Case (mai) chiuse

Scheda

Autori:
Daniela SALA
Credits:
Musiche: Gruth - "I'm Still in Love with You";
Data: 25 febbraio, 2015 - 13:01

Case di tutti, sede di nessuno”: è questo il motto delle case del quartiere di Torino. Sono nove, quasi una per ogni quartiere e da qualche tempo hanno costituito una rete, per scambiarsi idee, promuovere iniziative e farsi conoscere.
 
Si tratta in pratica di “spazi pubblici riqualificati grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche, fondazioni bancarie e d’impresa, imprese sociali, associazioni e cittadini”. Quindi con un doppio vantaggio: uno stabile altrimenti abbandonato e in degrado diventa il punto di incontro per gli abitanti del quartiere.
A San Salvario, poco lontano dalla stazione di Porta Nuova, la casa del quartiere ha sede negli ex bagni pubblici di Torino, un edificio storico su due piani, con un seminterrato e un grande cortile. Qui hanno trovato sede una ciclofficina, una piccola biblioteca e uno spazio di co-working. Inoltre ci sono diverse sale a disposizione delle associazioni e dei cittadini per le attività più varie: yoga, teatro, musica, corsi di lingua, attività con le donne straniere e corsi di informatica.
A gestire gli spazi (cioè ad occuparsi della manutenzione e dell’organizzazione) è l’agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario, un comitato composto da 25 associazioni.
Fondamentale è l’aspetto della gestione economica della struttura: l’edificio, che appartiene al Comune è stato dato in concessione gratuita all’agenzia per 30 anni. A contribuire alle spese di restauro è stata poi la fondazione Vodafone, mentre per quanto riguarda la gestione economica ordinaria la casa vive grazie all’affitto pagato dalla caffetteria e dal ristorante che si trovano al piano terra e al contributo delle associazioni o dei privati che affittano gli spazi della casa: “La retta annuale per le associazioni è di circa 50 euro - spiega Beppe Piras, presidente dell’agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario -, ma se svolgono qui attività a pagament, corsi o simili, il contributo è un po’ più alto. E poi c’è la Compagnia di San Paolo che sostiene la rete delle case di quartiere torinesi con un contributo che però probabilmente andrà riducendosi”. E per questo motivo, ci spiega ancora Piras, l’idea è quella di sviluppare progetti mirati e chiedere finanziamenti su quelli: “E’ complicato avere dei contributi solo per il fatto che esisti e fai queste cose, più facile invece trovare contributi per progetti specifici”.
Le case del quartiere non sono comunque un’esperienza unica a Torino: a Borgo Dora, dall’altro lato della città rispetto a San Salvario, nella ex caserma Cavalli ha sede la scuola Holden, dove si insegnano cinema, teatro e scrittura, e qui da poco è stato inaugurato un altro spazio aperto a cittadini e associazioni.
Si chiama Fronte del borgo ed è insieme una biblioteca, un piccolo spazio di co-working e un possibile punto di ritrovo per cittadini e associazioni: “Chiunque passi di qua - spiega Roberta Vasario, che si occupa dello spazio - può trovare una stanza accogliente con libri e riviste, ma organizziamo anche attività per adulti e bambini. Uno degli obiettivi della scuola è coinvolgere chi vive nel quartiere e la convenzione che abbiamo con il comune di Torino prevede proprio che condividiamo con il territorio uno spazio per attività da fare con le persone del borgo”.
 
Interviste a:
 
Beppe Piras, presidente dell’agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario
Roberta Vasario, Fronte del borgo

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
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