Il governo delle città, tra liberalizzazioni e ordinanze

Scheda

Autori:
Daniela SALA
Data: 13 gennaio, 2015 - 14:51

Cambiano le città e cambiano i quartieri. A diversi anni di distanza, qual è stato l'effetto delle liberalizzazioni delle licenze commerciali? Quali poteri rimangono ai Comuni?
 
Cambiano le città e cambiano i quartieri. E un fenomeno ormai consolidato, soprattutto nei grandi centri come Roma è il caratterizzarsi di alcuni quartieri per negozi tutti uguali, che si tratti di bar, ristoranti o negozi di souvenir. Un effetto certo del turismo di massa ma anche della liberalizzazione delle licenze commerciali
 
Che si tratti di un tema di attualità nel governo delle città lo conferma anche un disegno di legge presentato  in parlamento l’anno scorso e approvato dalla Camera, con diversi emendamenti, a settembre. Ora il ddl, a prima firma di Michele Dell’Orco, del Movimento 5 stelle dovrà essere discusso in Senato, anche se i tempi probabilmente non saranno rapidi.
 
In ogni caso, ai contenuti della proposta sono già state mosse diverse critiche, tra cui quella dell’Istituto Bruno Leoni. Serena Sileoni, vice direttrice dell’istituto, ha infatti pubblicato, all’indomani dell’ok della Camera, un approfondito dossier in cui spiega quanti e quali sarebbero gli svantaggi di tornare alla situazione pre-liberalizzazioni. Inoltre un emendamento voluto dal Partito democratico, ha introdotto nel ddl anche se con modalità poco chiare, più potere ai sindaci per quanto riguarda apertura e chiusura dei negozi.
 
C’è poi la questione delle ordinanze sindacali, che dovrebbero rispondere a criteri di urgenza e di incontingibilità, ma che di fatto sono ormai la norma nell’amministrazione di molte città. In particolare le ordinanze anti-movida sono state spesso volute in funzione-anti degrado, e, si è detto, per garantire maggior sicurezza. Non è chiaro però quali siano i parametri oggettivi che definiscono in questo senso il degrado e la sicurezza. Inoltre, proprio da una ricerca di Anci e Cittalia sulle ordinanze nei comuni italiani emerge come la maggior parte delle ordinanze riguardi proprio la vendita di alcolici alla sera nei quartieri cosiddetti della movida. Con il risultato che per tutelare il diritto al risposo dei residenti, colpiscono di fatto gli esercizi commerciali.
 
Interviste a:
Graziella Manca,  consigliere Sel al I municipio di Roma
Michele Dell’Orco, deputato del Movimento 5 stelle
Serena Sileoni, vice-direttrice dell’Istituto Bruno Leoni
Rossella Matarazzo, vice-capo di Gabinetto del comune di Roma con delega al coordinamento delle funzioni di emergenza, di ordine e sicurezza urbana

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
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