Accoglienza Daniela Sala

Rifugiato a casa mia, l'accoglienza secondo Caritas

Perché non li prendi a casa tua, i profughi? C’è chi lo fa. A sperimentarlo, tra i primi, il comune di Torino, a cui Caritas si è ispirata, ormai tre anni fa, dando il via al progetto “Rifugiato a casa mia”.

Come suggerisce il nome, il progetto prevede appunto l’accoglienza del rifugiato presso una famiglia per circa sei mesi e coinvolge circa 40 persone in 13 diocesi

“L’obiettivo - spiega Oliviero Forti di Caritas italiana - è duplice: si tratta di creare delle condizioni di accoglienza migliori, ma soprattutto di innescare un circolo virtuoso di solidarietà ed accoglienza”.

E l’intento comunque, sottolinea Forti, non è certo quello di sostituirsi al circuito istituzionale. A differenza di progetti come quello attivato a Parma, quello di Caritas non rientra nell Sprar, il Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo, e coinvolge preferibilmente persone che abbiano già trascorso in Italia diversi mesi.

 

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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