Pallotta stadium. Perché per fare uno stadio bisogna costruire un quartiere?

Scheda

Autori:
Luca VERDUCCI
Credits:
Paolo BERDINI, urbanista e scrittore
Giovanni CAUDO, assessore urbanistica Comune di Roma
Riccardo MAGI. consigliere comunale di Roma- Radicali Italiani
Data: 20 aprile, 2015 - 16:17

L'iter per la costruzione del nuovo stadio della Roma prosegue, seppur tra intoppi e criticità. Ma dietro al Business Park previsto dal progetto c'è un vero interesse pubblico o solo l'ombra di una speculazione finanziaria sulla capitale?
 
Finita l'ippica e le domeniche a scommettere sui cavalli a Tor di Valle, arriva il nuovo eldorado: realizzare lo stadio della AS Roma, sull'ultima ansa naturale del Tevere. Operazione che rischia di rimanere un miraggio per la proprietà americana del club romano. Tante le criticità, forse troppe. Come sottolineato recentemente da Mark Pannes responsabile del progetto Stadio della Roma: "I problemi sono ambientali, idrogeologici e legati alla sicurezza dell'impianto". Ma non solo, il CEO tiene a precisare che: "dobbiamo valutare la sostenibilità dell'operazione immobiliare, ci sono tempi lunghi". Ed infatti il progetto definitivo che doveva arrivare in Regione Lazio a gennaio 2015 per la conferenza dei servizi e la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA), ancora non si è visto.
 
Ripercorriamo l'iter fin qui svolto dalla proposta della AS Roma. Nel marzo 2012 la società sportiva incarica la Cushman & Wakefield (del gruppo EXOR, controllato dalla famiglia Agnelli, proprietaria della storica rivale Juventus), uno dei più grandi operatori immobiliari nel mondo, di selezionare alcune aree di Roma per la realizzazione dello stadio. Tra le zone individuate viene scelta l'area di Tor di Valle dove attualmente sorge l'ippodromo nato nel 1960 con le Olimpiadi, ed attualmente abbandonato. La società Eurnova del gruppo Parsitalia Real Estate, holding guidata da Luca Parnasi ma controllata dalle fiduciarie di BNL e Unicredit, acquista dalla poi fallita SAIS Spa dei fratelli Papalia la proprietà dei terreni dove sorge l'ippodromo. Dato che la Eurnova non ha tutta la liquidità per chiudere l'operazione, si inserisce una clausola nel contratto di vendita che consente alla società di Parnasi –  con il versamento di 600mila euro –  di diventare proprietaria dei terreni a fronte di un valore complessivo di 42 milioni di euro. Operazione che accende i riflettori della Procura di Roma che indaga cinque persone per bancarotta fraudolenta, tra cui Gaetano Papalia.
Con l'entrata in vigore della legge sugli stadi nel gennaio 2014 (comma 304 della Legge di stabilità), il progetto viene spinto verso l'approvazione della delibera comunale contenente il pubblico interesse del progetto Stadio della Roma. Un'opera faraonica da più di 1 miliardo di euro. Oltre allo stadio da 60,000 posti e delle strutture legate alla AS Roma, prevede la realizzazione di uno nuovo centro direzionale (Business Park) composto da grattacieli, centro commerciale, hotel ed altre strutture ricettivo-commerciali. Una gigantesca operazione immobiliare che la Eurnova ha presentato a titolo compensativo delle opere di urbanizzazione. Secondo lo studio di fattibilità della società del gruppo Parsitalia, il costo totale delle opere primarie per lo stadio ammonterebbe a 270 milioni di euro, con stanziamento privato pari a 50 milioni. L'amministrazione fissa l'importo delle opere d'interesse pubblico a 195 milioni: il prolungamento della metro B da Eur Magliana a Tor di Valle, l'adeguamento e unificazione della via Ostiense e via del Mare nel tratto dell'intervento, la realizzazione di un ponte sul Tevere per collegare la Roma-Fiumicino con la via del Mare e la sistemazione degli svincoli sul Grande Raccordo Anulare. Opere che secondo l'amministrazione capitolina non sarebbero funzionali solo allo stadio, ma a tutti i cittadini del quadrante. "Mentre lo stadio è un’infrastruttura funzionale a poche attività per la città, l'operazione Business Park rappresenta il fiore all'occhiello di tutto l'intervento".
 
Le parole dell'assessore all'urbanistica Giovanni Caudo si scontrano con le analisi del mondo ambientalista, del Movimento 5 stelle e di alcuni esponenti politici di maggioranza, tra cui il consigliere Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani: "Dovevamo valutare l'interesse per la collettività di questo progetto, ma non abbiamo avuto gli strumenti. In pratica non ci sono studi di fattibilità sulle infrastrutture, né tantomeno sulla sostenibilità dell'operazione immobiliare (Business Park). Sappiamo che Roma è piena di uffici vuoti, basti pensare solo all'Eur ma anche il centro direzionale di Pietralata (SDO) mai completati". Non solo: a pochi chilometri di distanza, sempre la Parsitalia Real Estate di Luca Parnasi, ha in cantiere un nuovo centro direzionale all'inizio della Pontina. Centro che dovrebbe ospitare la nuova sede della Provincia, struttura attualmente vuota. Operazione immobiliare avviata da Enrico Gasbarra e conclusa da Nicola Zingaretti ex presidenti della Provincia. Parte del pagamento sarà coperto con immobili di proprietà della Provincia, grazie all'asta gestita dal fondo BNP Paribas Reims.
Forti critiche al progetto Stadio della Roma anche dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, che vede la legge sugli stadi come chiave per effettuare una grave speculazione finanziaria sulla capitale. Ipotesi confermata anche da Paolo Berdini, urbanista e scrittore, che afferma: "Siamo arrivati a stravolgere il Piano regolatore generale. Qui l'unico intervento consentito riguarda impianti sportivi. Viene a mancare il ruolo pubblico delle amministrazione nella pianificazione della città, lasciata in mano ai privati". Un'altra tegola per il sindaco Ignazio Marino arriva dalla denuncia presentata da Labur (Laboratorio di Urbanistica) nei confronti del Comune di Roma. Un atto che incrimina il superamento dei tempi per dichiarare la pubblica utilità del progetto, fissata dalla legge nazionale in 90 giorni. Si legge dal documento depositato in Procura: "L'approvazione della delibera di Assemblea Capitolina è avvenuta mediante affermazione di false dichiarazioni all'interno della delibera medesima. Ne consegue che nel caso di specie è configurabile il delitto di falso ideologico". Denuncia che si va ad aggiungere agli esposti presentati in Procura di Roma dal M5s e dal Comitato Salviamo Tor di Valle dal Cemento che chiedono un approfondimento su tutto l'iter fin qui svolto dal progetto Stadio della Roma.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
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