Le città invivibili Redazione FaiNotizia.it

Arco di Travertino, la cattedrale nel deserto

(di Raffaele Pugliese)

 

Un’area in superficie di 2.600 metri quadrati completamente abbandonata. Un parco di 17mila senza manutenzione. Un parcheggio interrato che funziona a pieno ritmo: questa è la situazione del parcheggio di scambio di Arco di Travertino a due anni dall’apertura, avvenuta il 28 settembre 2013. Un magro risultato, dopo sette anni di lavori e circa 33 milioni di euro spesi.

La vicenda comincia nel 2005, quando la Giunta comunale dell’allora sindaco Walter Veltroni approvò l’inizio dei lavori. Mentre il parcheggio era da consegnare già pronto per entrare in funzione, la cosiddetta piazza coperta era da consegnare “a rustico”, in modo da permettere alle autorità competenti, in accordo con i cittadini, di decidere quali fossero le migliori destinazioni d’uso. A questo punto il destino del parcheggio e quello della piazza si dividono: il primo, ora gestito da Atac, entra in funzione; la seconda finisce nel dimenticatoio. Nonostante le numerose proposte dei cittadini, nessuna risorsa è stanziata e nessun bando viene indetto. Tutti i progetti di cui si parlava – palestra popolare, biblioteca, punto d’informazione per turisti – sono rimasti lettera morta.

E se di servizi nuovi non se ne creano, in compenso si aboliscono quelli che già ci sono: due anni fa chiude i battenti l’Asl di via Acqua Donzella, il centro medico di riferimento della zona. Immediatamente i cittadini pensano alla possibilità di adibire una parte della piazza coperta a Casa della salute della Asl. Alle loro numerose richieste sono seguite dichiarazioni favorevoli di tutte le autorità competenti, dalla Regione al Municipio passando per il Comune. Alle parole, però, non è seguito nient’altro. “Ci sono dichiarazioni che vengono rilasciate su possibili investimenti e su probabili disponibilità finanziarie, e che il giorno dopo trovano un riscontro negativo nella verifica concreta delle cose – si lamenta Susi Fantino, presidente del VII Municipio – Al momento nel piano aziendale presentato nell’ultima conferenza di Zingaretti nel VII Municipio non sono previste Case della salute”. Le fa eco Enrico Genovesi, professore di Architettura in congedo presso l’università La Sapienza e membro del comitato del quartiere Arco di Travertino: “Una Casa della salute qui avrebbe certamente un impatto positivo. Nessuno però muove il primo passo perché nessuno ha la certezza di completare i lavori. Noi ufficiosamente abbiamo raccolto dichiarazioni favorevoli, però purtroppo siamo costretti a vedere che è ancora tutto fermo”. E così ai cittadini non resta che spostarsi: a seconda del tipo di prestazione medica, devono rivolgersi ad Asl in zone diverse, spesso molto distanti.

C’è poi la questione del parco, lasciato all’incuria e al degrado. La manutenzione ha funzionato solo per i primi mesi dopo l’apertura, poi l’area verde è stata abbandonata. Risultato: mucchi d’immondizia in mezzo al verde, bottiglie sparse in tutto il parco, bidoni in condizioni pietose. Fino a qualche settimana fa non c’era più nemmeno l’illuminazione notturna. “Tutti i cavi di rame erano stati rubati – racconta Genovesi – ora li hanno sostituiti con quelli in alluminio”. Perciò, invece di una manutenzione ordinaria è stato necessario un intervento straordinario. La differenza di prezzo, s’intende, la pagano i cittadini.

Il parcheggio di scambio di Arco di Travertino doveva essere un centro in cui si integrassero diversi servizi, un punto di riferimento per la zona. È invece diventato una triste, e costosa, cattedrale nel deserto.

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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