Le cave illegali di Caltagirone

Scheda

Collaboratori:
Daniele Martinelli
Data: 13 ottobre, 2011 - 20:35

In Provincia di Caserta, nel comune di Maddaloni, si sta per compiere l’ennesimo scempio ambientale. Ecco le prove.
La Cementir s.r.l. del gruppo Caltagirone tenta di ottenere la continuazione dell’attività estrattiva su un terreno gravato da numerosi vincoli. Una ingombrante presenza sul territorio che dura da più di trenta anni.
La Cementir s.r.l  del gruppo Caltagirone, uno dei maggiori produttori di cemento in Italia, sta per ottenere la concessione ad aprire un’ulteriore cava su un’area gravata da numerosi vincoli ambientali. Il tutto sta avvenendo al limite della legalità e nel segno della prevaricazione. Gli unici a seguire la Conferenza di servizi, segnata da non poche irregolarità e che si protrae da oltre un anno e mezzo, sono le associazioni ambientaliste casertane e i comitati civici nel disperato tentativo di far rispettare la legge.
Dopo aver occultato il parere negativo sul vincolo paesistico di un dirigente comunale (la cava insisterebbe su un’area giusto a ridosso di un bene Unesco, i Ponti della Valle), dopo aver ignorato il PRG del comune, secondo il quale il sito è classificato come Territorio rurale di salvaguardia paesistica in cui sono vietate nuove costruzioni immaginiamoci una cava (normale abusivismo), infischiandosene del vincolo di rimboschimento, tralasciando il vincolo per gli incendi (non si potrebbe modificare alcunché per 15 anni), si preparano a saltare a pie’ pari anche il vincolo di dissesto idrogeologico,  il più pericoloso (frane, smottamenti) e nel modo più sfacciato e fantasioso.
Sebbene l’area sia gravata a macchia di leopardo da vincoli per il rischio di frana R1 (rischio moderato), R2 (rischio medio), R3 (rischio alto),  la Cementir intende cavare avvalendosi del fatto che una perimetrazione definitiva del sito ancora non esiste ed interpretando in maniera arbitraria la norma di salvaguardia delle aree gravate da vincolo idrogeologico, il Regio Decreto n.3297 del 30/12/23.
Giocando sul doppio senso della parola “coltivazione”, gli avvocati della Cementir hanno presentato un progetto da loro considerato di salvaguardia ambientale che hanno nominato di “coltivazione e recupero ambientale in ampliamento”. Considerando una voragine sulla montagna, al ridosso dell’abitato, alla stregua di vigneti o uliveti, le sole coltivazioni concesse su un territorio gravato da vincolo idrogeologico.
Tutte le forze politiche locali e gli uffici amministrativi competenti fanno cartello nell’approvare la concessione a cavare, sebbene manchino le condizioni minime per definire  l’attività estrattiva legale, come sempre del resto, ( in Provincia di Caserta su 300 cave solo 15 sono autorizzate), le forzature sono palesi e sotto gli occhi di tutti, la legalità rimane l’unico bene di lusso per cui si combatte oggi. Ancora una volta.
 
 
 

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
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