...è il sesso. Il punto è che non c'è nessuna riflessione seria su questo dato. E' pazzesco, ma il sesso, sempre più assurdo e trasgressivo, onnipresente (nella pubblicità) e onnipotente (nell'immagine), continua ad essere il luogo del non-detto, dell'inconfessabile, del rimosso. Per esempio, nessuno spiega ai ragazzi che non avere l'erezione in certi momenti è normale, che la causa è proprio l'abisso di egoismo, l'assoluta concentrazione su di sé senza nessun ascolto del corpo della partner. Nessuno spiega alle ragazze che non è causa loro, ma di questo modo aggressivo e ostentato. Lo stesso vale per l'eiaculazione precoce: ma questi sono argomenti tabù che appartengono, appunto, alla sfera del rimosso.
La naturale conseguenza di questo stato di cose è che si assiste ad una sempre più disperata deriva di comportamenti sessuali distorti, dove l'affermazione dell'io prevale del tutto sul desiderio di comunicazione, dove la nevrosi s'impone sul desiderio di reciproca intimità, dove tutto è consumato spesso senza nessun valore. Perché stupirsi poi se la prostituzione dilaga? Se la violenza sessuale tra adolescenti diventa frequente?
Il sesso è un fatto politico, diceva Marcuse. Certo, sembra siano passati secoli. "All you need is love" cantavano i Beatles. Un'altra epoca. Né la causa di tutto può essere stata la partecipazione di John Lennon al Rock'n'roll Circus, o al Simposio sulla distruzione nell'Arte. Questo, se mai, riguarda le categorie dell'estetica.
Il sesso rimane un fatto politico. Il problema è che di fronte al più totale disordine di questo festival della trasgressione, l'atteggiamento è rimasto quello dell'epoca vittoriana. Lo aveva ben chiaro Pasolini, quando beveva il suo Petrolio oppure Poesia in forma di croce. Tutti santi, mentre le strade sono piene di puttane, di cinedi, di drogati, alcolizzati, pervertiti della peggiore specie. O forse è la società occidentale che manifesta la sua malattia, come un cancro alla pelle?
Nei commenti politici, la differenza è data da orientamenti "conservatori" (quelli che sono contro la prostituzione, accusati d'essere fascisti) e "progressisti" (che esibiscono una disinibizione di maniera).