(Ir)regolari Redazione FaiNotizia.it

Accoglienza, inclusione, lavoro per superare la Bossi Fini

Superare la Bossi Fini con una legge di iniziativa popolare. Emma Bonino, in collaborazione con il sindaco di Catania e presidente Anci Enzo Bianco, ha presentato dalla Sala Zuccari del Senato la battaglia che impegnerà i prossimi mesi.”Dobbiamo far capire alla gente - ha ribadito - che l’immigrazione non è una emergenza che finirà, starà con noi anche nelle prossime generazioni”.

L'incontro è stato moderato da Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani e sono intervenuti tra gli altri Pietro Grasso, presidente del Senato, Don Virginio Colmegna, Presidente della Fondazione Casa della Carità di Milano, Bruno Di Marco, presidente Tribunale di Catania Mario Morcone, Capo dipartimento Libertà civili e immigrazione e Daniela Di Capua, direttrice dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

L'idea è quella di superare l'attuale impianto legislativo sull'immigrazione attraverso l'introduzione di meccanismi diversificati di ingresso per lavoro, a partire dall’introduzione di un permesso di soggiorno temporaneo per ricerca di occupazione e attraverso attività d’intermediazione pubbliche e private tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri. La proposta di legge di iniziativa popolare propone poi forme di regolarizzazione su base individuale degli stranieri irregolari – anche nel caso di richiedenti asilo diniegati – qualora sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un’attività lavorativa o di formazione, di legami familiari, sul modello spagnolo del “radicamento”.

Un altro snodo fondamentale è anche la riforma del sistema di accoglienza,

Riformare il sistema di accoglienza adottando unicamente il modello Sprar e migliorando la qualità dei servizi attraverso meccanismi di monitoraggio efficaci.

Per questo motivo al convegno erano presenti e sono intervenuti diversi sindaci, tra cui Daniela Di Capua, Direttrice Sprar – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, sindaco di Bergamo, Pierfrancesco Majorino assessore alle Politiche sociali intervenuto in rappresentanza del Comune di Milano, Franco Balzi, sindaco di Santorso; Mario Bruno, sindaco di Alghero, Stefano Calabrò, sindaco di Sant’Alessio in Aspromonte, Maria Concetta Di Pietro, sindaca di Augusta Enrico Ioculano, Sindaco di Ventimiglia, Giovanni Manildo, Sindaco di Treviso e Franco Spada, Sindaco di Tirano.

Stefano Calabrò, sindaco di Sant’Alessio in Aspromonte, ha raccontato come la sua piccola comunità – circa 400 abitanti abbia deciso “di non chiudere le sue porte, ma ha voluto aprirle a chi è in cerca di aiuto, promuovendo l’accoglienza attraverso i progetti Sprar”. Dal 2013 sono stati accolti 50 migranti, e ognuno di loro, nel ripartire, ha lasciato alla nostra comunità un arricchimento umano, culturale e spirituale che si è esplicitato in termini di internazionalizzazione, apertura e cultura, affiancato anche da un incremento economico e materiale, naturale conseguenza della loro presenza sul territorio”. L’analisi del declino demografico del piccolo Comune pre-aspromontano, dello spopolamento delle aree interne verso la costa e l’insediamento di alcune famiglie extracomunitarie sul territorio comunale  ha “reso possibile conciliare ma soprattutto governare il fenomeno della migrazione mettendo in campo innanzitutto un’accoglienza umanitaria, solidale e dignitosa, come uno degli strumenti di contrasto allo spopolamento”.  

Il censimento delle case non abitate, la creazione di una banca dati, la collaborazione con la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, l’utilizzo dei fondi europei hanno permesso il recupero di vecchi immobili abbandonati di importanza storica e architettonica, utilizzabili per l’ospitalità diffusa ma anche la ristrutturazione di un antico frantoio ed un antico palmento oltre a botteghe artigiane finalizzati al recupero di antichi mestieri.

Mario Bruno, sindaco di Alghero, dove si trova l'unico progetto Sprar della Sardegna, ha invece sottolineato la necessità che ognuno faccia la sua parte per quanto riguarda l'inclusione sociale: “Lo Sprar è un'occasione – ha affermato – perché permette di inserire nella vita della città persone che vogliono vivere un'esperienza di cittadinanza. La città multi-culturale non è un'emergenza, ma la normalità”.

 

 

 

 

In prima fila nell'accoglienza anche il comune di Santorso, in provincia di Vicenza. “Veniamo da due anni e mezzo di emergenza, ma bisogna fare chiarezza sull'approccio”, afferma il sindaco Franco Balzi sottolineando la necessità di puntare sull'accoglienza diffusa, con i sindaci e la cittadinanza in prima linea. “Poter governare tempi e modi e affidarsi ad enti gestori seri” sono, secondo il sindaco, le necessità più urgenti.

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
Vuoi collaborare? Scrivi a internet@radioradicale.it

feedback