Democrazia Daniela Sala

Città rifugio, il progetto olandese per gli attivisti in pericolo

Allentare la pressione per poi ritornare nel proprio paese con più competenze e con la consapevolezza di poter contare su una rete di sostegno internazionale. È questo che serve agli attivisti per i diritti umani secondo l'organizzazione olandese “Justice and Peace”, che nel 2012 ha avviato un progetto chiamato “Shelter Cities”, città rifugio.

Due volte all'anno attraverso la sua rete internazionale di contatti e attraverso le ambasciate, l'ong diffonde un bando per la ricerca dei candidati che potrebbero beneficiare del progetto: “Riceviamo circa 150 domande ogni volta – spiega Alexia Falisse, coordinatrice del progetto -, molte di più di quelle che siamo in grado di ospitare”. Le persone selezionate sono quindi ospitate in una delle 8 città dei Paesi Bassi che hanno aderito al progetto (Amsterdam, L'Aia, Tilburg, Utrecht, Middelburgh, Maastricht, Groningen e Nijmegen) fino a tre mesi: in questo periodo di tempo gli attivisti seguono corsi di formazione e ricevono supporto nella creazione di contatti con altri attivisti e ong.

In questi anni il progetto ha permesso di accogliere 36 difensori dei diritti umani da 24 paesi diversi. “Justice and Peace”, con i partner locali, organizza e copre i costi del viaggio, del visto e della permanenza nei Paesi Bassi.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
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