La legalizzazione in 3 minuti

Scheda

Autori:
Luca Valletta
Simone Sapienza
Collaboratori:
Pasquale Anselmi
Claudia Sterzi
Data: 7 settembre, 2012 - 13:32

I dati sul consumo e i guadagni delle narcomafie. I danni prodotti da un secolo di politiche proibizioniste e la strada possibile della legalizzazione. Tutto illustrato in modo semplice, chiaro, preciso e in soli 3 minuti, con un'accattivante animazione grafica in 3D.  “La legalizzazione in 3 minuti”, video prodotto da Radio Radicale per FaiNotizia.it, mostra le conseguenze della caccia alle streghe che vede nel mirino i consumatori di marijuana in Italia, circa 3 milioni, e che oggi si traducono in oltre 800 mila procedimenti per possesso di droga e in almeno 28 mila detenuti in carcere per violazione della legge sugli stupefacenti.  

"Le soglie di quantità permessa, periodicamente aggiornate dal ministero della salute, sono irrealistiche. L'applicazione delle normative è molto discrezionale. Viene ritenuta tossicodipendente anche una persona trovata in possesso di qualche grammo di hashish o di 2-3 canne. Capita di vedersi ritirare la patente, di essere costretti a dei costretti a dei controlli periodici sanitari e psicologici per diversi anni oppure a farsi qualche giorno di carcere, o un soggiorno in comunità di recupero", si spiega nel video.

Ma l'aspetto forse più sconvolgente è quello dei costi delle politiche di repressione e il volume del business garantito alla criminalità organizzata: 60 miliardi di euro l’anno con gravi effetti sull'economia legale. Ecco perché la parte finale è dedicata ai benefici possibili, in termini di risparmio e guadagno per lo Stato, di un provvedimento di legalizzazione da sempre sostenuto dai Radicali. Ipotesi che sta prendendo piede in molti Paesi e che appare sempre più come la sola strada percorribile.

Dopo il primo video dal titolo “Amnistia in 3 minuti”, che racconta il collasso della giustizia italiana e la proposta del Partito Radicale, ancora una volta Radio Radicale prova a rompere l'isolamento dei temi e della politica radicale sui media mainstrean attraverso la promozione di modi di comunicazione innovativi.

 
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IL TESTO DEL VIDEO
 
Cercare marijuana e hashish nelle nostre città significa entrare nel territorio dell’illegalità e della criminalità.
Se è impossibile comprare del pane dopo le venti, la droga è sempre disponibile a qualsiasi ora, basta sapere dove cercare. Il 32% degli italiani ha fumato cannabis almeno una volta nella vita. i consumatori abituali Sono 3 milioni, con oltre 800 mila persone coinvolte in Italia in procedimenti per possesso di droga, e sono 28 mila i carcerati per violazione della legge sugli stupefacenti.
Le soglie di quantità permessa, periodicamente aggiornate dal ministero della salute, sono irrealistiche. L'applicazione delle normative è molto discrezionale. Viene ritenuta tossicodipendente anche una persona trovata in possesso di qualche grammo di hashish o di 2-3 canne. Capita di vedersi ritirare la patente, di essere costretti a dei controlli periodici sanitari e psicologici per diversi anni oppure a farsi qualche giorno di carcere, o un soggiorno in comunità di recupero.
Il commercio dello stupefacente è gestito dal mercato nero, in cui gli spacciatori spesso sono l’anello più povero del sistema.
Le mafie secondo un rapporto di Sos Impresa, ne hanno fatto un business, che frutta 60 miliardi di euro l’anno.
Grazie ai profitti garantiti alla criminalità organizzata dalle leggi proibizioniste, le narcomafie con il riciclaggio hanno infiltrato l’economia legale (al Nord come al Sud e al Centro) e si stanno letteralmente comprando le nostre città.
Dopo un secolo di politiche proibizioniste, ci si interroga in tutto il mondo su quali siano gli effettivi benefici. E se la via giusta da intraprendere fosse quella della legalizzazione? Quanto incasserebbero gli Stati? E quanto ci costa invece proibire?
Se lo stato italiano avesse esteso la regolamentazione fiscale dei tabacchi anche alle droghe non legali avrebbe risparmiato circa due miliardi l'anno e ne avrebbe incassati 8. Un totale di 10 miliardi l'anno.
Fatte le debite proporzioni questo risparmio ad esempio solo a Roma potrebbe ammontare a circa 66 milioni di euro l'anno.
Ma già nel marzo 2009 l'Economist in un lungo articolo-analisi intitolato “la legalizzazione è il male minore” sosteneva apertamente che la lotta alle sostanze stupefacenti è stata un fallimento.
Legalizzare la droga non significa renderla libera. Innanzitutto si dovrebbe legalizzare la produzione delle piante, consentendo un guadagno non alla criminalità organizzata ma a chi legalmente produce e vende, registrandosi, pagando le tasse, includendo così in un sistema lavorativo legale i propri dipendenti.
Mezzo secolo di caccia alle streghe può essere invertito rivedendo una dopo l'altra le misure che hanno messo le droghe fuori legge. Gli italiani hanno dimostrato di essere favorevoli nel referendum promosso dal partito radicale e poi stravolto dalla legge Fini-Giovanardi. E tu?  Da che parte stai?
 

 

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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