Edilizia, appalti e uso del suolo Marco Eramo

Stadio della Roma, in caso di danni determinati da piene del Tevere pagherà la società?

Sulla questione dello stadio di Tor di Valle, fedeli all’abitudine italica di sentirsi tutti mister – e dunque mutatis mutandis tutti tecnici e pianificatori – si sono scritti editoriali, commenti, articoli di cronaca con o senza retroscena. Non si è, però, prestata altrettanta attenzione al procedimento amministrativo, alla sua corretta conduzione ed a quanto dal procedimento in seno alla Conferenza Decisoria Regionale è emerso.
Non a caso, nonostante le paginate piene di dettagli o di considerazioni di carattere generale, sembra siano sfuggiti a tutti, tra le altre cose, la corrispondenza tra la Regione Lazio ed il Comune di Roma in merito alla necessità dell’avvio delle procedure urbanistiche così come di quelle espropriative di competenza comunale, il Regolamento della Conferenza di Servizi, i pareri espressi dalla struttura regionale competente in materia di Valutazione Ambientale Strategica  (VAS) e da quella preposta alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Per quanto concerne la Valutazione di Impatto Ambientale – che si è conclusa con un giudizio di non compatibilità ambientale – quanti sulla stampa parlano di un procedimento breve con una nuova Conferenza di Servizi lampo che esamini ed approvi il nuovo progetto sembrano non considerare che dovrà essere fatta una nuova procedura di VIA e che bisognerà procedere analogamente con una nuova Valutazione Ambientale Strategica che affronti le criticità esposte nel provvedimento conclusivo adottato dall’Ufficio regionale competente.
È sfuggita a tutti e soprattutto a chi ha avuto nell’arco di tempo che va dall’approvazione della delibera n. 132/2014 ad oggi la responsabilità di gestire il procedimento, per esempio, la necessità che l’Amministrazione comunale avviasse le procedure di variante urbanistica di sua competenza.
E non sembra che ciò sia preso in adeguata considerazione dalla Giunta in carica alle prese con la scrittura di una nuova delibera con la quale non soltanto si dovrebbe riconoscere il pubblico interesse della nuova proposta, ma si dovrebbe anche adottare la variante urbanistica ed avviare i procedimenti connessi e conseguenti.
Non sembrano aver conosciuto una sorte diversa il parere unico contrario della Regione Lazio pubblicato lo scorso 3 marzo ed in particolare la parte nella quale è stato riportato il parere della Direzione Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo Area Bacini Idrografici al quale sarebbe invece doveroso prestare particolare attenzione.
Dopo tre pagine fitte di dettagliate ed impegnative prescrizioni che la società Eurnova sarebbe tenuta ad osservare nella realizzazione degli interventi previsti – e dopo aver precisato preliminarmente che il nulla osta idraulico potrà essere rilasciato soltanto a condizione che venga stabilito che le opere di difesa idraulica ritenute indispensabili dovranno essere realizzate e collaudate prima del rilascio dei certificati di agibilità dei fabbricati previsti – la Direzione regionale ha aggiunto, ed il passaggio (pagina 12 punto 15) è evidenziato in grassetto, che si ritiene sin da ora sollevata da qualsiasi responsabilità per danni a persone e cose che dovessero verificarsi in dipendenza della costruzione e dell’esercizio dell’opera di cui trattasi, anche se determinati da piene del fiume Tevere, ordinarie o eccezionali.
Responsabilizzare gli operatori è un tema rilevante – probabilmente da porre all’attenzione dell’opinione pubblica con maggiore enfasi di quanto sia stato fatto sinora con riferimento alle questioni della tutela della tribuna dell’ippodromo o della minore o maggiore compatibilità ambientale e paesaggistica di un  progetto con 3 torri o con 18 edifici da 7 piani – ed è un principio da tenere presente, anche se nel parere della Direzione Regionale competente sembra formulato attraverso una di quelle clausole solitamente utilizzate nei moduli di scarico di responsabilità.
È importante però intendersi su quali siano le residue responsabilità dei numerosi soggetti pubblici preposti ove si ritenga generalmente valido il riparto delle responsabilità ipotizzato dalla regione Lazio. E per quanto riguarda il caso di specie - nel caso in cui l’iter verrà riavviato sulla base di un nuovo progetto per il quale non potrà non valere un’analoga statuizione – bisognerà stabilire subito chi ed in che modo calcola l’importo delle garanzie che la società Eurnova e/o quella che diventerà proprietaria dello stadio e degli edifici dovranno prestare per coprire i danni di un eventuale alluvione che si dovesse verificare a valle dello stadio (sia durante la realizzazione dei lavori che in seguito) e che tipo di assicurazione dovrà essere sottoscritta.

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
Vuoi collaborare? Scrivi a internet@radioradicale.it

feedback