Intervista a Mauro Palma, presidente della Commissione sul sovraffollamento degli istituti di pena

Scheda

Autori:
Francesco Sellari
Data: 4 settembre, 2013 - 18:10

Dopo aver guidato il Comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti del Consiglio d'Europa, Mauro Palma presiede la Commissione ministeriale sul sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani istituita dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri.

La Commissione è composta da 15 membri, tra i quali la radicale Rita Bernardini e l'ex deputato Udc Roberto Rao, nonché alcuni funzionari del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Ha poteri consultivi e in novembre dovrà avanzare delle proposte di intervento per far fronte alla tragica situazione delle patrie galere. Al 30 giugno 2013, i detenuti presenti erano 66.028, a fronte di una capienza regolamentare di 47.022 posti.
L'Italia è stata condannata in via definitiva dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo per il trattamento riservato a 7 detenuti reclusi negli istituti di Piacenza e Busto Arsizio (Va) e ha tempo fino al maggio 2014 per mettersi in regola. Nell'intervista, Palma spiega le motivazioni della condanne, le cause dell'attuale situazione di sovraffollamento ed esprime il suo giudizio sul cosiddetto decreto "svuota carceri".
La legge di conversione, approvata in via definitiva dal Senato il 9 Agosto scorso, ha limitato la carcerazione preventiva ed ampliato la possibilità di ottenere uno sconto di pena anticipato. Inoltre sono stati eliminati i vincoli imposti ai recidivi da parte della legge ex Cirielli, che impedivano a questi ultimi di usufruire di benefici come i domiciliari o la scarcerazione anticipata. Infine sono state assunte misure per favorire il lavoro ed il volontariato dei detenuti, mentre sul piano del reinserimento sociale il d.l. ha introdotto delle agevolazioni fiscali a beneficio sia dei detenuti stessi che delle aziende che li assumono. Una serie di misure opportune, che auspicabilmente porteranno un beneficio agli istituti di pena sovraffollati.
Ma sulle misure del decreto il giudizio dei Radicali chiaro, espresso da Rita Bernardini sul settimanale Tempi: «Vengono utilizzati termini che non hanno nulla a che fare con la realtà. Quale “svuota-carceri”? Non si svuota niente. L’unica soluzione seria per interrompere la fragranza di reato da parte dello Stato sulle carceri è un provvedimento di amnistia e di indulto, perché ci troviamo davanti un deficit strutturale che riguarda 30 mila detenuti. Questo decreto legge è stato inoltre notevolmente snaturato in Parlamento rispetto all’originale redatto del ministro Cancellieri, che aveva il pregio di mettere mano alla ex Cirielli sui detenuti recidivi».
Spicca la mancanza di un intervento sulle pene per fatti di lieve entità legati alla droga: una misura su cui stanno tentando di agire i radicali, con una proposta referendaria inquadrata nei 12 questiti promossi in questi ultimi mesi. Ma al di là di tutto, come sottolinea lo stesso Palma, soltanto l'amnistia potrebbe risolvere definitivamente il problema e permettere una riorganizzazione totale del sistema penale e detentivo italiano.
 
 

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