L'autodifesa femminile parte dal Medio Oriente

Scheda

Autori:
Cecilia Ferrara
Andrea Di Biagio
Federico Fornaro
Credits:
Lina Kahlifeh, fondatrice di SheFighter
Data: 10 marzo, 2017 - 21:10

“Vengo da un quartiere di Ammam, in Giordania, abbastanza povero. Noi bambini e bambine giocavamo tutti in strada e spesso e volentieri ci picchiavamo. Io le prendevo sempre dai ragazzi e quindi ho detto ai miei che volevo iscrivermi a qualsiasi tipo di allenamento per combattere, come le arti marziali. A 14 anni ho preso la cintura nera di Taekwondo e ho iniziato a competere a livello nazionale e internazionale”. Lina Kahlifeh è una donna minuta e determinata, non solo a non farsi mettere i piedi in testa dai bambini del quartiere ma anche ad insegnare ad altre donne a non permetterlo.

Giordana, 32 anni, ex campionessa di Taekwondo, Lina ha fondato nel 2010 SheFighter, il primo centro di autodifesa femminile in Medio Oriente che in pochi anni ha raggiunto un'altissima popolarità e insegnato autodifesa a oltre 12mila donne. Tanto che SheFigher aprirà molto presto in altri Paesi. Tra febbraio e marzo di quest'anno, grazie all'ong Un Ponte Per con cui collabora in Giordania, ha visitato l'Italia organizzando workshop di autodifesa a Padova, Bologna, Pisa e Roma. Il comitato NonUnadiMeno l'ha invitata ad aprire la manifestazione dello sciopero delle donne dell'8 marzo, ritenendo SheFighter un esempio molto pratico per la lotta alla violenza contro le donne. La pratica dell'autodifesa, afferma Kahlifeh, non è solo uno strumento di difesa contro eventuali attacchi degli uomini, ma diventa anche una forma di empowerment: “Le donne dopo l'addestramento cambiano, iniziano a far sentire la loro voce e attuano dei grossi cambiamenti nella propria vita”.
 
In Medio Oriente il livello di violenza fisica e psicologica contro le donne è alto, ma quello che ha portato l'ex lottatrice a fondare SheFighter è stata la rassegnazione di un'amica che si è presentata all'università con evidenti segni di violenza, provocati sia dal marito che dal fratello: quando Lina l'ha incoraggiata a denunciarli lei ha risposto “Ma che ci posso fare, sono una donna, noi non possiamo fare niente”.
Lina, in preda alla rabbia e forte del suo passato nelle arti marziali, in tutta risposta ha iniziato a insegnare alle donne come combattere e come difendersi: prima nel garage dei suoi genitori e poi fondando la palestra SheFighter. E da lì in poi non si è più fermata.
 
Video di Raw-News
Produzione Cecilia Ferrara 
Regia Andrea di Biagio, Federico Fornaro
Audio Riccardo Cocozza
Si ringraziano:
Palestra popolare Quadraro Gym
Un Ponte Per

 

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