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Sexting e Snapchat: partecipa al sondaggio

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Una volta c'erano le riviste, poi le linee telefoniche, i film, infine i siti web. Oggi, il porno passa per i social network. L'invio di messaggi, foto e video a sfondo sessuale, principalmente con lo smartphone, viene chiamato sexting, dalle parole sex (sesso) e texting (mandare messaggi). Un fenomeno che, tra i giovanissimi, può sfociare nel cyberbullismo e nella pedopornografia. Secondo una ricerca del 2014 di Telefono Azzurro e Doxa Kids, il 35,9% dei ragazzi italiani conosce qualcuno che ha fatto sexting.

Tra le applicazioni di messaggistica più famose per il sexting c'è Snapchat. La particolarità è che permette di scambiarsi foto o brevi video che, poco dopo essere stati visualizzati (massimo 10 secondi), si cancellano automaticamente. Se il ricevente prova a fare uno screenshot, il mittente viene avvisato. L'autodistruzione dei contenuti è proprio la caratteristica per cui l'applicazione viene spesso accusata di essere il principale veicolo di sexting tra i ragazzi, che si sentono più sicuri a inviare contenuti sessuali non rintracciabili.

In realtà, l'azienda ha cercato di smarcarsi da questa fama, proponendo una versione “controllata” dell'app per i bambini (Snapkids), in cui i contenuti non possono essere condivisi, e la sezione “Discover” dedicata ai contenuti editoriali: la utilizza il talent X Factor, ad esempio, per inviare video esclusivi ai suoi follower. I contenuti, inoltre, vengono conservati per un certo tempo nei server dell'applicazione e possono essere visionati per ragioni legali o di sicurezza. Snapchat stesso riporta tutte le richieste governative di accesso sul transparency report: dall'Italia non c'è mai stata nessuna richiesta.

Negli Stati uniti Snapchat, secondo statistiche riportate sul sito dell'applicazione, viene utilizzato dal 60% delle persone tra i 13 ai 34 anni e i minorenni sono oltre il 20% dell'utenza. Per quanto riguarda l'Italia, un report di Audiweb e Nielsen, basato però solo sui maggiorenni, stimava che gli utenti nel nostro paese fossero 256mila a marzo 2015, in crescita di 134mila utenze da marzo 2014. Sapere come viene utilizzata l'applicazione dai ragazzi è molto difficile, proprio perché i contenuti non sono rintracciabili. Abbiamo preparato un sondaggio per cercare di capire in che modo la usano i giovani italiani e perché.

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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