(Ir)regolari Daniela Sala

Cambiare il racconto sull'immigrazione: le proposte dei Radicali

Il 6 ottobre i Radicali italiani hanno presentato un rapporto a cura di Roberto Cicciomessere e Vitaliana Curigliano che partendo da un analisi dei dati e delle politiche attuali cerca di chiarire le reali dimensioni e caratteristiche del fenomeno migratorio in Italia.

Il nostro paese – è la conclusione – a causa del calo demografico avrebbe bisogno di 157mila migranti in più all’anno per i prossimi dieci anni.

Attualmente però, a cause delle leggi in vigore è praticamente impossibile immigrare e lavorare legalmente in Italia. I Radicali Italiani hanno quindi formulato una serie di proposte articolate su tre livelli: comunitario, nazionale e locale.

Necessario innanzitutto, a livello europeo, istituire canali legali e sicuri d’arrivo in Europa. Si propone di implementare i programmi di reinsediamento, favorire la creazione di corridoi umanitari attraverso la concessione di un visto umanitario (anche con l'intermediazione di organizzazioni ed enti privati) e permettere a persone con evidente bisogno di protezione internazionale la presentazione di domande d’asilo nei paesi limitrofi alle aree di crisi.

A livello nazionale, secondo il rapporto dei Radicali, la necessità più urgente è quella di superare l'impianto della legge Bossi-Fini, eliminando tutti quegli elementi che in questi anni hanno da un lato penalizzato quanti hanno scelto di stabilirsi nel nostro Paese e dall'altro hanno permesso il perpetrarsi di situazioni di irregolarità e sfruttamento. Devono essere previsti meccanismi diversificati di ingresso per lavoro, a partire dall'introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di un'occupazione attraverso attività d’intermediazione pubbliche e private tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri e dalla reintroduzione del sistema dello sponsor. Verrebbe meno così la necessità di fissare quote d'ingresso poiché sarebbe il mercato a stabilire l'effettiva necessità di lavoratori stranieri in base alla domanda, come del resto avviene in altri stati europei. E ancora, vanno introdotte forme di regolarizzazione su base individuale degli stranieri irregolari, nel caso sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un'attività lavorativa, di legami familiari, sulla modello spagnolo del "radicamento".

È indispensabile poi che i centri d’accoglienza migliorino la qualità dei loro servizi e siano monitorati costantemente. Soprattutto siano interfacciati strutturalmente con i servizi pubblici e privati per il lavoro (come Centri per l’impiego, agenzie private per il lavoro e Onlus). Ciò non sarà possibile senza un significativo rafforzamento numerico e qualitativo - anche attraverso servizi dedicati all'immigrazione - dei Centri per l’impiego, da finanziare con i fondi strutturali europei, in modo che siano in grado di erogare con efficacia servizi di formazione professionale e avviamento lavorativo.

Infine, per facilitare l’integrazione nel nostro sistema politico e sociale dei migranti, si prevede di estendere agli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo il diritto di voto e di essere eletti nelle consultazioni elettorali amministrative e nelle altre elezioni locali, nonché il diritto di partecipare alle consultazioni referendarie indette dagli enti locali.

 

Qui il rapporto completo. 

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
Vuoi collaborare? Scrivi a internet@radioradicale.it

feedback