Fine vita mai Antonella Soldo

Una legge sull'eutanasia: un percorso lungo trent'anni

Era il 1985 quando il socialista Loris Fortuna portò per la prima volta all'attenzione del Parlamento italiano la questione eutanasia. Al padre del referendum sul divorzio sembrava arrivato il momento di avviare “un processo dialettico e culturale nel Parlamento e nel Paese sulla questione della dignità della vita nel suo momento terminale”. Quella proposta cadde nel vuoto e bisognerà aspettare quindici anni perchè qualcuno provi a riprendere l’argomento: a riprovarci è Giuliano Pisapia, deputato di rifondazione comunista, primo firmatario di un testo avente come oggetto “interruzione volontaria della sopravvivenza”. Dal 2000 ad oggi decine di proposte di legge sono state presentate da deputati e senatori per tentare di disciplinare eutanasia, testamento biologico, accanimento terapeutico, consenso informatico. In particolare nel 2006, sulla scia del “caso Welby” ben otto proposte di legge sono state depositate. Tra i firmatari ci sono radicali, verdi, pd, comunisti. Nessuna di queste è arrivata alla discussione in Aula: quasi tutte sono rimaste bloccate in esame nelle commissioni cui erano state affidate, ovvero Giustizia e Affari Sociali.

In discussione in Parlamento e in tempo record è arrivato invece nel 2009 il cosiddetto decreto salva-Eluana. Dopo che la Corte d’Appello di Milano riconosce a Beppino Englaro il diritto di sospendere i trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale, il Consiglio dei Ministri si attiva per far approvare un provvedimento che impedisca la sospensione dei trattamenti, prima con un decreto che viene rigettato dal Presidente della Repubblica a causa di vizi di incostituzionalità, quindi con un disegno di legge immediatamente trasmesso al Senato. Tre righe per impedire che idratazione e nutrizione artificiali non possano essere sospese. Il 9 febbraio, mentre il “decreto salva-Eluana” è in discussione in sessione straordinaria, a palazzo Madama giunge la notizia della morte della Englaro. La disperata lotta contro il tempo e le reazioni scomposte del Senato resteranno una delle pagine più nere della storia del Parlamento italiano. Il Governo ritira, quindi, il disegno di legge con l’obiettivo di discutere un testo più articolato relativo al testamento biologico e alla disciplina dei casi di fine vita. Nasce così il Ddl Calabrò, depositato il 26 marzo 2009, che prevede, tra le altre cose, che alimentazione e idratazione artificiale siano “forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze fino alla fine della vita” e pertanto “non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”. Il testo è stato oggetto di un serrato dibattito in aula fino a luglio del 2011, oggi è decaduto con la fine della legislatura.

L’ultimo passo di questo percorso tutto in salita per una legge sull’eutanasia lo ha fatto l’associazione Luca Coscioni, con l’iniziativa “EutanaSIAlegale”, ovvero una campagna di raccolta firme per la presentazione di una legge di iniziativa popolare su eutanasia e testamento biologico. Perché questa proposta arrivi all’attenzione del Parlamento è necessario raccogliere 50mila firme a partire dal 15 marzo prossimo. 

L'elenco delle proposte di legge più importanti su eutanasia e testamento biologico

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Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
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