Democrazia Daniela Sala

THTC, il corso a L'Aja per gli attivisti

Venti attivisti per i diritti umani per due settimane a L'Aja, nei Paesi Bassi. L'obiettivo è frequentare un training in cui apprendere gli strumenti per la sicurezza personale e digitale, ma anche imparare a prendersi cura di se stessi e a fare rete con altri colleghi.

Ci sono avvocati, giornalisti, attivisti per i diritti Lgbti che provengono da paesi in cui l'omosessualità è un reato. Ci sono persone che si battono contro la tratta degli esseri umani oppure per i diritti dei detenuti: ambiti diversi eppure molto in comune di cui discutere.

Il training de L'Aja è organizzato dall'Ong olandese Justice and Peace e nasce nell'ambito del progetto Shelter Cities – Città rifugio. Due volte all'anno, dopo un processo di selezione, invitano a L'Aja 20 attivisti, per seguire appunto un corso intensivo.

Hannah viene dal Kenya, lavora per Haart, un'organizzazione che si batte contro la tratta di essere umani. Hanna è stata trafficata in Libia, è riuscita a scappare e ha deciso, conscia dell'ostracismo che avrebbe dovuto sopportare, di ritornare nel suo paese. Ma soprattutto ha deciso di battersi per impedire che ad altre persone tocchi il suo stesso destino. La sua organizzazione in Kenya conta poche decine di persone ed è la prima volta che lei ha l'occasione di partecipare ad un corso di formazione: “Quando tornerò a Nairobi – dice – organizzerò a mia volta un corso per i miei colleghi”.

 

 

Zainab è un'avvocata pakistana. Si occupa da anni dei diritti dei detenuti nel suo paese e in particolare dei condannati a morte che in Pakistan sono più di 8mila: “La più grande popolazione carceraria condannata a morte nel mondo”, racconta. Una battaglia, quella sua e dei suoi colleghi, sempre più impopolare, soprattutto da quando nel 2014 il Pakistan ha deciso, dopo il massacro in una scuola di Peshawar, di sollevare la moratoria che aveva annunciato e di rivendicare la pena di morte come strumento fondamentale per combattere il terrorismo. “E questi – sottolinea Zainab – nonostante i numeri mostrino come meno di un decimo delle persone condannate a morte lo siano per reati legati al terrorismo”.

 

 

MacDonald è un pastore anglicano del Malawi. La sua battaglia per i diritti Lgbti lo ha portato a essere ostracizzato dalla sua stessa chiesa. È stato minacciato personalmente e alcune persone sono entrate in casa sua. “Credo che a motivarmi in questa battaglia – racconta – sia stato il livello di violenza e di ostracismo che subiscono le persone Lgbti. Ho sempre cercato di superare lo status quo e cambiare le cose anche all'interno della chiesa”.

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
Vuoi collaborare? Scrivi a internet@radioradicale.it

feedback