Finanziamento pubblico, morte privata

Scheda

Autori:
Daniela Sala
Credits:
Associazione Luca Coscioni
Musiche: Atomik Circus
Data: 13 giugno, 2013 - 14:54

Il cittadino italiano ha diritto alle cure palliative, ovvero le cure di fine vita. Lo stabilisce una legge, la legge 38 del 2010 che prevede la creazione di una rete, che faccia capo alle asl, le aziende sanitarie locali, per assistere costantemente il malato a casa (quando è possibile) oppure attraverso il ricovero in strutture dedicate, gli hospice. Molti malati però muoiono costretti negli ultimi giorni di vita a inutili corse all'ospedale senza che sia loro offerta nessuna alternativa. E dove la sanità già zoppica il servizio finisce in mano ai privati accreditati con il Servizio sanitario nazionale.
C'è una legge del 1999 che ha stanziato dei fondi per la costruzione di hospcie pubblici, peccato che in molte Regioni questi fondi siano rimasti inutilizzati oppure messi a disposizione dei privati.
Di fatto la mancata gestione pubblica della rete determina una discriminazione nell'accesso alle cure, senza contare che le asl dovrebbero appunto controllare l'operato del privato, specie in una Regione come il Lazio dove la sanità è dominata dai privati e su 24 hospice solo due sono pubblici.
Interviste a:
Rossella Restuccia, Fondazione Sue Ryder;
Claudio Lunghini, Amici di Eleonora Onlus;
Italo Penco, coordinatore Società italiana cure palliative - sezione Lazio;
Furio Zucco, curatore della monografia "Hospice in Italia 2010 - seconda rilevazione ufficiale";
Gianlorenzo Scaccabarozzi, vice presidente della Commissione nazionale cure palliative;
Riccardo Sonnino, medico Antea;
Paolo Notaro, No pain Onlus;
Mario Spizzichino, ministero della Salute - Ufficio XI «Cure palliative e terapia del dolore»

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
Vuoi collaborare? Scrivi a internet@radioradicale.it

feedback