Democrazia Roberto Spagnoli

La Pelle D'Urso. Come è stato salvato il giudice condannato dalle BR e dal Palazzo

Uno Speciale di Roberto Spagnoli per ricordare la battaglia per la salvezza del giudice Giovanni D'Urso rapito dalla Brigate Rosse: a chi serviva la pelle del magistrato, chi cercò di vendersela, chi riuscì a salvarla.

Prima parte: L'Italia del 1980, il contesto politico, la lotta armata, le stragi / Il rapimento del giudice / Ricompare il "partito della fermezza" / D'Urso "aguzzino e boia dei proletari prigionieri"

Seconda parte: Pannella e il dialogo con i "compagni" delle BR / Lo scontro politico-parlamentare / La chiusura dell'Asinara / La rivolta del supercarcere Trani / L'assassinio del generale Galvaligi / Le falsità sulle "rivelazioni" di D'Urso alle BR

Terza parte: Il caso Scialoja-Espresso / La condanna a morte / Il ricatto BR / Il black-out dell'informazione / La missione dei Radicali a Trani e Palmi / L'ultimatum delle BR / Il primo e il secondo appello di Leonardo Sciascia

Quarta parte: Lorena D'Urso legge in tv il comunicato Br / La lettera del magistrato: D'Urso è ancora vivo / I Radicali tentano di leggere la lettera alla Camera / Le BR annunciano la liberazione / Le prime false notizie sul ritrovamento / Il giudice D'Urso è libero / La conferenza stampa del magistrato / Marco Pannella a Teleroma 56

 

La storia

30 anni fa, il 12 dicembre del 1980, un commando delle BR rapisce a Roma il giudice Giovanni D'Urso, dirigente dell'ufficio della Direzione generale degli Istituti di prevenzione e pena che si occupa del trattamento e dei traferimenti dei detenuti. Per i brigatisti è un aguzzino e un boia, il responsabile del "circuitodella differenziazione" e dell'"annientamento" dei proletari prigionieri. Un anno e mezzo dopo, si ripropone lo scenario visto con il caso Moro, conclusosi tragicamente dopo 55 giorni con l'assassinio del leader democristiano. I Radicali si impegnano da subito per cercare di ottenere la liberazione del giudice. Insieme a loro, altre forze politiche e organi di stampa che cercano di contrastare il "partito della fermezza" che si oppone ad ogni dialogo con i terroristi e invoca anche il black out dell'informazione. Un disegno politico - quello che Marco Pannella riassume nella formula "P2, P38, Pci, P-Scalfari" - che cerca un nuovo cadavere eccellente per giustificare l'imposizione in Itali di leggi speciali e di un governo di emergenza nazionale. Il piano, però, non riesce: "Il partito della fermezza - diranno i Radicali - stava organizzando e sta tentando un vero golpe, per questo come il fascismo del 1921 ha bisogno di cadaveri, ma questa volta al contrario di quanto è accaduto con Moro è stato provvisoriamente battuto, per una volta le BR non sono servite". Il 15 gennaio 1981, infatti, 34 giorni dopo il suo rapimento, il giudice D'Urso viene liberato. Si conclude la vicenda del sequestro e gli avvenimenti politici ad essa legati ma, affermeranno ancora i Radicali, "il sequestro e la sopravvivenza del giudice hanno dato valore ultimativo, nel nostro Paese, ad uno scontro di civiltà e di culture, e dunque a unoscontro politico destinato a durare". Parole che, tre decenni dopo, suonano profetiche e ancora attuali. Purtroppo. Lo Speciale ricostruisce e ripercorre quei 34 giorni per contribuire a non dimenticare un momento della storia italiana e con esso le iniziative dei Radicali, degli sponenti politici e degli intellettuali che cercarono in ogni modo di impedire l'assassinio del giudice Giovanni D'Urso.

 

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
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