(Ir)regolari Daniela Sala

Invisibili: una legge per il riconoscimento degli apolidi

Si stima che in Italia gli apolidi siano circa 15mila: persone di fatto invisibili che per motivi diversi non hanno la cittadinanza di nessuno Stato. In realtà la legge italiana tutela gli apolidi, riconoscendo loro gli stessi diritti attribuiti ai rifugiati politici (documenti di identità, permesso di soggiorno, lavoro, assistenza sanitaria, previdenza sociale, possibilità di chiedere la cittadinanza italiana dopo 5 anni), ma il problema è che nel nostro paese la procedura per il riconoscimento dello status di apolide è tortuosa e spesso inaccessibile. 

L’apolidia in pratica può assumere due forme differenti: quella in cui una persona vive senza però avere un riconoscimento formale della propria condizione da parte di alcun Stato, oppure quella in cui una persona senza cittadinanza ottiene un riconoscimento dello status di apolidia da parte del paese di accoglienza, che gli garantisce così l’accesso a documenti e diritti.  E nel nostro paese a verificarsi è quasi sempre la prima situazione.

Per questo motivo il Consiglio italiano per i rifugiati ha avviato la campagna #NonEsisto, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’apolidia.

L’Italia, con 50 anni di ritardo, ha finalmente ratificato la Convenzione del 1954 sullo status delle persone apolidi e ha aderito il 10 settembre 2015 alla Convenzione sulla riduzione dell’apolidia del 1961

Attualmente in Italia esistono due procedure per il riconoscimento dello status di apolidia: la via giudiziaria e quella amministrativa. Entrambi i procedimenti  - come si legge sul sito della campagna del Cir - presentano però difficoltà di accesso o di concreta fruibilità. L’attuale normativa non chiarisce, inoltre, elementi fondamentali: gli standard della prova, le garanzie procedurali, la durata del procedimento e il meccanismi di ricorso. 

Il 25 novembre 2015 la commissione Diritti umani del Senato in collaborazione con il Cir e l'Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati ha presentato il Disegno di legge sul riconoscimento dello status di apolide,  a prima firma del Senatore Luigi Manconi (Pd).

L’adozione di una legge organica garantirebbe una procedura semplice e accessibile per il riconoscimento dello status di apolidia, facilitando quindi l’identificazione delle persone apolidi presenti in Italia e assicurando loro il godimento dei diritti fondamentali e una vita dignitosa.

Più nel dettaglio l’articolo 2 del ddl stabilisce che l’accesso alla procedura per il riconoscimento dello status di apolidia può avvenire in qualsiasi momento e per chiunque sia già presente sul territorio nazionale indipendentemente dalla sua condizione giuridica relativa al soggiorno. L’articolo 3 pone poi in capo alla Prefettura competente per territorio l’obbligo di accettare la domanda mentre l’autorità responsabile a decidere è il ministero dell’Interno.

Come spiega Manconi, l’approvazione del ddl, depositato ma non ancora assegnato in Commissione, non dovrebbe richiedere molto tempo. A pesare sulla tempistica potrebbe però essere “l’umore di sospetto quando non di ostilità” suscitato da qualunque iniziativa in materia di immigrazione

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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