Fine vita mai Redazione FaiNotizia.it

40 secondi per dire basta

Si è tenuta oggi alla Camera dei Deputati la presentazione del videospot per la legalizzazione dell’eutanasia. Alla conferenza stampa hanno partecipato Filomena Gallo, Marco Cappato e Mina Welby, rispettivamente segretario, tesoriere e copresidente dell’Associazione Luca Coscioni, Emilio Coveri, presidente di Exit-Italia, Anton Lucarelli, regista dello spot, e Mario Staderini, segretario Nazionale di Radicali Italiani.

Il filmato è stato realizzato a seguito della campagna “A.A.A. Malati terminali cercasi”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni in collaborazione con Exit-Italia, che invitava i malati a fare da testimonial per una campagna di mobilitazione a favore delle politiche di fine vita. Il protagonista dello spot è Gilberto, 53 anni, vittima di un tumore, che si è messo volontariamente a disposizione dell’Associazione per rivendicare il diritto di poter scegliere degli ultimi giorni della sua esistenza. Nel filmato, della durata di 3 minuti, racconta la sua filosofia di vita ed il suo amore per la natura, camminando nel giardino con le poche forze che gli rimangono. L’affetto dei tanti amici è l’unico conforto in giornate lunghe, scandite dalle iniezioni di morfina nell’attesa di un’inevitabile degenerazione dell’organismo che a breve lo priverà della propria autonomia, rendendolo incapace di intendere e di volere.
Per l’inizio della prossima settimana è prevista la divulgazione di una versione di 40 secondi che sarà pubblicata su social network e You Tube, testate televisive e radiofoniche, al fine di raggiungere un pubblico quanto più trasversale ed esteso possibile.
Marco Cappato ha sottolineato come lo spot esprima la volontà di sottrarre il tema dell’eutanasia dal campo dell’astrattezza: “Il consenso dell’opinione pubblica nei confronti dell’eutanasia stride con il veto del mondo politico e ciò allontana il tema dalle storie delle persone che soffrono. Lo spot vuole invece mostrare il modo in cui si muore nell’Italia vera.”
Il presidente di Exit-Italia, Emilio Coveri, ha ribadito la necessità di “sospendere le norme esistenti in Italia che impediscono di morire con dignità e costringono all’esilio in Svizzera coloro i quali volessero ricorrere alla dolce morte”. Secondo Coveri sarebbero almeno 50 gli italiani che, nell’ultimo, anno sono andati oltralpe per alleviare le proprie sofferenze e porre fine alle proprie sofferenze, con dei costi che sfiorano i 9.000 euro.
Mario Staderini ha ricordato come la cancellazione delle tribune politiche, assenti dagli schermi Rai dal febbraio 2008, impedisca di aprire al confronto su temi politicamente non accettabili, come quello del fine vita. Dovrà quindi essere il web a veicolare lo spot e lanciare la campagna per l’eutanasia legale.

Mentre un recente sondaggio a cura di IsoPublic attesta che il 76% degli italiani è  favorevole all’autodeterminazione, ed il 71% ammette che ricorrerebbe alle politiche di fine vita in prima persona, Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Coscioni, ha presentato la proposta di legge di iniziativa popolareRifiuto dei trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”. Il testo, ancora provvisorio, è stato redatto con l’aiuto di medici specialisti – tra cui Mario Riccio – , magistrati e avvocati. Il diritto di astenersi dai trattamenti è troppo spesso violato, e ciò è in contrasto con la Costituzione. Proprio quest’ultima è il punto di partenza della proposta: “Partiamo da quello che già abbiamo: la nostra Costituzione – ha affermato Filomena Gallo –, che rafforza i nostri diritti e le nostre libertà”. Difatti, nel primo dei quattro articoli di cui il testo si compone,  viene ribadita la possibilità di rifiutare le cure, come previsto dalla Carta Costituzionale, e vengono indicate le garanzie per il malato. Il secondo articolo riguarda la responsabilità civile per i sanitari che disattendono le volontà del paziente. L’articolo 3 prevede che le disposizioni degli articoli del Codice Penale per atti contro la persona (omicidio, omicidio del consenziente, istigazione al suicidio, omissione di soccorso)  non siano applicate ai sanitari che abbiano attuato tecniche di eutanasia. Lo stesso articolo puntualizza le condizioni necessarie all’accesso alla pratica eutanasica. L’ultimo riguarda la possibilità di redigere un atto scritto, autenticato da un pubblico ufficiale, con il quale si richiede anticipatamente l’applicazione dell’eutanasia, nominando contestualmente un fiduciario che confermi le volontà del soggetto interessato.

La raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare partirà quando saranno state individuate almeno 500 persone, pronte a raccogliere le 50.000 sottoscrizioni necessarie per depositarla in Parlamento. Chi volesse costituire un tavolo, autenticare le firme, attivarsi in qualsiasi modo o contribuire alla raccolta fondi, può trovare tutte le informazioni necessarie sul sito eutanasialegale.it.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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