L'ordinanza che non piace ai pub di Palermo

Scheda

Autori:
Manlio MELLUSO
Collaboratori:
Montaggio: Cosimo SABATO
Credits:
Gabriele CALANDRINO, esercente
Giovanni RANDISI, esercente
Giovanna MARANO, Assessore comunale attività produttive Comune di Palermo
Paolo CARACAUSI, Presidente commissione attività produttive Comune di Palermo
Musiche: Jimmy Rosenberg "Chega De Saudade"
Data: 31 marzo, 2015 - 14:20

Via dei Chiavettieri è l'epicentro della movida palermitana. Giovani e meno giovani affollano l'interno e l'esterno dei pub fino alle prime luci dell'alba, producendo un brusio letale per il sonno dei residenti. La risposta del Comune? Un'ordinanza che limita la somministrazione di alcolici e la diffusione della musica all'esterno dei locali. Rigorosamente non amplificata. 

Formalmente ha ad oggetto “lo sviluppo sostenibile ai fini della convivenza tra le funzioni residenziali  e le attività di esercizio pubblico e svago nelle aree private”, ma per tutti i palermitani quella emanata il 27 febbraio dal sindaco Leoluca Orlando è l’ordinanzasulla movida. Si tratta dell’atto con il quale l’amministrazione comunale ha stabilito nuove regole per lo svolgimento delle attività dei locali notturni, in particolare per la somministrazione delle bevande e per la diffusione della musica all’esterno dei pub.

L’ordinanza resterà in vigore fino al 30 giugno, in attesa che il consiglio comunale del capoluogo siciliano approvi un regolamento che disciplini in via definitiva la materia. Un emendamento alla bozza di regolamento, coerente con l’ordinanza, nel frattempo, è già stato predisposto dall’assessore alle attività produttive Giovanna Marano.

Ma cosa prevede la nuova ordinanza? Per quel che riguarda il consumo di bevande, sull’esempio di altre città italiane, viene introdotto il divieto di vendita e consumo in contenitori di vetro o in lattina dopo la mezzanotte. La restrizione si applica a partire dall’una il venerdì e il sabato.

Una norma, per la verità, che era già stata prevista dalle ordinanze in vigore negli anni precedenti. La novità è la previsione di sanzioni anche per gli avventori trasgressori: a questi ultimi sarà elevata una multa il cui ammontare potrà variare tra i 25 e i 500 euro.

Fin qui le norme che non hanno destato particolari malumori, se si fa eccezione per qualche gestore di locale che ha sottolineato come la mescita del vino in bicchieri di plastica non sia affatto apprezzata dai clienti. La polemica si è accesa, invece, sull’altra disposizione prevista dalla nuova ordinanza, il divieto di utilizzare impianti di amplificazione per la diffusione della musica all’esterno. Dalla domenica al giovedì sarà possibile l’esibizione in acustica” fino a mezzanotte, mentre il venerdì e il sabato le lancette si sposteranno fino all’una. Non più, dunque, un tetto all’emissione dei decibel, come prevedeva l’ordinanza dell’anno scorso, ma norme che tengono conto direttamente del metodo di diffusione e del luogo di esecuzione della musica, che potrà essere ascoltata soltanto all’interno dei locali previa insonorizzazione degli stessi.

Per Gabriele Calandrino, gestore di uno dei pub di via dei Chiavettieri, una delle zone della ‘movida’ di Palermo, “l’ordinanza prevede regole eccessivamente restrittive. La musica di sottofondo all’aperto permette di creare un distacco tra un tavolo e l’altro. A Palermo, poi, si sta fuori per un periodo abbastanza ampio dell’anno, dato il clima favorevole. L’idea di mettere la musica di sottofondo solo all’interno è una follia”.

Giovanni Randisi, titolare di un altro pub nella stessa strada, esprime dubbi sull’efficacia dell’ordinanza: “Prevedere musica dal vivo non amplificata trasformerebbe un gruppo musicale in una sorta di banda strumentale, un’altra cosa. L’intento di garantire il riposo dei residenti non sarebbe comunque raggiunto, perché bastano un sax, una tromba e una batteria. Servono misure diverse”.

Secondo l’assessore Marano, invece, questa nuova ordinanza garantirà la convivenza civile tra gestori di locali e residenti: “L’impatto dell’intrattenimento serale sugli abitanti del centro storico ha subito un continuo peggioramento, portando questi ultimi a presentare diversi esposti all’autorità giudiziaria. Anche l’amministrazione comunale è stata accusata di non tutelare il diritto alla quiete. Noi riteniamo sia necessario conciliare il diritto dei residenti del centro storico con quelli degli operatori economici”.

Per Marano la ratio dell’atto va oltre la semplice regolamentazione delle attività del tempo libero: “In tutte le città europee non è previsto l’ascolto della musica all’aperto. Occorre cambiare cultura. Voglio comunque precisare che non stiamo vietando in assoluto l’ascolto della musica”.

Una situazione complessa che vede schierati i gestori e l’amministrazione comunale su posizioni distanti. In questo contesto c’è chi prova a mediare proponendo soluzioni alternative che consentano la diffusione della musica all’aperto, mantenendo al contempo standard di vivibilità adeguati per i residenti.

Paolo Caracausi, presidente della commissione Attività produttive del consiglio comunale, è tra questi: “Insieme ad alcuni esercenti, abbiamo previsto l’utilizzo di limitatori dell’emissione di decibel superiore ad un valore prestabilito e un registro con i titolari dei pub in regola, così da potere effettuare controlli mirati. Ovviamente i trasgressori e gli abusivi sarebbero sanzionati in modo esemplare”.

Ma per l’assessore Marano anche questa soluzione comporterebbe rischi non sostenibili per l’amministrazione: “Purtroppo – dice la componente della giunta - negli esposti dei residenti è documentato che, immediatamente dopo i controlli della polizia municipale, il volume della musica viene alzato a livelli inaccettabili, con zone del centro storico che diventano vere e proprie discoteche a cielo aperto, anche oltre le quattro del mattino”.

Per adesso, insomma, nessuna marcia indietro da parte del Comune: “Esorto tutti alla collaborazione per far svolgere le attività in sintonia coi residenti e, allo stesso tempo, ridurre il contenzioso della pubblica amministrazione”, dice Marano. “Se una fase di questo tipo si avvierà – conclude l’assessore - potremo prendere in considerazione anche strumenti di autoregolamentazione. Al momento, purtroppo, le statistiche dei controlli effettuati dalla polizia municipale e il numero degli esposti presentati dai cittadini non lo consentono”.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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