Piazza Verdi, l'ordinanza pro abusivismo

Scheda

Autori:
Valerio LO MUZIO
Emiliano TROVATI
Credits:
Musiche: Andrea Marchesino - (a)Mare Nostrum
Data: 15 ottobre, 2014 - 16:09

È un sabato sera come tanti altri in Piazza Verdi, sono le undici. Nell'andirivieni generale di giovani studenti che cominciano la propria serata, un ragazzo di trent'anni di nome Tony, di origine bengalese, si avvicina con un pesante zaino sulle spalle. "Vuoi una birra, amico?" sussurra a bassa voce, facendo finta di guardare da un'altra parte. Questo è quello che avviene da due anni a questa parte, da quando l'amministrazione comunale ha emesso un'ordinanza restrittiva a tutti i locali di via Petroni (la strada che affaccia sulla piazza), obbligandoli a chiudere all'una di notte.  A spingere il comune verso questa scelta sono state le numerose proteste e lamentele di un comitato di cittadini arrabbiati - dal nome "Via Petroni e dintorni" - stanchi di non poter dormire la notte a causa della movida universitaria. Così il sindaco Virginio Merola, "non potendo intervenire direttamente a limitare l'orario dei locali, a causa della liberalizzazione degli stessi, voluta dal governo Monti, ha imposto la chiusura per motivi sanitari", come spiega Milena Naldi, il presidente del quartiere San Vitale, in cui si trova la piazza.

Due ore più tardi, dall'altra parte della piazza, Giampiero Giuffrida – palermitano di trent’anni, proprietario di una rosticceria da poco aperta –  vede avvicinarsi la ronda della polizia municipale. Prende i documenti e aspetta le divise fuori dal negozio. “Prego, multatemi pure. Io torno dentro”. Uno dei quattro vigili resta interdetto, lo segue e prova a convincerlo a cambiare idea. “Non scherziamo, sono 400 euro di sanzione e sinceramente non ho voglia di multare nessuno. Ci finiamo il giro, torniamo qui tra un quarto d’ora e tu finisci di lavorare. Però quando torniamo devi aver chiuso”. Giampiero ride. “Non avete capito, io non ho nessuna intenzione di chiudere. Se continuo a chiudere a quest’ora, fallisco. Fatemi la multa e mettetela insieme alle altre”. Ne ha già prese sessanta, in questo modo. Al momento non ne ha pagata nemmeno una, perché ha fatto ricorso e attende la decisione del giudice di pace. Non è l’unico, sono molti i commercianti che hanno fatto la sua stessa scelta.

Via Petroni è la strada che collega piazza Aldrovandi e piazza Verdi, è il centro della zona universitaria e della vita notturna bolognese. E delle polemiche, naturalmente. Che durano da anni, e coinvolgono residenti, commercianti, studenti, avventori e amministrazione comunale. L’ultimo anno, però, è stato forse il più teso di tutti. Nel 2012 il sindaco Merola emette due ordinanze, entrambe contestate dai commercianti. La prima, datata 15 giugno, decreta la chiusura a mezzanotte e mezza di tutte le attività commerciali poste nel tratto iniziale di via Petroni. Il provvedimento, però, interessa solo gli esercenti che hanno le attività nel tratto iniziale della strada. La cosa non va giù ai commercianti, che fanno ricorso al Tar e lo perdono. “Alcuni locali non vengono toccati minimamente. Perché l’ordinanza interessava via Petroni e non piazza Verdi?”, commenta Massimiliano Bolelli, gestore del Bar Balanzone, che ha aperto tre anni fa e da allora conduce un braccio di ferro contro il comitato dei residenti e l’amministrazione comunale.

In discussione si inserisce un fenomeno esploso proprio a seguito dell'ordinanza: quello della vendita abusiva di alcol. In piazza Verdi infatti, dopo l'una, è facilissimo reperire da bere. Basta sedersi e aspettare qualche minuto, prima di sentirsi dire "birra?". Il tutto succede a pochi metri dalle macchine della Polizia municipale. Nella piazza infatti, da tre anni, vigila un presidio di forze dell'ordine con il compito di mantenere l’ordine pubblico. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Municipale, un dispiegamento che rimanda la memoria ai momenti più bui vissuti dalla città, quelli della contestazione studentesca e degli anni di piombo. A detta dei commercianti, però, il presidio non sembra essere un deterrente per le attività illegali. “Vengono in venti a controllarmi i documenti – accusa Giampiero – danneggiando anche l’immagine mia e del mio negozio, ma non fanno nulla per fermare la vendita abusiva di alcolici. Le regole vengono fatte rispettare unicamente ai soliti, e se protestiamo ci dicono che il loro ordine è quello di non intervenire e di non muoversi dal Teatro Comunale (che si trova davanti a piazza Verdi, ndr)”. Però, come accusa Massimiliano: "I viglili si muovono unicamente per controllare se noi negozianti all'una abbassiamo le serrande".

Quello che resta nella piazza a fine serata, oltre ai mancati incassi e alle multe prese dai commercianti, sono i numerosi cocci di bottiglie spaccate in terra da alcuni vandali e l'eco delle polemiche che non sembra placarsi.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
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