I rifugiati siriani in Bulgaria

Scheda

Autori:
Emilia Uski AUDINO
Daniela SALA
Data: 11 luglio, 2014 - 12:23

 
Il campo di accoglienza di Harmanli si trova a pochi chilometri dal confine con la Turchia, nel sud est della Bulgaria, a tre ore di macchina dalla capitale Sofia. È una ex base militare ed è stato allestito in fretta e furia nel 2013 per fronte all'arrivo di migliaia di profughi siriani.
Oggi il centro di Harmanli ospita quasi 1500 richiedenti asilo, in maggioranza siriani, mentre in tutto i richiedenti asilo in Bulgaria sono 9mila. Un numero certo non elevato ma assolutamente inedito per il paese più povero dell'Unione europea.
A tre anni dall'inizio del conflitto, la Siria è diventata il primo paese al mondo per numero di migranti forzati, con oltre nove milioni di cittadini siriani costretti ad abbandonare le proprie case.
Ad oggi sono più di due milioni e mezzo i siriani registrati in qualità di rifugiati nei paesi limitrofi o tuttora in attesa di essere registrati. Attualmente più del 40% della popolazione residente in Siria prima del conflitto è stata costretta a spostarsi all’interno del paese o a varcare i confini, con un numero di sfollati interni che ha superato la quota di 6,5 milioni di persone.
Nel solo Libano, il numero di rifugiati registrati provenienti dalla Siria sta raggiungendo la quota di un milione e potrebbe crescere fino a 1,6 milioni entro la fine del 2014, se le stime attuali verranno confermate. Il Libano vanta già la più alta concentrazione pro-capite di rifugiati a livello mondiale nella storia recente, con quasi 230 rifugiati siriani registrati ogni mille cittadini libanesi. un dato che è 70 volte più grande del numero di rifugiati in rapporto agli abitanti in Francia, e 280 volte quello degli Stati Uniti. Mentre in Giordania la spesa stimata per far fronte all'emergenza è di 1,7 miliardi di dollari. La Turchia, infine, ha registrato l'arrivo di oltre 625mila profughi.
Dal 2011 i siriani che hanno presentato domanda d'asilo in Europa sono 56mila La maggior parte delle richieste sono state effettuate in due paesi: Svezia e Germania. Finora, meno del 4% dei siriani che sono fuggiti dal conflitto hanno cercato protezione in Europa.
Intanto però la risposta della Bulgaria è stata il dispiegamento di 1500 poliziotti al confine con la Turchia. La Bulgaria avrebbe inoltre iniziato a costruire, come la vicina Grecia, un muro, una barriera per arginare l'attraversamento illegale dei confini.
Voenna Rampa è il centro di accoglienza alla periferia di Sofia. si tratta di una scuola abbandonata che oggi ospita 800 persone. Le condizioni igieniche e sanitarie sono preoccupanti, le informazioni ai richiedenti asilo sono praticamente nulle. Non c'è una scuola per i molti bambini, né è previsto nessun programma di inserimento sociale o lavorativo. Sono molte le famiglie e giovani bloccati qui da più di cinque mesi. Qui incontriamo e parliamo con un ragazzo siriano di 20 anni che ci chiede di mantenere l'anonimato. Il suo sogno è di riuscire ad arrivare in Germania per continuare gli studi.
Chi ottiene lo status di rifugiato può viaggiare all'estero, a seconda degli accordi tra singoli Stati. Ma per potersi trasferire o per lavorare all'estero il rifugiato deve seguire le procedure previste per i migranti in generale. Nel frattempo l'anno scorso, a giugno, c'è stata una parziale revisione del trattato di Dublino: sono stati facilitati i ricongiungimenti familiari per i minori ed è stato inserito
il divieto esplicito di trasferire un richiedente asilo nel primo paese di arrivo qualora si abbia no fondati motivi di ritenere che vi sia un rischio di trattamenti inumani o degradanti.
La strada verso un sistema di asilo unico per l'Ue è ancora molto lunga.
 
Interviste a
Emma Bonino, ex ministro degli Esteri
Boris Cheshirkov portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in Bulgaria
Nils Muižnieks Commissario per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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