di fattori quali l'eterogeneità ambientale, la complessa struttura dell'orografia italiana, le vicissitudini biogeografiche e la storia geologica. L'Italia (assieme alla Penisola Iberica ed al sud dei Balcani), inoltre, è stata un rifugio per molte specie animali e vegetali che si sono estinte nelle zone centrali e settentrionali del continente europeo durante le glaciazioni pleistoceniche. L'ampia estensione latitudinale della Penisola, estesa su circa 10°, la pone a cavallo tra le zone climatiche temperata centroeuropea (Cfa o Cfb secondo Köppen) e temperata calda mediterranea (Csa secondo Köppen) e, quindi, almeno su due zone di vegetazione molto diverse[135][136].

Le aree più ricche di endemismo sono, oltre alle isole maggiori e minori (soprattutto la Sardegna), sono gli alti massicci montuosi isolati tra aree più basse, considerabili come ”isole biogeografiche”, alcuni esempi sono le Alpi Apuane per le piante e le Prealpi orientali per gli insetti cavernicoli. La fauna d'acqua dolce è spesso differenziata tra i fiumi del nord Italia (bacino del Po) e quelli del centro[137].

La vegetazione naturale potenziale del territorio italiano è il bosco su tutto il territorio tranne che sulle vette più elevate del piano nivale e nelle zone più aride delle isole circumsiciliane, oltre che nelle aree più prossime al mare. I boschi italiani sono fortemente sfruttati per la selvicoltura che prende la forma di ceduazione per i boschi di querce (che principalmente producono legna da ardere) e di castagno (per la produzione di pali) mentre quelli di faggio e di conifere sono perlopiù trattati a fustaia[138][139]. I boschi mediterranei di leccio sono quasi sempre degradati dalla ceduazione, dagli incendi e dal pascolo ovi-caprino; gli stadi di degradazione sono noti come macchia mediterranea quando si ha un denso ed impenetrabile cespuglieto alto qualche metro e di gariga se il terreno è coperto di vegetazione bassa che lascia scoperto il terreno, spesso ricco di affioramenti rocciosi. Gli stadi di macchia e gariga comunque portano un contributo positivo alla biodiversità italiana in quanto ricche di specie rare e da proteggere, tra cui numerose, splendide, orchidee[140][141][142]. Non è da trascurare l'uso ricreativo che hanno le foreste (soprattutto pinete di pino marittimo) prossime ai centri urbani[143].

La fauna italiana è molto ricca di endemismi, soprattutto negli invertebrati, nei pesci d'acqua dolce[144][145], negli anfibi e nei rettili. Gli uccelli ed i mammiferi, animali più mobili, sono caratterizzati da un minor tasso di endemismo[146].

Minacce alla biodiversità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Biodiversità in Italia.

L'elevata densità di popolazione, l'industrializzazione di vaste aree del Paese, l'urbanizzazione di gran parte delle zone costiere e planiziari, l'inquinamento delle acque, l'introduzione di specie aliene, l'agricoltura intensiva e, non ultimi, alcuni comportamenti criminali, come l'abusivismo edilizio, il bracconaggio[147][148] e gli incendi dolosi[149] fanno sì che la difesa della biodiversità e degli ambienti naturali siano questioni particolarmente stringenti e talvolta urgenti in Italia[150].

Arte

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cultura italiana, Arte italiana e Lista dei patrimoni dell'umanità.

Il contributo che l'Italia ha portato nel corso della storia alla cultura mondiale è stato, secondo tutti gli storici, immenso e vario.

Le innovazioni che l'Italia ha portato in tutti i campi della cultura lungo 2.500 anni di storia sono innumerevoli; nei due periodi in cui il territorio italiano fu il centro della civiltà del tempo, ovvero durante l'Impero romano ed il Rinascimento, il ruolo che ebbe nella storia della conoscenza umana fu di decisiva importanza. Dai templi greci della Magna Grecia ai borghi medievali, dalle terme romane alle ville settecentesche, l'Italia possiede oltre 60mila monumenti nazionali ed è lo Stato a detenere il maggior numero di siti patrimoni dell'umanità (44) nella lista stilata dall'UNESCO. Non esistendo un inventario generale dei beni artistici, non è possibile determinare una stima affidabile del patrimonio artistico nazionale, che peraltro ha subito e subisce una consistente opera di dispersione.[151]

Architettura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Architettura italiana.
Colosseo, Roma

L'architettura italiana sviluppò caratteri omogenei sotto l'Impero romano.[152] L'influenza romana si protrasse anche in epoca paleocristiana, quando le chiese italiane adottarono i modelli delle basiliche civili.

Nella seconda metà dell'XI secolo si ebbe la costruzione di abbazie e chiese in stile romanico, come il Duomo di Pisa, la basilica di San Marco a Venezia, la basilica di San Nicola a Bari e la basilica di Sant'Ambrogio, quest'ultima caratterizzata da una copertura con volte a crociera e costoloni tra le più antiche d'Europa.[153]

Nell'architettura civile invece fecero la loro comparsa numerose torri gentilizie; sono celebri quelle di San Gimignano e Bologna.

L'architettura gotica fu introdotta dai cistercensi in alcune abbazie. All'originale protogotico della basilica di San Francesco ad Assisi fece seguito la costruzione di numerose chiese gotiche a Firenze, Siena, Orvieto, Napoli, Bologna, Venezia e Milano. All'influenza francese sono riconducibili alcuni castelli, tra i quali spicca il celebre Castel del Monte (1240 circa).[152]

Tra il XIII e il XIV secolo vennero poi costruiti numerosi edifici civili, come i palazzi pubblici dell'Italia centrale, a cui si sommano diversi palazzi trecenteschi a Firenze e Siena, nonché le case d'inizio Quattrocento di Venezia.

L'architettura rinascimentale si sviluppò dapprima a Firenze e il punto di svolta è rappresentato dalla realizzazione della cupola del Duomo di Firenze, eseguita da Filippo Brunelleschi tra il 1420 ed il 1436.[153] Tuttavia, la prima opera pienamente rinascimentale è lo Spedale degli Innocenti[154] costruito dal medesimo Brunelleschi. Alcuni decenni dopo si registra l'attività di Leon Battista Alberti. Il pieno Rinascimento invece fu essenzialmente romano, grazie all'opera di Bramante, Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti, che parteciparono alla ricostruzione della basilica di San Pietro in Vaticano. Il Rinascimento del XVI secolo è chiuso da alcune opere di Andrea Palladio, che influenzarono notevolmente l'architettura europea (Neopalladianesimo).

Il Manierismo, riscontrabile in alcune opere di Baldassarre Peruzzi, vide in Michelangelo e Giulio Romano i due principali esponenti.[155]

Lo stile barocco, preannunciato già da Jacopo Barozzi da Vignola[156] fu prodotto a Roma ed esercitò la sua influenza in tutto il mondo cattolico. Le prime forme sono da ricercare nei lavori di Carlo Maderno, Martino Longhi il Giovane ed altri. A questi subentrarono Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona e Francesco Borromini, che realizzarono i grandi capolavori della stagione barocca.

Facciata della Reggia di Caserta

Al Settecento risale la più originale produzione di tutta l'architettura tardo barocca e rococò: la Palazzina di caccia di Stupinigi,[153] progettata da Filippo Juvara. Invece, nel Regno di Napoli, sotto Luigi Vanvitelli, fu avviata la costruzione della Reggia di Caserta (dal 1752).

L'architettura neoclassica, anche nella sua variante neogreca, venne prodotta in numerose opere di valore. A Napoli, in particolare, fu costruita la grande basilica di San Francesco, la più importante chiesa italiana dell'epoca.[157] Con l'unità d'Italia prevalse lo stile neorinascimentale o, più in generale, l'eclettismo.

L'Art Nouveau ebbe in Giuseppe Sommaruga, Ernesto Basile e Raimondo D'Aronco i principali e più originali esponenti. Tuttavia, un linguaggio totalmente nuovo si preannunciò con i progetti di Antonio Sant'Elia. Il razionalismo si manifestò nel Gruppo 7 e MIAR (1926) ed in seguito emerse in alcune figure isolate come Giuseppe Terragni che diede una immagine indelebile al razionalismo italiano. Tuttavia durante il periodo fascista ebbe maggiore fortuna il cosiddetto Neoclassicismo semplificato di Marcello Piacentini.

Il razionalismo ebbe il suo massimo sviluppo nel dopoguerra, e trova nella testata della Stazione di Roma Termini una delle opere paradigmatiche.[152] Al Neorealismo di Giovanni Michelucci ed altri fecero seguito il Neoliberty e il Brutalismo. Il Postmoderno, anticipato da Paolo Portoghesi, trovò la sua consacrazione nelle opere di Aldo Rossi.

Tra i principali architetti attivi in Italia tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo si ricordano Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, lo svizzero Mario Botta, Zaha Hadid, Richard Meier e Norman Foster.

Pittura e scultura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Categoria:Pittori italiani e Categoria:Scultori italiani.
Cappella degli Scrovegni, Compianto sul Cristo morto di Giotto

La lunga storia del paese ed i numerosi periodi di progresso economico e sociale, hanno lasciato esempi notevolissimi dell'arte nelle diverse epoche, che fanno dell'Italia un caso unico al mondo per la varietà dei beni artistici e per la loro diffusione capillare sul territorio. L'arte pittorica e scultorea è un ambito di eccellenza della storia della cultura italiana, forse l'aspetto più noto nel mondo. Essa ha avuto la sua espressione più caratterizzante dal Trecento al Seicento, periodo durante il quale l'arte italiana è stata centrale nella cultura occidentale. Tuttavia in tale lungo periodo si distinguono esperienze particolarmente significative, ricche di capolavori riconosciuti ed origine di movimenti artistici che dall'Italia si sono irradiati in tutta Europa, costituendo la sua più solida eredità culturale.

Per primo va ricordato il rinnovo della cultura figurativa, tra XIII e XIV secolo, che trovò il suo punto culminante nell'opera di Giotto,[158] ma anche di Cimabue, Duccio di Buoninsegna, Nicola Pisano, Simone Martini.[159] Da allora, e dal fermento culturale sorto intorno a Federico II, il rinnovato interesse per l'arte antica e la ricerca nella rappresentazione dello spazio saranno caratteri duraturi dell'arte italiana.

Dopo il periodo tardo gotico, che pure presentò capolavori di grandi maestri come Gentile da Fabriano,[160] nel XV secolo spiccò un altro momento di profonda innovazione che riprende ed esplicita gli elementi giotteschi nel sentimento della rinascita dell'antico e nella ricerca prospettica: il primo Rinascimento fiorentino con Masaccio, Donatello, Paolo Uccello, Beato Angelico, Botticelli, Verrocchio[161] e poi, fuori da Firenze, Antonello da Messina, Mantegna, Piero della Francesca, Giovanni Bellini, Giorgione, Perugino e molti altri che danno vita ad un fiorire di scuole regionali.[161]

Il Rinascimento maturo, tra XV e XVI secolo, vide figure di artisti universali come Leonardo da Vinci, Raffaello e soprattutto Michelangelo[162] che con la sua lunga attività dominò il panorama artistico europeo per oltre un cinquantennio, come fu documentato nell'opera di Vasari fondatore della storiografia artistica. Tuttavia il panorama artistico rinascimentale, ormai pienamente classicista, fu ben più ampio e facendo centro su Roma, comprendeva artisti e scuole locali diverse tra cui quella lombarda, ferrarese, marchigiana e quella veneziana (Tiziano, Veronese) che al "primato del disegno" di origine toscana, contrappone una cultura figurativa soprattutto coloristica.[163]

La cultura classicista italiana del XVI secolo che si diffuse in tutta Europa, proseguì con gli artisti manieristi (Arcimboldo, Parmigianino, Pontormo, Correggio, Tintoretto) ed infine, nel XVII secolo con Caravaggio ed il Barocco, movimento anch'esso nato in Italia, ed in particolare a Roma,[164] con i Carracci, e poi Bernini e la sua scuola e i tanti caravaggeschi.

Dopo essere diventata la meta degli artisti di tutto il mondo, aver espresso la grande scuola dei vedutisti veneziani (Canaletto, Francesco Guardi) [165] e le figure di Giovanni Battista Piranesi e Giambattista Tiepolo, ed aver ricoperto un ruolo importante durante il periodo neoclassico, sia sul piano teorico che su quello artistico, con Antonio Canova,[166] l'Italia perse peso culturale al cospetto con le altre realtà artistiche europee. Si dovette aspettare la fine del XIX secolo per ritrovare esperienze figurative di rilevanza europea come quelle del movimento dei Macchiaioli[167] e quelle dei divisionisti.[168]

Durante il XX secolo l'Italia partecipò alle rapide vicissitudini dell'arte moderna, anche con esperienze originali come il Futurismo,[169] la Metafisica,[170] l'Arte Povera[171] e la Transavanguardia,[172] dando un importante contributo a vari movimenti, con artisti come Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Bruno Munari e molti altri.

Design

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Design italiano.

L'Italia è uno dei paesi leader nel mondo per innovazione e varietà per tutte le forme di disegno industriale, compresa la progettazione di interni, la progettazione urbana, il design della moda e la progettazione architettonica.

La poliedricità dei linguaggi, la presenza di piccole e medie imprese e l'utilizzo dei più disparati e innovativi materiali (l'invenzione della plastica, il vetro, i metalli, le varie essenze di legno) caratterizzano il progetto italiano.

Letteratura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della letteratura italiana.
Dante Alighieri, il Sommo Poeta

La nascita della letteratura italiana canonicamente si fa risalire alla prima metà del XIII secolo con la diffusione, all'interno di circuiti assai privati e modesti, di quei manoscritti di carattere religioso, ma anche laico e giocoso, ad uso della comunità religiosa e laica, ma sempre ad un alto livello della scala sociale (per esempio i notai). Ciò che ci permette di parlare di una letteratura italiana è la lingua.[173] Infatti, prima del duecento la lingua utilizzata per scrivere i documenti era il latino.

La letteratura italiana si compone di tutte quelle opere manoscritte e a stampa in lingua italiana che, come si è detto, a partire dal XIII secolo si sono sviluppate in Italia, fino ai nostri giorni.

Essa nasce in ritardo rispetto ad altre letterature europee perché molto ancorata alla tradizione del latino. Nel XIII secolo si hanno le prime esperienze letterarie, la poesia religiosa in Umbria (il Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi e le Laudae di Jacopone da Todi), la scuola siciliana (nata alla corte di Federico II) e, alcuni decenni più tardi, la lirica toscana. A cavallo tra XIII e XIV secolo la letteratura italiana possedeva già tre grandi opere letterarie: la Divina Commedia di Dante Alighieri, il Canzoniere di Francesco Petrarca e il Decameron di Giovanni Boccaccio. In questo periodo, inoltre, emergono altri poeti importanti come Guittone d'Arezzo, Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti (importante per l'assenza della componente religiosa usata dai suoi predecessori).

Nel XV secolo si distinguono invece personaggi poliedrici come Leon Battista Alberti e Leonardo da Vinci, assieme a Lorenzo de' Medici, letterato e mecenate che promuove la nuova letteratura in volgare, Angelo Poliziano, che traduce dal greco al latino l'Iliade, e Matteo Maria Boiardo, che compone l'Orlando Innamorato. Nel Cinquecento è la volta di Ludovico Ariosto, che compone l'Orlando Furioso (sulla base dell'Orlando Innamorato), Niccolò Machiavelli, che scrive Il Principe, Baldassarre Castiglione (scrive Il Cortegiano) e Torquato Tasso (a cui si deve la Gerusalemme liberata). Nel XVII secolo emergono le figure di Giovan Battista Marino, considerato massimo rappresentante della poesia barocca in Italia e di Alessandro Tassoni, ideatore del poema eroicomico.

Ugo Foscolo, di François-Xavier Fabre, 1813

A cavallo tra Settecento e Ottocento, epoca di grandi cambiamenti, si distinguono Carlo Goldoni, profondo innovatore in ambito teatrale, Vittorio Alfieri (maggior poeta tragico del Settecento), Silvio Pellico, autore de Le mie prigioni, Vincenzo Monti, che traduce tutta l'Iliade in lingua italiana, Ugo Foscolo, tra i principali esponenti del Neoclassicismo, patriota e sostenitore di Napoleone Bonaparte, Alessandro Manzoni, autore dei Promessi Sposi (una delle maggiori opere della letteratura italiana) e Giacomo Leopardi, ritenuto il maggior poeta dell'Ottocento italiano. Nel XX secolo si distinguono Giosuè Carducci (premio Nobel per la letteratura nel 1906), Giovanni Verga, considerato il maggior esponente del verismo, Grazia Deledda (Nobel nel 1926), Giovanni Pascoli, Gabriele D'Annunzio (entrambi i maggiori autori del decadentismo italiano) e Luigi Pirandello, vincitore del Nobel nel 1934. Altri autori importanti del periodo sono stati Giuseppe Ungaretti, che nelle sue poesie ha raccontato le proprie esperienze vissute come soldato durante la Prima guerra mondiale, Salvatore Quasimodo (Nobel nel 1959), Italo Svevo ed Italo Calvino, considerati i maggiori scrittori del Novecento italiano, Eugenio Montale e Dario Fo (Nobel rispettivamente nel 1975 e nel 1997) .

Romanzo

Il romanzo è la forma più utilizzata in letteratura dagli autori italiani a partire dal XIX secolo;[174] il successo di questo genere narrativo è dovuto principalmente al fatto che utilizza un linguaggio più semplice, comprensibile anche dalla gente comune.[174]

Il romanzo si afferma come genere conosciuto e rispettato, si sperimenta con la psicoanalisi (Italo Svevo), la logica, la linguistica e anche la tecnica narrativa cerca di adeguarsi.[175] La trama spesso scompare, non esiste necessariamente una relazione tra la rappresentazione spaziale e l'ambiente, all'andamento cronologico si sostituisce un dissolvimento del percorso temporale e nasce un nuovo rapporto tra il tempo e l'intreccio.[176]

Cambia anche la tipologia del personaggio. Non più l'eroe del mito, ma i protagonisti sono gli inetti,[174] gli uomini, appunto, senza qualità alcuna, gli ammalati fisici e psichici, dei quali spesso si mette in scena l'inutilità dell'azione e della parola.

Teatro

In ambito teatrale di grande importanza è il drammaturgo Carlo Goldoni che supera la tradizione della commedia dell'arte e introduce una nuova forma di teatro, in cui le maschere vengono progressivamente eliminate e in cui si passa da una recitazione improvvisata degli attori ad una recitazione che segue un copione preciso.[177]

Musica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Musicisti italiani.
Giacomo Puccini

La musica italiana comincia a fiorire nel Trecento con i compositori dell'Ars nova. Dopo la grande stagione della polifonia sacra e profana nel Cinquecento, rappresentata da Giovanni Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio e molti altri, nel Seicento l'Italia è sede delle prime grandi scuole di musica strumentale, che influenzeranno i musicisti di tutta Europa soprattutto attraverso le opere degli autori del periodo barocco Giovanni Gabrieli, Girolamo Frescobaldi, Arcangelo Corelli, Giovanni Battista Pergolesi, Domenico e Alessandro Scarlatti e Antonio Vivaldi. Sempre a partire dal XVII secolo, soprattutto ad opera di Claudio Monteverdi, nasce e si afferma in Italia l'opera lirica. Durante il periodo romantico l'opera lirica è stata la maggiore espressione musicale in Italia[178] grazie a compositori come Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Nel XX e nel XXI secolo si distinguono molti compositori di musica contemporanea tra cui Luigi Russolo, Alfredo Casella, Ottorino Respighi e Gian Francesco Malipiero durante le due guerre mondiali; Bruno Maderna, Luciano Berio, Luigi Nono, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Ennio Morricone, Salvatore Sciarrino, Sergio Rendine e Alessandro Esseno dal dopoguerra sino ai nostri giorni.

Sono molto conosciuti anche molti altri strumentisti e compositori italiani come Gioseffo Zarlino, Luigi Boccherini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Arturo Benedetti Michelangeli, Salvatore Accardo, Uto Ughi e Mario Brunello.

Famosi sono anche i direttori d'orchestra italiani, tra cui spiccano Arturo Toscanini, Ferruccio Busoni, Riccardo Muti, Claudio Abbado e Maurizio Pollini.

Sono italiani molti interpreti importanti della lirica sia nel XIX che nel XX secolo; tra questi i tenori Luciano Pavarotti ed Enrico Caruso, i soprani Katia Ricciarelli e Renata Tebaldi, il mezzosoprano Cecilia Bartoli, i bassi-baritoni Ruggero Raimondi e Sesto Bruscantini, i contralti Marietta Alboni, Clorinda Corradi e Rosmunda Pisaroni. Molto conosciuto è anche Carlo Broschi in arte Farinelli, il più famoso cantante lirico castrato della storia.

Un discorso a parte vale per la musica leggera italiana degli ultimi decenni (che può contare su rassegne canore di rilevanza internazionale come il Festival di Sanremo o lo Zecchino d'Oro). A partire dagli anni sessanta, si sono distinti molti gruppi musicali, cantanti e cantautori tra cui Orietta Berti, Mina, Gianni Morandi, Riccardo Cocciante, Fabrizio de Andrè, Lucio Dalla, Francesco Guccini, Francesco de Gregori, Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Laura Pausini (vincitrice di vari Grammy Awards), Andrea Bocelli e molti altri.

Cinema

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cinema italiano.

La grande industria cinematografica italiana nacque, tra le prime del mondo, agli inizi del Novecento e già negli anni dieci si era affermata come una delle più attive, in termini di pellicole prodotte, dell'epoca. Dopo l'intensa stagione del muto, gli anni trenta videro l'apertura di Cinecittà e il successo internazionale del Festival del Cinema di Venezia. Nel dopoguerra la cinematografia italiana si distinse rinnovando il codice cinematografico, grazie alla rivoluzione del neorealismo. Anche la generazione successiva ai neorealisti, con i registi Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e gli attori Sophia Loren, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Alberto Sordi, ottenne importanti riconoscimenti in patria e all'estero.

A partire dagli anni cinquanta si sviluppò il genere della Commedia all'italiana, con caratteri di satira di costume, con registi come Pietro Germi, Luigi Comencini, Mario Monicelli e Dino Risi.

Negli anni sessanta e settanta, contemporaneamente al Giallo all'italiana, un altro genere ottenne un grande successo, non solo a livello nazionale, ma anche e livello internazionale: il Western all'italiana, altrimenti detto spaghetti-western, film d'ambientazione western, del quale il maggior rappresentante fu il regista Sergio Leone.[179]

Sul finire degli anni settanta, con l'avvento della televisione commerciale, si ebbe una crisi per il settore cinematografico che aumenterà nella prima metà degli anni ottanta e si protrarrà per oltre un decennio.

Negli anni successivi l'importanza del cinema italiano è stata per lo più legata a singoli film o singoli registi e attori, come Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores o Roberto Benigni, per arrivare, nel 2008, a Matteo Garrone con Gomorra.

Negli anni 2000 ad incassare maggiormente al botteghino sono i cosiddetti film di Natale o cinepanettoni,[180] caratterizzati da una comicità grossolana, spesso ambientati in luoghi esotici.

Scienza

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Scienziati italiani.

Non meno importante è stato il contributo italiano alla scienza. Leonardo da Vinci è considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.[181] Nel Rinascimento italiano incarnò a pieno lo spirito universalista e lo portò alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza.[181] Fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, letterato, musicista e inventore.[182]

Un contributo fondamentale alla scienza moderna è stato dato da Galileo Galilei, che ne è considerato il fondatore.[183] Galileo, autore di fondamentali progressi in fisica (tra i quali l'introduzione del principio di inerzia e del concetto di relatività dei moti) e in matematica, è particolarmente noto al grosso pubblico per aver perfezionato il telescopio e per il suo ruolo nella rivoluzione astronomica, ove sostenne il sistema eliocentrico e le teorie copernicane.[183] Il principale allievo di Galileo, Evangelista Torricelli, suo successore come matematico della corte medicea, è anch'egli celebre per i suoi importanti risultati sia in campo fisico che in campo matematico.

Scienze matematiche, fisiche e naturali

Matematica

In campo matematico, contributi fondamentali tuttora ben noti furono dati da studiosi italiani già nel corso del Medioevo e del Rinascimento, in particolare da Leonardo Fibonacci, Niccolò Tartaglia e Girolamo Cardano. Un contributo fondamentale all'algebra fu portato da Paolo Ruffini. A partire dal XVIII secolo, diversi matematici italiani contribuirono alla fioritura della nuova disciplina dell'analisi matematica: in primo luogo Giuseppe Luigi Lagrange, fondatore della meccanica analitica, e successivamente Jacopo Riccati, Ulisse Dini, Vito Volterra, Guido Fubini, Renato Caccioppoli, Ennio De Giorgi ed Enrico Bombieri, vincitore quest'ultimo della medaglia Fields per i suoi importanti contributi alla teoria dei numeri e alla stessa analisi matematica. A Bruno de Finetti è dovuta la riformulazione dei fondamenti della probabilità e statistica. Nei secoli XIX e XX, la scuola italiana di geometria algebrica ha avuto un ruolo internazionale di grande rilievo, così come la scuola italiana di geometria differenziale (i lavori di Luigi Bianchi, Tullio Levi-Civita e Gregorio Ricci-Curbastro fornirono ad Albert Einstein gli strumenti matematici per la formulazione della relatività generale). L'assiomatizzazione dell'aritmetica dovuta a Giuseppe Peano costituisce tuttora uno dei capitoli fondamentali della logica matematica e dei fondamenti della matematica.

Fisica

Tra i personaggi che hanno dato lustro alla fisica in Italia vanno annoverati Amedeo Avogadro per gli studi sui pesi molecolari essenziali per la comprensione della struttura della materia, Luigi Galvani, Alessandro Volta e Galileo Ferraris per gli studi sull'elettricità, Antonio Pacinotti che inventò la dinamo,[184] Antonio Meucci che inventò il telefono[185] e Augusto Righi che eseguì esperimenti chiave di propagazione delle onde elettromagnetiche in seguito utilizzati da Guglielmo Marconi. Uno dei personaggi chiave della fisica del '900 è stato senz'altro Enrico Fermi, fondatore del gruppo dei ragazzi di via Panisperna che con le loro scoperte aprirono la possibilità dell'utilizzo dell'energia nucleare per scopi civili. Tale successo fu possibile attraverso la collaborazione dell'allora ministro e fisico Orso Maria Corbino. Alla partenza di Fermi per gli Stati Uniti, Edoardo Amaldi, suo collaboratore, contribui a mantenere alto il livello della fisica italiana e partecipò in maniera decisiva alla fondazione del CERN e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, due istituzioni fondamentali per la rinascita post-bellica della fisica sia europea che italiana. Fermi fu insignito del premio Nobel per la fisica; oltre a lui anche Guglielmo Marconi, inventore della radio, e più recentemente Carlo Rubbia, per le sue scoperte relative alla fisica subnucleare, hanno ottenuto questo riconoscimento. Altri fisici italiani sono stati fra i massimi contributori della fisica subnucleare: Ettore Majorana, Bruno Pontecorvo, Giancarlo Wick. In anni più recenti, Nicola Cabibbo e Gabriele Veneziano sono fra i fisici internazionalmente più noti nel campo della fisica delle particelle.

Chimica

Contributi importanti allo studio della chimica sono stati dati da personaggi come Stanislao Cannizzaro inventore della reazione di Cannizzaro, nell'ambito della chimica organica, Ascanio Sobrero, inventore della nitroglicerina, Giacomo Fauser e Luigi Casale, entrambi ideatori di un processo di sintesi dell'ammoniaca diffusosi in tutto il mondo. Nell'ambito della chimica industriale si è distinto Giulio Natta, insignito del Premio Nobel grazie alle sue scoperte.[186]

Scienze umane

Medicina

In campo medico l'Italia si è distinta già a partire dal medioevo, con l'istituzione della Scuola medica salernitana, la prima e più importante istituzione medica d'Europa nel periodo medievale. Al suo interno hanno insegnato medici come Costantino l'Africano, Trotula de Ruggiero (che introdusse l'ostetricia e la ginecologia) e Mondino dei Liuzzi (il primo anatomista che riprese la pratica delle dissezioni del corpo umano dopo Erofilo). Nel XVI secolo importanti scoperte furono effettuate dall'anatomista Gabriele Falloppio (descrisse la struttura esatta delle trombe uterine) e dal chirurgo Leonardo Fioravanti, seguace di Paracelso (inventò il Balsamo di Fioravanti, che contrastava l'avvelenamento da arsenico, ed eseguì operazioni di chirurgia plastica e idroterapia). Successivamente fu la volta di Bernardino Ramazzini, che inventò la medicina del lavoro, Giovanni Maria Lancisi, il primo medico ad ipotizzare la trasmissione della malaria tramite le zanzare, Marcello Malpighi, introduttore dell'istologia, Giovanni Battista Morgagni, che introdusse l'anatomia patologica, e di Lazzaro Spallanzani, che confutò la teoria della generazione spontanea. In epoca più recente figurano medici come Alfonso Corti, celebre per i suoi studi sull'orecchio interno, Camillo Golgi, insignito del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia grazie ai suoi studi sul tessuto nervoso e alla scoperta dell'apparato del Golgi, Scipione Riva-Rocci, inventore dello sfigmomanometro, Augusto Murri, che contribuì alla comprensione del Morbo di Addison, e, infine, Renato Dulbecco, Salvador Luria, e Rita Levi-Montalcini, tutti e tre insigniti del Premio Nobel per la medicina.

Geografia

In ambito geografico si sono distinti navigatori ed esploratori come Marco Polo (attraversò l'Asia fino ad arrivare in Cina), Lanzerotto Malocello (scoprì le isole Canarie) Antoniotto Usodimare (esplorò le coste occidentali dell'Africa e risalì il fiume Gambia), Cristoforo Colombo ("scopritore" dell'America), Giovanni Caboto (che continuò l'opera di Colombo), Antonio Pigafetta (lasciò il resoconto dettagliato del viaggio compiuto da Ferdinando Magellano), Amerigo Vespucci (tra i più importanti esploratori del Nuovo Mondo, che prese il suo nome), Giovanni da Verrazzano (esplorò le coste del nordamerica e del Canada), Umberto Nobile (sorvolò per primo il Polo Nord), che, grazie alle loro scoperte, hanno radicalmente contribuito ad ampliare la conoscenza del mondo.

Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Italia.
La Nazionale Italiana di calcio festeggia la vittoria dei Mondiali di calcio del 2006

Lo sport più seguito e praticato è il calcio. La Serie A del campionato italiano di calcio è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici del mondo,[187] nonché il terzo più competitivo d'Europa secondo l'attuale ranking stilato dall'UEFA.[188] La Nazionale è una delle nazionali di calcio più competitive e titolate a livello mondiale, avendo vinto quattro coppe del mondo e un europeo.

Tra gli altri sport popolari vi sono il basket, la pallavolo, il rugby, il ciclismo (che conta molte competizioni di livello internazionale tra le quali il Giro d'Italia e la Milano-Sanremo), l'atletica leggera, la scherma e gli sport acquatici (come il nuoto, la pallanuoto e i tuffi).

Ferrari da Formula 1

L'Italia vanta ottime tradizioni anche negli sport del motore: celebri nel mondo sono gli autodromi di Monza e di Imola e il circuito del Mugello, le case motociclistiche Bianchi, Aprilia, Gilera, Guzzi, MV Agusta, Benelli e Ducati e la Scuderia Ferrari che nella Formula 1 detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dalla istituzione del campionato del mondo.

Gli sport invernali sono popolari soprattutto nelle regioni settentrionali, con atleti italiani partecipanti alle olimpiadi e ad altre gare internazionali.

Per quanto riguarda le olimpiadi, Roma ha ospitato i giochi olimpici del 1960, Cortina d'Ampezzo i giochi olimpici invernali del 1956 e Torino i giochi olimpici invernali del 2006.

Tradizioni

Uno dei momenti del Palio di Siena del 2008
La pizza Margherita, così battezzata dal nome della regina Margherita di Savoia (1851-1926)

L'Italia annovera numerosissime tradizioni storiche e folcloristiche di vario genere e, in alcuni casi, famose anche a livello internazionale. Tra le più caratteristiche e conosciute vi sono il Palio di Siena, il Carnevale di Venezia, quelli di Viareggio, di Ivrea e di Mamoiada (con le caratteristiche Mamuthones), i riti della settimana santa di alcuni comuni (specie nel meridione), l'Infiorata di Genzano e la Festa dei Ceri.

Gastronomia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cucina italiana.

La cucina italiana, in parte di tipo mediterraneo e in parte continentale, è una delle più apprezzate e famose al mondo.[189] Alcuni alimenti come la pasta e la pizza, sono diventati simboli universalmente riconosciuti della cucina italiana.

Grazie ai numerosi popoli che l'hanno abitata nel corso dei secoli, il Paese può contare su una vastissima gamma di prodotti enogastronomici, molto vari da zona a zona. Nel centro sud si possono trovare tutti quei tratti distintivi e quegli elementi che caratterizzano la dieta mediterranea. Al nord la cucina tradizionale è perlopiù una cucina continentale fatta per esempio di salumi, formaggi, secondi di carne, tortellini, ravioli, lasagne, dove il burro e lo strutto, soprattutto in passato, sostituivano e spesso sostituiscono ancora l'olio di oliva. Fra le regioni italiane quella che può vantare il maggior patrimonio gastronomico riconosciuto all'estero è l'Emilia Romagna.[190]

Negli ultimi anni si è risvegliato inoltre nel pubblico un notevole interesse per la gastronomia e l'enologia, e numerose associazioni, ad esempio Slow Food e l'Accademia Italiana della Cucina, si occupano della riscoperta e della salvaguardia delle tradizioni regionali italiane.

L'Italia è anche ai vertici mondiali per la produzione del vino, presentando una grandissima varietà di prodotti DOC in ogni regione.

Festività

Data Nome Spiegazione
1º gennaio Capodanno Festa che celebra la chiusura dell'anno e l'apertura di quello nuovo.
6 gennaio Epifania La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la manifestazione della divinità di Gesù Cristo (ricorre anche la Festa della Befana).
variabile * Pasqua La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la risurrezione di Gesù Cristo.
variabile ** Lunedì dell'Angelo Lunedì di Pasqua, Pasquetta.
25 aprile Festa della Liberazione Il 25 aprile 1945 indica la fine della Seconda guerra mondiale in Italia e la liberazione dal nazifascismo.
1º maggio Festa dei lavoratori Celebrazione dei traguardi economici e sociali raggiunti dai lavoratori. Il 1º maggio è una festa internazionale, celebrata in quasi tutto il mondo.
2 giugno Festa della Repubblica italiana Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum per la scelta tra monarchia e repubblica. La festa del 2 giugno è la festa nazionale italiana (il 25 aprile e il 1º maggio non sono feste nazionali, bensì feste civili) ed è considerato il "compleanno" della Nazione. Ogni Stato, nel mondo, ha un giorno dell'anno in cui si celebra la sua festa nazionale (per esempio, Stati Uniti, il 4 luglio; Francia, il 14 luglio).
15 agosto Ferragosto Festa di Mezza Estate; La Chiesa cattolica ricorda l'assunzione della beata vergine Maria.
1º novembre Ognissanti La Chiesa cattolica celebra la festa dedicata a tutti i santi.
8 dicembre Immacolata Concezione La Chiesa cattolica ricorda l'istituzione del dogma secondo cui la beata vergine Maria è stata preservata, fin dall'istante del suo concepimento, dal peccato originale e non commise, in tutta la sua vita, alcun peccato, neanche veniale.
25 dicembre Natale La Chiesa cattolica e altre chiese cristiane ricordano la nascita di Gesù Cristo.
26 dicembre Santo Stefano Giorno festivo, non religioso (non "di precetto"), stabilito nel dopoguerra per allungare la festività solenne del Natale. Così come il giorno di Pasquetta è stato creato, ancora nel dopoguerra, per allungare la solennità di Pasqua. Si possono considerare "giorni festivi di comodo", per venire incontro al clima di festa fra la popolazione, in occasione di queste due importanti ricorrenze. Negli anni della prima metà del secolo XX, fino al 1947, essi erano giorni feriali.
* Pasqua: prima domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera: può cadere dal 22 marzo al 25 aprile

** Pasquetta: lunedì successivo alla Pasqua

Fino al 1977 erano considerati giorni festivi agli effetti civili:[191]

Inoltre, nel Sudtirolo, il lunedì di Pentecoste è considerato giorno festivo.

A fine aprile 2008 sono state avanzate delle proposte di legge per ripristinare tali festività. A fine ottobre 2008, il governo italiano ha proposto il ripristino, come giorno festivo, del 4 novembre.[192]

Note

  1. ^ L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
  2. ^ "Del bel paese là dove 'l sì sona", Dante, Inferno, c.XXXIII, v.80; "il bel paese | Ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe" Petrarca, Canzoniere, s. CXLVI.
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  9. ^ AA.VV, op. cit., pp. 73, 95, 97.
  10. ^ Zecchini, op. cit., cap. IV.
  11. ^ Zecchini, op. cit., cap. XIII.
  12. ^ a b Volpe, op. cit., Cap. IV.
  13. ^ Montanelli, op. cit.
  14. ^ Chittolini, Molho, Schiera, op. cit.
  15. ^ AA.VV, op. cit., pp. 150-151.
  16. ^ Burdach, op. cit.
  17. ^ Così il Burdach:
    « Dall'XI secolo i comuni italici erano giunti al fiore del benessere economico e civile [...] e quando, dopo la morte dell'imperatore Federico II e il tramonto della casa di Svevia, ebbe termine la terribile lotta fra Impero e Papato per l'egemonia politica universale, quando l'Italia si sentì libera dal dominio tedesco, il suo sentimento nazionale divampò in un grande incendio spirituale, politico-sociale, artistico. Questa fu la fonte spirituale del Rinascimento. L'antico pensiero di Roma, mai scomparso, vi fece affluire nuova e maggiore forza. Cola di Rienzo, ispirato all'idea politica di Dante, ma oltrepassandola, proclamò, profeta di un lontano avvenire, la grande esigenza nazionale della Rinascita di Roma. E su questa base l'esigenza dell'unità d'Italia. »
    (Konrad Burdach, Dal Medioevo alla Riforma, tratto dalla Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, vol. VI, pagg. 213-214.)
  18. ^ a b AA.VV, op. cit., pp. 223-225.
  19. ^ Procacci, op. cit.
  20. ^ Famosa è la peste descritta ne I promessi sposi da Alessandro Manzoni, che dimezzò la popolazione di Milano e provocò in tutta Italia un milione e mezzo di morti.
  21. ^ A testimonianza dell'influsso francese, un'eredità ancora ben presente è il tricolore italiano, inizialmente adottato nelle piccole ed effimere repubbliche create da Bonaparte nell'Italia centro-settentrionale.
  22. ^ Istituto siciliano di studi politici ed economici. URL consultato il 6-8-2009.
  23. ^ Proclama di Rimini. URL consultato il 6-8-2009.
  24. ^ Eran trecento, eran giovan e forti e sono morti: così il ritornello della poesia La spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini, considerata una delle più alte testimonianze della poesia patriottica risorgimentale, descrive la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane.
  25. ^ AA.VV, op. cit., p. 357.
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  33. ^ De Martino, op. cit.
  34. ^ Secondo il rapporto Morti e dispersi per cause belliche negli anni 1940-45, compilato nel 1957 da Roma: Istituto Centrale Statistica i morti militari furono 291.376, di cui 204.346 prima dell'armistizio (66.686 morti in battaglia o per ferite, 111.579 dispersi certificati morti e 26.081 morti per cause non belliche) e 87.030 dopo l'armistizio (42.916 morti in battaglia o per ferite, 19.840 dispersi certificati morti e 24.274 morti per cause non belliche), i prigionieri morti sono inclusi in questo elenco. I civili morti sono stati 153.147 (123.119 dopo l'armistizio) inclusi 61.432 in attacchi aerei (42.613 dopo l'armistizio). Per ulteriori approfondimento si veda qui. A questi vanno aggiunti 15.000 soldati africani coscritti. Sono incluse le 64.000 vittime delle repressioni e genocidi nazisti (tra cui 30.000 prigionieri). I morti militari dopo l'armistizio includono 5.927 schierati con gli alleati, 17.166 partigiani e 13.000 della Repubblica Sociale Italiana. 1.000 persone del popolo rom e 8.562 ebrei morirono.
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Bibliografia

Storia

Arte

Architettura

Musica

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Letteratura

Linguistica

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  • Zoran Muljačič, Introduzione allo studio della lingua italiana, Torino, Einaudi, 1971.

Geografia

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Etnologia, etnografia, folklore

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  • Diego Carpitella, Motivi critici negli studi di folklore in Italia dal 1945 ad oggi, Roma, Bulzoni, 1971.
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  • Paolo Toschi, Guida allo studio delle tradizioni popolari, Torino, Boringhieri, 1962.

Istituzioni culturali

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  • Amedeo Benedetti, Gli archivi delle immagini. Fototeche, cineteche e videoteche in Italia, Genova, Erga, 2000.
  • Amedeo Benedetti, Gli archivi sonori. Fonoteche, nastroteche e biblioteche musicali in Italia, Genova, Erga, 2002.
  • Amedeo Benedetti, Bruno Benedetti, Gli archivi della scienza. Musei e Biblioteche della scienza e della tecnologia in Italia, Genova, Erga, 2003.
  • Pietro Cipollaro, Guida ai musei d’Italia, Bologna, Airplane, 2001.

Varie

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