Un sindacato a misura di precario Virginia Fiume

Giornalisti precari. Chi sono e quale sindacato vorrebbero

Audio inchiesta di Virginia Fiume, antropologa dei media

Identikit del giornalista precario

In Italia secondo i dati dell'Ordine dei giornalisti ci sono 100.000 persone che praticano la professione. 30.000 di questi sono iscritti all'INPGI-2, la cassa previdenziale dei giornalisti freelance. Eleonora Voltolina, direttrice della testata online Repubblica degli stagisti e autrice del libro inchiesta Se potessi avere 1000 euro al mese (Laterza, 2012) ha scandagliato le dichiarazioni dei redditi dell'ultimo anno utile, scoprendo che in media un giornalista under 40 freelance guadagna 650 euro al mese, un under 30 arriva a mala pena a 300 euro al mese. E il confronto con i colleghi assunti è disarmante, questi ultimi infatti guadagnano fino a 2.700 euro al mese. Il dramma non è solo economico, quali sono le ripercussioni di questa situazione in termini di qualità dell'informazione?

 

Cosa fa il sindacato?

Il sindacato dei giornalisti è uno solo e si chiama FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) L'FNSI è la controparte della Federazione Italiana Editori Giornali nella determinazione delle forme contrattuali. Ma, come abbiamo visto in precedenza, il progressivo passaggio dalla normale gavetta alla precarizzazione ha fatto emergere nuove esigenze da parte dei giornalisti freelance (o non assunti). Antonio Armano, giornalista freelance eletto a marzo del 2012 nel Comitato Amministratore dell'INPGI-2 e membro della Commissione Lavoro Autonomo individua i punti principali su cui il sindacato deve lavorare: garanzia di un equo compenso, una normativa che regolamenti i tempi di pagamento, una redistribuzione degli oneri contributivi che permetta di arrivare a una pensione almeno equivalente a quella dei giornalisti assunti, la regolarizzazione delle false partite IVA e un'adeguata tutela in caso di malattia. A tutto questo, secondo Armano, si aggiunge la necessità di sensibilizzare i Comitati di Redazione (i rappresentanti del sindacato nelle redazioni) nei confronti dei freelance e dei precari, in modo da renderli un vero e serio punto di riferimento.

 

Cosa chiedono i giornalisti precari al sindacato

Nell'ottobre del 2011 grazie alla mobilitazione di diverse realtà di giornalisti precari auto-organizzate (recentemente riunitesi nella rete nazionale SottoPRESSione) è stata approvata la Carta di Firenze (pdf). Si tratta di un documento deontologico con cui si cerca di impegnare l'Ordine, il sindacato e soprattutto le redazioni a garantire tutele e garanzie ai freelance.

Abbiamo commentato il percorso che ha portato all'approvazione del documento con Riccardo Bianchi, giornalista con partita IVA, che ha partecipato all'assemblea di Firenze. Il suo intervento è molto duro: "credo che il sindacato sia fatto da persone che non conoscono la situazione dei giovani precari. Continuano a vivere nella memoria di un tempo passato, pensano che basti fare un paio d'anni di gavetta per poi essere assunti. In realtà ormai le assunzioni non ci sono e se non si comincia a dare un po' di diritti a queste persone e soprattutto a dare un po' di soldi non si arriverà da nessuna parte".

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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