"Espropriamo" Villa Adriana ai Tiburtini

Dall'esito delle elezioni di Maggio della città di Tivoli (20 km da Roma), dipenderà il futuro della testimonianza più importante della magnificenza dell'architettura romana: Villa Adriana.

Negli anni, gli amministratori locali, piuttosto che investire tutto su un patrimonio così incomparabile, hanno preferito trasformare gli ultimi appezzamenti dell'Agro Romano antico, in una schiera di fabbricati di cemento.
Il risultato? Una città d'arte trasformata in un baraccamento immondo, una popolazione che fugge, un disastro ambientale.
Adesso, altri 180.000 metri cubi di cemento, sono pronti a colare anche dentro il complesso archeologico protetto dalle Nazioni Unite.
Ma l'Unesco è stato esplicito: se la "lottizzazione Nathan" -cioè le palazzine della famiglia Mezzaroma il cui progetto è firmato dal "grande" Paolo Portoghesi- si farà, la villa dell'Imperatore, perderà lo status di patrimonio dell'umanità.
I protagonisti politici di questa vicenda, sono tutti in corsa per le amministrative.
Il primo è Marco Vincenzi, capogruppo del PD in Regione Lazio, braccio destro di Zingaretti e primo artefice dello schema di delibera di lottizzazione: ha lanciato in corsa per la poltrona da primo cittadino tale Manuela Chioccia, la cui famiglia è stata proprietaria di molti tra i terreni imputati.
Dall'altra parte c'è il Pdl, che nel 2011, approvò definitivamente la lottizzazione in questione.
Il perché non dovrò essere io a spiegarlo: la rendita fondiaria fa da sempre la fortuna del consociativismo.
Il resto non mi sembra lasci ben sperare.
Allora mi e vi chiedo: lascereste mai le sorti del Colosseo ai romani? E quelle di Pompei ai napoletani?

No, ne sono sicuro. Allora vorrà dire che dovremo cercare una soluzione, per "espropriare" Villa Adriana ai Tiburtini.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
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