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Elezioni primarie

modify Updated 07-05-2010, 16:17
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Le elezioni primarie sono una competizione elettorale attraverso la quale gli elettori o i militanti di un partito politico decidono chi sarà il candidato del partito (o dello schieramento politico del quale il partito medesimo fa parte) per una successiva elezione di una carica pubblica.

La ragione delle elezioni primarie è la promozione della massima partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati a cariche pubbliche, in contrapposizione al sistema che vede gli elettori scegliere fra candidati designati dai partiti.

Indice

[modifica] Stati Uniti

Le elezioni primarie sono utilizzate in particolar modo negli Stati Uniti d'America. Le elezioni primarie nascono come sistema locale: la prima elezione primaria fu tenuta dal Partito Democratico in Pennsylvania il 9 settembre 1842. Dopo la guerra civile americana (1861-1865) si diffusero negli Stati del Sud, dove ovviavano al problema di una rappresentanza politica di fatto mono-partitica. Alla fine del XIX secolo grazie alla spinta del movimento progressista sono divenute una istituzione pressoché generalizzata a livello nazionale.

[modifica] Requisiti per l'elettorato attivo

Nel Paese nordamericano le prime elezioni primarie erano del tipo "chiuso", ossia alle primarie di un partito potevano votare tutti i membri di quel partito. Negli anni 70 del XX secolo si sono diffuse le primarie di tipo "aperto", che consentono il voto a tutti i cittadini. In un sistema bipartitico (o bipolare) la primaria aperta tende a selezionare candidati più centristi rispetto all'elettorato (non rispetto ai militanti) e a favorire maggiormente la partecipazione alle elezioni, ma è aperta al rischio di "inquinamento" da parte dei sostenitori del partito avversario.

Per questa ragione si è affermato un tipo intermedio di primarie, che consente il voto anche ai cittadini non iscritti al partito, ma potenzialmente sostenitori dei suoi candidati.

In questo terzo tipo, i cittadini per poter votare alle elezioni devono "iscriversi" in un apposito registro presso uno dei partiti in lista. L'iscrizione può aver luogo in qualità di aderente o indipendente.

L'iscrizione, qualsiasi sia la qualifica scelta (aderente o indipendente), non obbliga certamente il cittadino a votare solo per il partito presso il quale si è iscritto. Permette, invece, la possibilità di partecipare alle primarie del partito prescelto.

[modifica] Sistema di scelta non limitato al "candidato-presidente"

Di solito, un anno prima della competizione elettorale, gli "iscritti" presso un partito (i due principali negli USA sono il Repubblicano e il Democratico) sono chiamati a scegliere il candidato che rappresenterà il partito nella competizione.

Negli USA il sistema elettorale in uso è il maggioritario uninominale a turno unico: ciò fa sì che gli "iscritti" non saranno chiamati a scegliere solo i candidati per le massime cariche (Presidente della Repubblica o Governatore dello Stato), ma anche i candidati alle assemblee legislative (Parlamento federale e quelli statali).

[modifica] La pluralità dei sistemi elettorali

Il sistema di voto nelle primarie è differente da partito a partito, ma anche da stato a stato.

In alcuni stati, ad esempio, si ricorre al sistema una testa un voto, ogni cittadino cioè vota il candidato più gradito. Chi raccoglie più consensi prevale.

In altri (è anche il caso della scelta del candidato alla Presidenza dell'Unione) i cittadini eleggono propri rappresentati che poi in un'apposita convenzione sceglieranno il candidato alla competizione elettorale.

Ci sono poi contee dove si ricorre al sistema dei caucus. Caucus è una parola di origine indiana che significa assemblea. Non si applica in questo caso il sistema una testa un voto. Ogni caucus, comunità, esprime un certo numero di voti, che di solito è pari al numero di iscritti. I candidati, però, riceveranno tutti i voti di ogni caucus a seconda di quale candidato sia stato il più votato in quel determinato caucus. Il voto non è a scrutinio segreto, ma palese. Gli iscritti si riuniscono in una sala. Al centro si pongono gli "indecisi", gli altri, invece, si dispongono in varie parti della sala dividendosi a gruppi di "sostenitori" dei vari candidati. In base ai discorsi e alle relazioni dei "sostenitori" dei vari candidati, gli "iscritti" si spostano da un "angolo" all'altro della sala a seconda di come decidono di schierarsi. Al termine della riunione i "voti" del caucus saranno attribuiti al candidato che nel proprio "angolo" avrà raccolto il maggior numero di "iscritti". All'inizio del XIX secolo il candidato alla presidenza degli Stati Uniti era scelto da un caucus composto da tutti i membri del Congresso degli Stati Uniti aderenti allo stesso partito.

[modifica] Italia

A partire dal 2005, il metodo delle elezioni primarie (di tipo "aperto") è stato introdotto anche in Italia dalla coalizione di centrosinistra L'Unione, formata appunto il 10 febbraio 2005. La coalizione di centrodestra, la Casa delle Libertà, non ha mai organizzato elezioni primarie per scegliere i suoi candidati.

[modifica] Le "primarie" nella legislazione

In Italia le elezioni primarie non sono previste o regolamentate per legge, come avviene negli USA. Di conseguenza, in Italia questo tipo di elezioni non ha alcun valore legale, anche se molti esponenti politici, considerandolo un modo diretto di partecipazione dei cittadini, ritengono necessario estenderne il più possibile l'utilizzo.

Tuttavia, in Toscana esiste una legge, la legge regionale n. 70 del 17 dicembre 2004, che consente formalmente ai partiti di tenere elezioni primarie per la scelta dei candidati in ambito regionale e delle circoscrizioni locali. La legge disicplina iscrizione dei candidati e presentazione delle liste elettorali, composizione e nomina del seggio, scelta delle sezioni di voto come insieme di quelle disponibili per le elezioni regionali e di circorscrizione vere e proprie. Gli elettori sono iscritti in tali liste, e sono ammessi al voto previa esibizione di un documento di identità e del certificato elettorale.

Gli unici ad avere usufruito di questo strumento sono stati finora i Democratici di Sinistra, in occasione delle elezioni regionali tenutesi in Toscana nella primavera 2005.

[modifica] Scelta del "candidato-premier"

Il primo caso di elezioni primarie di rilievo nazionale si è avuto il 16 ottobre 2005, allo scopo di scegliere il candidato Presidente del Consiglio dei ministri della coalizione di centrosinistra, L'Unione per le elezioni politiche poi tenutesi il 10 aprile 2006.

Il sistema di voto usato è stato quello di "una testa un voto" a scrutinio segreto; i votanti erano chiamati a versare la somma simbolica di 1 euro per finanziare la campagna elettorale dell'Unione. Potevano partecipare alle primarie anche gli stranieri residenti in Italia e le persone che compivano i 18 anni entro la data di fine mandato del Governo 13 maggio.

L'esordio italiano delle primarie ha visto la partecipazione di 4.311.000 persone, poco meno di un decimo dell'elettorato nazionale, che si sono recate a 9.816 seggi elettorali. Un anno dopo, nell'ottobre del 2006, Clemente Mastella ha affermato che si è sopravvalutato il numero dei partecipanti; affermazione però immediatamente smentita dagli organizzatori delle elezioni primarie stesse.

I candidati alla carica di candidato Presidente del Consiglio dei ministri erano sette:

Fra i sette candidati ha prevalso Prodi con 3.182.000 voti (il 74,1% dei consensi), seguito da Bertinotti (14,7%); più staccati Mastella (4,6%), Di Pietro (3,3%) e Pecoraro Scanio (2,2%).

[modifica] Scelta dei "candidati-governatore"

In precedenza si erano già tenute delle Elezioni Primarie per decidere il candidato del centrosinistra alle elezioni regionali del 2005 (aprile) in Puglia, tra Francesco Boccia e Nichi Vendola, con la vittoria di quest'ultimo, che vinse poi anche le elezioni, diventando Presidente della Regione e rimasti ottimi collaboratori nella ricostruzione dopo il dissesto finanziario del Comune di Taranto.

Più tardi l'esperimento delle Primarie fu ripetuto dal centrosinistra in vista delle elezioni amministrative italiane 2006 (maggio-giugno): per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, sconfisse Ferdinando Latteri, rettore dell'Università di Catania.

[modifica] Scelta dei "candidati-sindaco" o presidente della provincia

Anche a Milano il candidato Sindaco per l'Unione fu scelto con il metodo delle primarie (29 gennaio 2006) e l'ex prefetto Bruno Ferrante prevalse sul Premio Nobel Dario Fo e sul lettiano, Davide Corritore.

Anche in vista delle elezioni amministrative del 2007 il centrosinistra ha fatto ricorso al metodo delle primarie per scegliere i propri candidati a sindaco o a presidente di provincia; nelle consultazioni più importanti, svoltesi a Palermo e Genova il 4 febbraio del 2007, sono da registrare i trionfi rispettivamente di Leoluca Orlando (72% dei voti, i principali sfidanti erano Alessandra Siragusa e Giusto Catania) e di Marta Vincenzi (60% dei consensi contro Stefano Zara ed Edoardo Sanguineti). Altre sfide sono state effettuate a Como, La Spezia, Lucca, L'Aquila, Reggio Calabria, Carrara, Isernia, Paternò.

Non sempre l'esito delle primarie di coalizione è stato accettato in maniera pacifica: a Caserta, sempre in vista delle amministrative del 2006, le primarie designarono come candidato a sindaco l'ingegnere Nicodemo Petteruti, ufficialmente presentato dai Repubblicani Europei, vincitore con soli sette voti di scarto sul secondo classificato, l'imprenditore tessile Gianfranco Alois (ex assessore regionale alle Attività Produttive e sostenuto dai Democratici di Sinistra). L'esiguità dello scarto, unitamente ai sospetti di "infiltrazioni" da parte dei sostenitori della Casa delle Libertà, spinse la Margherita e i DS locali a candidare comunque Alois, sconfessando così l'esito delle primarie.

[modifica] Casi atipici di elezioni cosiddette primarie

Il 14 ottobre 2007, di domenica, si è svolta, prima volta in Italia, l'elezione diretta (cioè aperta a tutti, non solo agli iscritti o ai loro delegati) del segretario nazionale di un partito, il nascituro Partito Democratico. Potevano votare tutti i cittadini residenti in Italia o con permesso di soggiorno che avessero compiuto 16 anni, pagando una quota minima di 1 euro[1].

Questa elezione è stata nota come Primarie del Partito Democratico, seppure non potendosi affatto considerare nel novero delle elezioni primarie, giacché queste scelgono un candidato a una carica pubblica.

I candidati alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico approvati il 31 luglio 2007 dall'apposita commissione organizzativa delle Primarie erano:

A due settimane del termine Jacopo G. Schettini, che inizialmente aveva presentato una candidatura autonoma, si apparenta alla candidatura di Gawronski unendo le prioprie liste alle sue, appoggiando quest'ultimo come candidato segretario.

In 11.204 seggi hanno votato 3.517.000 persone, un numero superiore ai voti ottenuti da Prodi alle primarie per la scelta del candidato premier del 16 ottobre 2005. Veltroni ha ottenuto 2.667.000 voti (il 75,8% dei consensi), seguito da Bindi (12,9%) e Letta (11,1%).

Nel 2009 gli elettori del Partito Democratico sono stati chiamati ancora una volta a scegliere il segretario del Partito. Pier Luigi Bersani è uscito vincitore da queste primarie, gli altri contendenti sono stati Dario Franceschini (34%) e Ignazio Marino (14%).

[modifica] Note

  1. ^ Cfr. Guida alle Elezioni Primarie del Partito Democratico - 14 ottobre 2007

[modifica] Bibliografia

  • Enrico Melchionda: Alle origini delle primarie. Democrazia e direttismo nell’America progressista - Ediesse, Roma: 2005
  • Marco Valbruzzi: Primarie. Partecipazione e leadership (con una postfazione di G. Pasquino). Bononia University Press, Bologna: 2005
  • Edmondo Mostacci: Le primarie negli Stati Uniti: partecipazione politica e ruolo dei partiti nelle elezioni presidenziali americane. in Diritto pubblico comparato ed europeo, n. 2/2008, pag 675-690
  • Dario Alberto Caprio, La silenziosa e incessante affermazione delle primarie, MondOperaio n.3/2007
  • Dario Alberto Caprio, Le Primarie. Nei comuni, nelle province, nelle regioni, Anci Lazio, Roma, 2007
  • Dario Alberto Caprio, Le elezioni primarie tra pubblico e privato, Critica Sociale n. 12/2007

[modifica] Voci correlate