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Eutanasia: a favore il 62% del Nord Est. Il 76% degli elettori della Lega Nord, il 69% del Pd e il 55% del M5S

Mentre il pericolo che il ddl Calabrò diventi legge non è ancora stato scongiurato, dal Nord Est giunge un’interessante ricerca sull’orientamento della popolazione locale in materia di eutanasia. L’indagine, curata da Demos per Il Gazzettino, ha sottoposto ad un campione residente in Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia di Trento l’affermazione “Quando una persona ha una malattia incurabile, e vive con gravi sofferenze fisiche, è giusto che i medici possano aiutarla a morire se il paziente lo richiede”. Il 62% degli intervistati si è dichiarato moltissimo o molto d’accordo. Una percentuale sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno e che, negli ultimi dieci, è cresciuta e si è consolidata. Difatti, dal 2002 ad oggi, spicca il balzo di 12 punti percentuali rilevato tra il 2006 e il 2007, anno della battaglia con la quale Piergiorgio Welby ha portato il tema al centro del dibattito politico e mediatico.

Distinguendo per genere, gli uomini (66%) si dicono favorevoli all’eutanasia in misura maggiore rispetto alle donne (57%), mentre la ricerca evidenzia come il consenso cresca parallelamente al titolo di studio: il 68% dei nordestini che hanno conseguito una laurea o un diploma si dichiara favorevole, dato che scende al 52% tra coloro in possesso di un basso livello d’istruzione.

La ricerca evidenzia, inoltre, come l’aspetto della pratica religiosa sia condizionante in materia di fine vita. Tra i non praticanti, l’83% si dichiara favorevole all’eutanasia, percentuale che tra i saltuari cala di dieci punti. Coloro che partecipano assiduamente alle funzioni religiose dimostrano un accordo nettamente inferiore, ma comunque significativo e in controtendenza rispetto alle rappresentazioni mediatiche. Il 40% di essi infatti, ritiene giusto che i medici pongano fine alle sofferenze dei malati che ne facciano richiesta.

Un andamento profondamente altalenante risulta anche da un’analisi sulla base dell’orientamento politico. Tra i favorevoli all’eutanasia (lo studio non considera i votanti Radicali) il dato più alto è quello rilevato fra gli elettori di Sel (94%). A seguire Lega Nord (76%), Pd (69%) e Idv (67%). La percentuale cala, pur mantenendosi alta, tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (55%) e di Fli (53%), mentre le resistenze maggiori emergono tra i simpatizanti del Pdl (48%) e, soprattutto, dell’Udc (35%).

L’indagine svolta nel Nord Est del Paese evidenzia un consenso verso l’eutanasia largamente superiore rispetto a quanto emerso dal Rapporto Italia 2012 a cura dell’Eurispes. Secondo quest’ultimo, il 50% degli italiani sarebbe favorevole all’interruzione volontaria della vita di un essere umano che versa in gravi condizioni di salute, a fronte di un 47% di opinioni contrarie. Rispetto ai dati raccolti nel 2011, l’appoggio alla pratica della “dolce morte” ha subito un calo del 16%, inserito in un trend negativo iniziato già nel 2008. La scomparsa del tema dall’attenzione del grande pubblico, dopo il boom dovuto ai casi Welby ed Englaro, ha senz’altro avuto un peso decisivo nella diminuzione del dato rilevato negli ultimi quattro anni.

Ora che il ddl Calabrò, a seguito dell’appello del capogruppo dei Senatori del Pdl Maurizo Gasparri, rischia di tornare in aula per la discussione, è inaccettabile che la questione del fine vita sia ancora accantonata dal mondo dell’informazione.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
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