Black Nights Diana Orefice

Migranti, assistenza legale dagli studenti di Roma Tre

Può succedere, in Italia, che una ragazza ricattata, stuprata e picchiata nel proprio paese d'origine, possa non ottenere una protezione o un permesso d'asilo. Il caso più eclatante è avvenuto quest'estate e ha riguardato 65 giovani nigeriane detenute nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma. La maggior parte di loro proveniva da Benin City, una zona della Nigeria molto pericolosa, e per evitare il rimpatrio delle ragazze sono intervenute numerose associazioni e volontari, tra cui avvocati e studenti della Clinica legale dell'Università di Roma Tre.

Nata quattro anni fa come laboratorio pratico per gli studenti di giurisprudenza, oggi la Clinica gestisce uno sportello che fornisce assistenza legale gratuita a oltre un centinaio di migranti all'anno. Coordinati dal legale Jacopo di Giovanni e dalla docente Enrica Rigo, gli aspiranti avvocati di Roma Tre si ritrovano ogni giovedì pomeriggio in via Ostiense e accolgono, in inglese o in francese, chiunque si presenti alla porta per chiedere aiuto per una richiesta d'asilo o un rinnovo del permesso di soggiorno.

Sempre più spesso la Clinica tratta anche i casi difficili delle donne nigeriane. Ragazze tra i 18 e i 25 anni che spesso sono vittime della tratta a sfondo sessuale: rapite o ingannate in Nigeria, stuprate e maltrattate in Libia e infine spedite in Europa per essere inserite nel circuito della prostituzione. La legge italiana, in particolare l'articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione, prevede una percorso di protezione specifica per queste giovani, che però hanno l'obbligo di denunciare i propri aguzzini. Una denuncia, come spiegano i ragazzi della Clinica legale di Roma Tre, che spesso non arriva per paura o per vergogna.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
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