Giustizia (In)civile

Una giustizia lenta scoraggia qualsiasi investitore. Sono 1300 i posti da giudice scoperti. La loro carenza è spesso colmata da avvocati prestati alla magistratura in qualità di supplenti. Con la conseguenza che in un processo i giudici sono sempre differenti. La digitalizzazione degli atti processuali, che consentirebbe un risparmio di 84 milioni di euro l’anno, è un processo virtuoso ma ancora in fase sperimentale. Le proposte per innescare un circolo virtuoso, ci sono ma passano attraverso una riforma strutturale, che permetta di risparmiare e reinvestire i soldi per una maggiore efficienza.
 
Una giustizia snella, rapida e meno costosa ci consegnerà un Paese più ricco e competitivo. Banca Italia sostiene che l’inefficienza della nostra giustizia ci fa perdere un punto di Pil l’anno. Soldi che sarebbero una boccata d'ossigeno in un periodo di crisi asfissiante. Per recuperare un credito commerciale  in Italia occorrono 1200 giorni, in Germania e Francia serve circa un quarto dello stesso tempo. Luciano Colangelo è uno dei soci della “CL Impianti”. Un’azienda romana che si occupa, appunto, di installazione e di manutenzione di impianti elettrici urbani ed industriali. Da quattro anni deve riscuotere un credito per un lavoro in subappalto di 130 mila euro, un quarto del suo fatturato annuale. Secondo i tribunali italiani la sua è una causa giovane. Anche la sua azienda è giovane e senza quel credito rischia di fallire.
Ma perché la giustizia italiana è al collasso? Sono quasi 9 milioni i processi da smaltire (5,5 solo nel civile), per definire un contenzioso civile servono in media 7 anni e 3 mesi. Per emettere una sentenza in una causa di fallimento non bastano 9 anni. Una giustizia lenta ed incerta scoraggia qualsiasi investitore estero che voglia entrare nel nostro mercato. Poi c’è un problema di organico. Sono più di mille i ruoli da giudice scoperti. La loro carenza è spesso colmata dai Got (giudici onorari del tribunale), avvocati prestati alla magistratura in qualità di supplenti.
Lo scorso marzo l’istituzione della mediazione civile non ha dato i frutti sperati e la digitalizzazione degli atti processuali è un processo virtuoso ma ancora in fase sperimentale. Una volta a regime consentirà un risparmio di 84 milioni di euro l’anno. Riformare la giustizia significa anche rivedere la geografia giudiziaria: accorpare i tribunali più piccoli comporta un risparmio di risorse e di personale da destinare in altri settori. Ma anche una maggiore specializzazione degli uffici giudiziari. La giustizia civile è la giustizia dei cittadini, la giustizia di tutti i giorni. Non va pensata come una zavorra, ma bisogna innescare un circolo virtuoso, attraverso una riforma strutturale, che permetta di risparmiare e reinvestire i soldi per una maggiore efficienza. I problemi sono molti, ma non più rinviabili se vogliamo consegnare al Paese un sistema giudiziario migliore e più giusto.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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