Una nuova disciplina per il Referendum

Scheda

Credits:
Interviste a: Laura Puppato, senatrice Pd
Giuseppe Civati, deputato Pd
Nazzareno Pilozzi, deputato Sel
Riccardo Nuti, deputato M5S
Data: 28 ottobre, 2013 - 14:10
Appello dei Radicali per un integruppo apposito in Parlamento. Obiettivo: riformare per restituire pienezza al diritto dei cittadini
 
Riformare la disciplina dei referendum, a partire dalla creazione di un intergruppo parlamentare per la democrazia diretta che porti a una sburocratizzazione del procedimento previsto dalla legge del 1970: raccolta di firme online, utilizzo dei nuovi media, allargare la platea degli autenticatori, per rimuovere gli ostacoli “alla possibilità dei cittadini di esercitare le forme di democrazia diretta che la Costituzione riconosce”.
Sono (alcune) delle richieste contenute in una lettera scritta e inviata a tutti i parlamentari dal segretario di Radicali Italiani Mario Staderini, insieme al tesoriere Michele De Lucia: “Va combattuta – denunciano – la storica convenzione antireferendaria del sistema politico italiano e le illegalità istituzionali che connotano il prima, il durante e il dopo di ogni referendum, trasformano la seconda scheda, attraverso la quale i cittadini partecipano direttamente all’attività legislativa, in un’impresa titanica che rende proibitiva la raccolta firme su tutti quei referendum che non sono graditi ad almeno una delle grandi componenti della partitocrazia”.
Il 30 settembre sono state depositate in Cassazione le sottoscrizioni raccolte su 12 referendum radicali: poco meno di 200mila per quanto riguarda i sei quesiti referendari in materia di “libertà e diritti civili” (ovvero “Cambiamo Noi”), e poco più di 500mila per almeno 4 dei 6 referendum del pacchetto "Giustizia giusta", appoggiato dal Pdl.
“La campagna referendaria – scrivono ancora Staderini e De Lucia - si è dovuta scontrare con ostacoli conosciuti e che il movimento ha tentato di superare, anche attraverso un rientro nella legalità delle istituzioni, purtroppo senza riuscirci: dal diritto all'informazione negato, alle inadempienze e incompetenze dei Comuni, da una procedura costosa e piena di burocrazie antidemocratiche, fino alla palese ostilità di destra e sinistra sui temi proposti. La nostra sconfitta in questa battaglia per il rientro nella legalità, se anche fosse stata determinata da proprie inadeguatezze, non giustifica le condizioni coercitive dei diritti dei cittadini in cui si trova il nostro Paese”.
 
FaiNotizia ha sentito sul tema quattro parlamentari: Riccardo Nuti del Movimento 5 stelle; Nazzareno Pilozzi di Sel; Laura Puppato e Pippo Civati del Pd. 
 

 

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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