Minori nel ciclo della frutta

Scheda

Autori:
Maria Garbiella LANZA, Diana OREFICE, Filippo POLTRONIERI
Credits:
Amir, ospite di una casa famiglia
Paola FABIANI, responsabile casa famiglia Antares 2000
Orlando PARRELLA, vice questore aggiunto Commissariato Tivoli-Guidonia
Fabio Massimo PALLOTTINI, direttore generale Car di Guidonia
Data: 10 aprile, 2017 - 13:54

Ogni mattina a mezzogiorno più di duemila camion si mettono in fila per entrare al Car, il Centro Agroalimentare di Guidonia. Grossisti e commercianti arrivano da tutto il Lazio per comprare frutta e verdura nel più grande mercato d’Italia, il terzo d’Europa. Impossibile entrare senza passare i controlli. Eppure ogni giorno almeno 200 minori stranieri riescono ad eludere la sorveglianza, scavalcando la rete di recinzione, alta più di due metri, o nascondendosi all’interno degli automezzi. Sono ragazzini tra i 13 e i 17 anni, provenienti quasi tutti dall’Egitto. Hanno attraversato il Mediterraneo con un unico obiettivo: lavorare al Car di Roma caricando e scaricando la merce.

DESTINAZIONE CAR. È quello che ha fatto Amir (nome di fantasia), partito per l’Italia quando aveva solo 12 anni. Ha trascorso qualche settimana in un centro d’accoglienza in Calabria, per poi essere trasferito in una casa famiglia di Tarquinia. Da lì è scappato per raggiungere Roma, dove lo aspettava suo fratello. Tramite dei connazionali, ha iniziato a lavorare al Car, 8 ore al giorno per una paga di 30 euro. Oggi Amir ha 16 anni e vive in una casa famiglia della zona. Ha abbandonato la scuola e trascorre le sue giornate aspettando la chiamata del suo ‘datore di lavoro’, un egiziano che lo fa entrare illegalmente al mercato. Il suo obiettivo è guadagnare 5mila euro per ripagare i suoi genitori del costo del viaggio per l’Italia.

Come lui ci sono decine di minori non accompagnati, ospitati nelle case famiglia in provincia di Roma, che lavorano nei 14 ettari, equivalenti a quasi 20 campi da calcio, del Car. Il direttore generale Fabio Massimo Pallottini nel 2014 ha dichiarato che venivano eseguiti fino a 200 respingimenti al giorno di lavoratori non regolari.

I minori fermati al Car provengono tutti dalla stessa zona dell’Egitto, Gharbiya. Secondo il capo del commissariato di Tivoli-Guidonia, Orlando Parrella, dietro il lavoro di questi ragazzi esisterebbe una vera e propria rete criminale. “Si può supporre che nel momento stesso in cui partono dall’Egitto, già sanno dove arrivare”, ci ha spiegato.

IL RUOLO DELLE CASE FAMIGLIA. Quando i minori vengono sorpresi a lavorare nel Car, sono immediatamente affidati ad una casa famiglia. Ma da lì molti di loro scappano. Come ci ha raccontato Paola Fabiani, responsabile della casa famiglia Antares 2000 di Castel Madama, in provincia di Tivoli, “non possiamo vietare ai ragazzi di uscire. È il Car che deve fare più controlli. Questi minori rappresentano una forza lavoro a basso costo: invece di mettere in regola una persona a 60 euro, pagano questi giovani 30 euro al giorno. È un vero e proprio sfruttamento”.

Negli ultimi anni i controlli sono aumentati: nel 2016 la direzione del Car ha speso 700.000 euro all’anno per la sorveglianza. Quando siamo entrati nel centro, però, abbiamo notato almeno una decina di ragazzi che caricavano e scaricavano cassette di frutta e verdura senza alcun cartellino di riconoscimento.  

L’AVVIAMENTO AL LAVORO. Avviare un percorso formativo con questi ragazzi non è semplice. Le legge prevede l'obbligo formativo fino alla terza media, il titolo necessario per ottenere il permesso di soggiorno, una volta maggiorenni. Ma la maggior parte dei minori ha bisogno immediato di soldi da spedire alle loro famiglie rimaste in Egitto. Chi ha almeno 16 anni potrebbe imparare un mestiere,  ma l’avviamento al lavoro dipende dall’offerta formativa delle singole Regioni: in alcune realtà locali, a parte un corso standard di italiano, al minore non è offerto altro.

CHI TUTELA I MINORI. Secondo le stime di Save the Children, basate sui dati raccolti dal Ministero dell'Interno, nel 2016 sono arrivati in Italia via mare 25.800 minori non accompagnati, il doppio dell'anno precedente. Dopo un iter legislativo di tre anni, il Senato ha dato il via libera alla legge 1658 che ridisegna l’accoglienza e la tutela per i minori stranieri che arrivano soli nel nostro Paese. Ora si attende l’approvazione anche della Camera. La legge uniforma a livello nazionale l’accoglienza: si riconosce il divieto di respingimento, si stabilisce la permanenza massima di 30 giorni in strutture destinate solo a chi ha meno di 18 anni e si affida ogni minore non accompagnato ad un tutor personale.

OPERAZIONE PIRAMIDE. L’obiettivo della legge è quello di evitare che questi ragazzi cadano nelle reti criminali come quella che scoperta al Car dall’operazione Piramide condotta dal commissariato di Tivoli-Guidonia. “Esisteva una vera e propria organizzazione para mafiosa”, ha dichiarato Parrella che ha arrestato sette egiziani con l’accusa di tentato omicidio e lesioni personali gravissime ai danni di due giovani connazionali. Il gruppo criminale faceva capo ad un egiziano, noto a tutti con il nome di Ciro, e proprietario di diverse frutterie all’interno del Car. Ad agosto ha organizzato un’azione punitiva contro due facchini che "non volevano riconoscere l'autorità e la supremazia del gruppo". Nell’ambito dell’operazione sono stati fermati anche due minori.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
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