Reportage dal Pigneto

Scheda

Autori:
Natascia CIRIMELE
Daniela SALA
Credits:
Musiche: Ardamy - "Ya why by"; Drunksouls - "Promenons nous dans les bois"
Data: 17 luglio, 2014 - 18:00

Con l'arrivo dell'estate, torna il problema della 'movida' notturna nei quartieri con annesse ordinanze anti-alcool, che sono ormai un classico della stagione. Ma al Pigneto, a Roma, sembra che il fenomeno abbia caratteristiche che vanno ben oltre lo schiamazzo notturno. Un tempo quartiere popolare e set privilegiato di Pier Paolo Pasolini, negli anni il Pigneto si è trasformato: lo sfruttamento del posto letto ha modificato la popolazione della zona. I residenti storici sono andati a vivere altrove, facendo posto a studenti, giovani e migranti.
 
Anche l'attività economica del quartiere è cambiata: dismesse le fabbriche, molti negozi di vicinato (alimentari e botteghe) hanno chiuso e a loro si sostituiti ristoranti, birrerie ed enoteche. Il mercato rionale sopravvive nella solitudine mattutina, circondato dalle saracinesche abbassate di una piazza che inizia a vivere solo al tramonto.
Con la liberalizzazione del commercio, però, i comuni non possono più intervenire nella programmazione dei territori e la fanno da padrone le sole esigenze di mercato. L'unico strumento in mano agli enti locali, è quello dell'ordinanza, un palliativo per brevi periodi, per ridurre il caos notturno nei periodi in cui il problema si presenta nella sua maggiore intensità, come d'estate. Senza contare ii rischio di entrare in contraddizione con una legislazione nazionale (il decreto Liberalizzazioni) che garantisce la massima libertà agli esercenti, nonché la possibilità aprire nuovi esercizi commerciali.
 
Per raccontare come è cambiato il quartiere e come reagisce l'amministrazione abbiamo incontrato residenti, commercianti e studenti.
 
A giugno circa duecento residenti hanno organizzato sit-in e manifestazione nel tentativo di riappropriarsi del quartiere. I manifestanti hanno puntato il dito contro lo spaccio, contro i locali aperti fino a tardi e contro la scarsa pulizia delle strade. E l'amministrazione ha risposto con la promessa di più forze dell'ordine, più pulizia e più fondi per iniziative culturali. “Promesse. Già fatte e non mantenute” dicono i residenti.
E se il Pigneto aveva fama di quartiere multietnico e tollerante ben prima dell'Esquilino, non manca tra i manifestanti un certo risentimento proprio contro i migranti. Una delle zone calde di questa protesta è stato proprio il giardino del Pigneto, all'inizio dell'isola pedonale, dove il 26 giugno la manifestazione ha fatto tappa.
Durante la manifestazione del 30 giugno è stato istituito un presidio fisso del V Municipio. Abbiamo chiesto al presidente del Municipio, Giammarco Palmieri, di spiegarci le motivazioni di questo intervento.
 
Capire quale sia davvero il problema del Pigneto non è semplice. Certo è che negli ultimi anni sono quasi spariti i negozi di vicinato, sostituiti da bar e locali frequentati sopratutto di notte. E come ricorda Palmieri anche il mercato si è ridotto.
I residenti storici dicono di non voler andar via. Ma le amministrazioni quali poteri hanno per contrastare un cambiamento di fatto dettato dalle regole di mercato? Per capirlo incontriamo Gabriella Manca, consigliera Sel del I Municipio. Intanto, puntualmente, con l'inizio della stagione estiva, il sindaco Ignazio Marino ha emanato un'ordinanza anti-alcool: dopo le 2 non si può più bere, e da mezzanotte è vietato consumare alcolici in strada. Una risposta ancora una volta emergenziale e che ricorda in tutto quelle del suo predecessore Gianni Alemanno
In pratica l’unico strumento che hanno i comuni è l’ordinanza che deve essere giustificata da pericoli reali per la sicurezza urbana e l’incolumità pubblica. E soprattutto, non può entrare in contrasto con le leggi nazionali, in questo caso col decreto Liberalizzazioni. In ogni caso non può durare più di qualche mese.
 
Tornando al Pigneto, decidiamo di parlare con gli studenti. I grandi assenti delle manifestazioni sono stati infatto proprio studenti e giovani, i più assidui frequentatori notturni del quartiere. E non che al Pigneto siano in pochi ad abitarci. Anzi. La speculazione sugli affitti e sul posto letto ha portato oltre all'aumento dei prezzi delle case all'espulsione delle famiglie e all'arrivo di un numero crescente di giovani e studenti che si dividono gli appartamenti. Un ulteriore rapido cambiamento che spesso si è manifestato in uno scontro tra studenti e residenti storici. Dopo l'isola, al di là della ferrovia c'è una palazzina di tre piani, uno studentato occupato dal 2009, dove ora vivono una ventina di studenti.
Sull'incoraggiamento di iniziative culturali giovani e residenti sembrano essere pienamente d'accordo, perché, lo hanno ribadito anche i manifestanti, sarebbe finalmente una misura non emergenziale ma strutturale e quindi, forse, destinata a maggior successo. Ad oggi però, sembra che nulla si muova in questa direzione. Concludiamo il nostro giro del Pigneto nella libreria di Giulio Calella, uno degli animatori delle proteste.
 
Interviste a:
Giammarco Palmieri, Presidente del Municipio V di Roma
Graziella Manca, Consigliere del Municipio I di Roma
Giulio Calella, proprietario di una libreria al Pigneto
Ilaria, esercente del Pigneto
Pietro De Vivo, residente del Pigneto
Alex Van Damme, attore, frequentatore del Pigneto
Emanuele De Luca e Marco Iasci, studenti di Scienze Politiche e abitanti di Point Break, lo studentato occupato del Pigneto
Silvia Zarfati, residente del Pigneto

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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