Repressione Made in Italy

Il Magdalena è il fiume più lungo della Colombia. Un corso d'acqua di oltre 1.500 km, fondamentale per la vita di pescatori, contadini e di tutti coloro che abitano lungo le sue sponde. L'azienda Emgesa, una controllata dell'italiana Enel e della spagnola Endesa, ha commissionato ad Impregilo la costruzione della diga del Quimbo, che bloccherebbe il corso del fiume creando una centrale idroelettrica destinata a produrre energia da esportare verso i paesi industrializzati. Il tutto per un investimento di 837 milioni di dollari. La creazione della diga provocherebbe l'allagamento di oltre 8.500 ettari di terra - in gan parte zona forestale protetta - sommergendo interi paese, colline e 5.300 ettari di terra coltivata. Verrebbero inoltre inondati dall'acqua alcuni siti archeologici e 800 ettari di bosco secco tropicale, uno dei pochi rimasti in tutto il pianeta.
La Corte dei Conti colombiana ha stimato in 150 i milioni di dollari di danni provocati dalla realizzazione dell'opera, ma il Governo, per attrarre gli investimenti stranieri, consegna indiscriminatamente i territori alle aziende transnazionali, garentendo lodo una tassazione di favore.
Ad opporsi fermamente all'opera sono rimaste le popolazioni locali, destinate non solo a perdere tutto, dalla casa al lavoro, ma col rischio di non ricevere nemmeno un risarcimento, visto che è stata la stessa Emgesa ad operare - a propria discrezione - un censimento delle persone coinvolte, escludendone a migliaia e condannandole alla perdita di ogni bene.
Ma le pagine più nere di tutta questa vicenda sono gli episodi di violenza a danno degli abitanti del posto. L'ultimo, in ordine cronologico, si è verificato lo scorso 24 settembre: la polizia antisommossa colombiana - l'Esmad - ha sgomberato senza preavviso alcune famiglie nella zona della Jagua. Nell’operazione sono state ferite numerose persone, mentre le coltivazioni sono state distrutte con le ruspe. I contadini sgomberati erano già stati cacciati dalla loro terra nei mesi scorsi senza ricevere nessun tipo di indennizzo da parte di Emgesa. Per continuare a sopravvivere, decisero di occupare i terreni improduttivi di proprietà dell’impresa, che martedì ha ordinato lo sgombero. Secondo la Corte Costituzionale, Emgesa deve garantire la casa e il lavoro a chi li ha persi. Ora, queste famiglie si trovano nuovamente senza terra da coltivare, né indennizzi per intraprendere una nuova attività.
L'azienda ha completato il 40% della centrale idroelettrica El Quimbo, mentre l’associazione Asoquimbo continua la sua lotta. Intanto, dall’Italia è in partenza per la Colombia la “Carovana Internazionale No al Quimbo”, che si terrà dal 7 al 18 ottobre.
 

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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