Lo stato di crisi dei trasporti pubblici locali Simona Martini

Trasporto pubblico locale: una coperta troppo corta

I pendolari si troveranno a pagare di più per un servizio che nel migliore dei casi rimarrà equivalente

Leggi e fondi degli ultimi anni

Il fabbisogno regionale per il trasporto pubblico locale, da intendersi sia gomma che su ferro, è stimato dagli enti locali intorno ad 1 miliardo e 900 milioni di euro annui, di cui 1 miliardo e 181 milioni esclusivamente destinato al trasporto ferroviario fornito da Trenitalia. La legge  422 del 1997 trasferisce alle Regini le competenze in materia anche se la copertura rimane sostanzialmente affidata al Governo nazionale. Le Regioni partecipano grazie all’attribuzione di risorse proprie per un importo stimato dagli stessi Enti di circa 230 milioni.
Lo Stato, nel più ampio quadro della legge Bassanini che prevedeva i trasferimenti di fondi non solo per il trasporto pubblico locale ma anche ad esempio l’edilizia sanitaria, ha fornito dal 2008 al 2010 1.635 milioni di euro per il TPL, assorbendo oltre il 5% degli stanziamenti complessivi a favore delle Regioni a statuto ordinario.
Con questa struttura si è coperto circa il 65% dei costi del trasporto pubblico locale mentre il restante 45% è stato sostenuto dagli utenti attraverso il pagamento del servizio.
All’Amministrazione regionale spetta il compito di programmazione, coordinamento e la sottoscrizione dei contratti, volti comunque a rendere più efficiente servizio,  mentre al Ministero dei Trasporti, di concerto con le Regioni, compete la suddivisione dei fondi destinati.
Per gli anni 2009- 2010 Governo ed Enti locali hanno raggiunto un’intesa per fa valere la spesa del Trasporto pubblico Locale sul Fondo Sociale Europeo, inoltre la finanziaria 2009 -  legge 29 novembre 2008 , n. 185 – introduceva una sorta di redistribuzione su base premiale delle risorse recuperate dagli ‘illegittimi finanziamenti’ da destinare al trasporto non ferroviario, la fiscalizzazione delle spese per il TPL a partire dal 2011 ed una serie di fondi aggiuntivi descritti nell’Articolo 25: “Nello   stato   di   previsione   della  spesa  del  Ministero dell'economia   e  delle  finanze  è  istituito  un  fondo  per  gli investimenti del Gruppo Ferrovie dello Stato s.p.a. con una dotazione di  960  milioni  di  euro  per l'anno 2009” con il 15% delle risorse destinata al Nord ed l’85% al Sud. Inoltre era previsto un contributo di oltre 400milioni annui per  il triennio 2009/2011 per la stipula dei nuovi contratti e per evitare aumenti tariffari nel 2009.
Sul fronte degli investimenti invece la legge n 133 del 6 agosto 2008 ha istituito presso il Ministero dei Trasporti il Fondo per la promozione e il sostegno dello sviluppo del trasporto pubblico locale, con una dotazione di 113 milioni di euro per l'anno 2008, di 130 per il 2009 e di 110 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e 2011” per l'acquisto di veicoli ferroviari, delle linee metropolitane e tranviarie, autobus oltre che per interventi infrastrutturali.
Il 2011, con l’impianto normativo e finanziario messo in campo negli anni precedenti, doveva stabilizzare la spesa per il TPL e le risorse delle regioni derivati dalla percentuale sull’accisa del gasolio, invece la manovra economica estiva è andata esattamente nel senso opposto.
La legge del 30 luglio 2010, ‘recante misure urgenti  in  materia  di  stabilizzazione finanziaria e di competitività economica’ ha ridotto le risorse statali di qualunque titolo spettanti alle  Regioni  a  statuto  ordinario nella misura di 4.000 milioni di euro per l'anno  2011  e  4.500 milioni a decorrere dal 2012. Al TPL erano stati così assegnati appena 372,1 milioni di euro. Successivamente, l’accordo Governo-Regioni si è arrivato ad un reintegro di 400 milioni ed un generale stanziamento 1.271 milioni di euro ( a cui vanno aggiunti gli oltre 400milioni stanziati dalla finanziaria 2009 per i rinnovi contrattuali ).
Nell’estate del 2011 il governo tira fuori il Fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale nelle regioni a statuto ordinario, istituito presso il Ministero del Tesoro e con dotazione di 400 milioni di euro annui, “il cui utilizzo è escluso dai vincoli del Patto di stabilità” e che dal 2012 dovrebbe essere ripartito per il 50% delle sue risorse ad enti virtuosi.
Alla fine i fondi si trovano – nel 2010 si registra una diminuzione degli investimenti nel settore del 15% a fronte di un trend degli anni precedenti pari a -30% - e paradossalmente qualche regione, come il Lazio, incassa nel 2011 più di quanto non avesse fatto negli anni precedenti. La parte allarmante risulta, oltre ad una carenza dei risorse, la mancanza di una struttura che inserisca le voci di spesa per il TPL – assolutamente prevedibili almeno nella parte riguardante la copertura dei contratti di servizio – nel bilancio statale e che permetta anche una progettualità nella gestione dei fondi. La fiscalizzazione è infatti sparita dalla manovra per l’anno finanziario 2011.

Il Decreto "Salva Italia"
Così si arriva il decreto Salva Italia  che prevedeva lo stanziamento di appena 1200 milioni di euro per il 2012, cifra assolutamente inadeguata a coprire le spese regionali per il TPL (considerando anche che i fondi per il rinnovo dei contratti con Trenitalia erano previsti fino al 2011). A fine dicembre arriva l’accordo, ed il trasporto pubblico locale è momentaneamente salvo: le risorse stanziate ammonteranno a 1600milioni ma si fa largo nuovamente l’esigenza della fiscalizzazione. L’accordo recita: “entro la fine di febbraio 2012 si sottoscriverà un Patto che individuerà strumenti, criteri e modalità per la razionalizzazione e l' efficientamento dell'intero TPL. Il Patto dovrà anche essere funzionale alla definizione dell'ammontare delle risorse da fiscalizzare e delle modalità di fiscalizzazione a partire dal 2013”. Parte delle risorse necessarie per il trasporto pubblico locale verranno reperite dalle stesse regioni spostando fondi residui “già destinate all'edilizia sanitaria a seguito dell'accordo in Conferenza Stato-Regioni del 18/11/2010”, per un importo pari a 148 milioni.
Il sostanziale caos in cui versa il TPL stride ancor di più se si considera che già nel 2007/2008 erano state individuate da Stato e Regioni – nel più ampio Piano di Sviluppo per il Trasporto Pubblico Locale – le criticità del sistema:  “l’inadeguatezza delle risorse  destinate agli investimenti e alla gestione del servizio; un parco rotabile con la più alta età media nell’Europa dei 15. Il trasporto collettivo offre livelli di offerta sicuramente insufficienti per capacità di copertura del territorio, rapidità di viaggio, standard qualitativi.”
E se questo veniva scritto nel 2007, oggi a detta di Legambiente la situazione non è cambiata molto. Nel rapporto Pendolaria 2011, l’associazione parla di annus horribilis con tagli dei collegamenti ed aumento dei prezzi del trasporto su rotaia: un treno cancellato ogni cinque in Veneto, meno 13% nelle Marche, -12% in Liguria,  -10%  in  Abruzzo  e  Campania;  aumento del prezzo dei biglietti del +23,4% in Lombardia, 20% in Abruzzo ed in Liguria per citare solo alcune Regioni. Fra l’altro l’aumento tariffario non è stato sufficiente, nella maggior parte dei casi, ad evitare un taglio delle corse. Necessariamente i treni a disposizione delle tratte pendolari si trovano spesso sovraffollati, con conseguente ritardi accumulati alla partenza per l’impossibilità di chiudere le porte creando un ulteriore disservizio. Il parco macchine risulta ancora obsoleto, se paragonato agli atri treni in servizio per il TPL degli altri paesi europei, anche per quanto riguarda la velocità media raggiunta: Italia, 35,5 km/h, contro  i 51,4 della Spagna, i 48 della Germania, i 46,6  della  Francia  ed  i  40  del  Regno  Unito.
Tutto questo avviene a discapito dei 2milioni e 830mila i pendolari che utilizzano la rete ferroviaria.

Lazio e Lombardia le regioni con più passaggeri
Molte delle tratte ferroviarie più trafficate, per un totale di 313.400 passeggeri, si trovano nella regione Lazio: Fiumicino Aeroporto-Fara Sabina; Roma Ostiense-Viterbo; Roma Termini-Velletri; Roma Termini-Cassino; Roma Termini-Nettuno; Roma Termini-Civitavecchia.   
Ed un esempio della situazione in cui versano i pendolari è proprio la tratta Fiumicino-Fara Sabina che dal 2007 ad oggi ha visto cancellare 4 treni, con la conseguente riduzione della capacità della linea a 50mila viaggiatori al giorno a fronte degli effettivi 65mila. Più in generale nel Lazio si trova, dopo la  Lombardia, il più alto numero di viaggiatori su ferro, ovvero 540mila passeggeri al giorno, 160mila abbonati a cui vanno aggiunti 104 milioni di passeggeri l’anno ( ovviamente non tutti pendolari )  del trasporto su gomma.
Nel biennio 2009/10 la Regione ha ricevuto per il trasporto pubblico locale 141 milioni di euro, mentre per il 2011 quasi 148 milioni di euro a valere sullo stanziamento di 1 miliardo e 200 milioni. Nella manovra 2012, in corrispondenza dei minori fondi nazionali, la Regione ha deciso di tagliare i fondi destinati a Cotral Spa, l’azienda di trasporto su gomma extraurbano, di circa l’11% passando da 233 milioni a 208, ed Atac, da 305 milioni a 188 con un taglio di circa il 40%,mentre per le ferrovie ex concesse la Regione ha previsto 84 milioni rispetto ai precedenti da 94 milioni. L’accordo con il governo ha sostanzialmente fatto salvi i contratti di servizio con Trenitalia.

Cosa prevede la finanziaria per il 2012
Le voci di spesa per il trasporto nella finanziaria 2012 sono di 599.140.000 e comprendono fra l’altro i fondi previsti dalla legge regionale 10 agosto 2010 n° 3 che si poneva l’obiettivo di “conservazione ed incremento della quota degli spostamenti passeggeri sulla rete regionale sia con la modalità ferroviaria che su gomma” grazie ad uno stanziamento di 100.000 euro per l’anno 2010, 500.000 mila per ciascuna annualità 2011 e 2012, come capitolo di spesa  “Programma di interventi sul problema del pendolarismo – parte corrente ”  ed altri 1150milioni per la ‘parte capitale’ da suddividersi sempre nel medesimo triennio.
Rinnovato, ed invariato in termini economici, anche il sostegno alla mobilità dei giovani a basso reddito. Stanziato per la prima volta per gli under 25 per il triennio 2009/2011 il fondo prevedeva uno finanziamenti per 12 milioni l’anno. Il medesimo impegno finanziario è stato iscritto nella finanziaria 2012 ampliando fino a 30 anni la fascia di età dei beneficiari.
Inoltre è stato creato, sempre per il 2012, un apposito capitolo di spesa di 55 milioni di euro dedicato alle integrazioni dei contratti di servizio per il TPL. Si tratta di uno spostamento di fondi in qualche già dedicati al trasporto pubblico locale che non aggiungono nulla agli stanziamenti per il TPL: 20 milioni vengono dal capitolo di spesa per l’assegnazione ai beneficiari di assegni sociali o pensioni minime “ per la fruizione gratuita dei servizi di trasporto pubblico locale” fornito dalla società Cotral; 30 milioni dai fondi destinati alla “Spesa relativa ai servizi di trasporto pubblico urbano in esercizio e per l'istituzione di nuovi servizi di trasporto pubblico urbano per il comune di Roma”, ovvero l’Atac; altri 5 milioni dagli ‘Oneri derivanti dai servizi aggiuntivi del contratto di servizio con Metro S.p.a’.

La voce di spesa ‘Contributi alla Compagnia Trasporti Lazio- Contral’, partita nel 2005 quando fu inserita con la legge regionale di bilancio con un valore di 5 milioni di euro, nel 2011 è scesa ad un milione, fino ai  500mila del 2012. Una diminuzione sostanziale aggravata dalla finalità delle risorse, ovvero un programma di investimenti.
Dopo l’accordo di fine dicembre con il governo, le Regioni salvano sostanzialmente il trasporto su ferro ma si tratta di un regime finanziario che a stento riesce a coprire le spese ordinarie.
La carenza di fondi quindi colpisce l’ammodernamento del sistema del TPL, l’efficienza e funzionalità, determinando l’impossibilità di rinnovare il parco macchine – non a caso gli Enti Locali nel 2010 non hanno stanziato nessun fondo per l’acquisto di nuove vetture -, la diminuzione delle corse ma anche dei servizi in stazione. Emblematico in questo senso è l’articolo del quotidiano il Tempo dello scorso 27 settembre, in cui è stata evidenziava la difficoltà, dei pendolari di Rieti che utilizzano il servizio Cotral, nel comprare l’abbonamento annuale.  Secondo la denuncia di Uil trasporti la biglietteria più vicina sarebbe stata quella di Monterotondo-Mentana, ovvero a circa 50 km da Rieti.
Inoltre sia Atac che Cotral hanno dichiarato aumenti tariffari, annunciati nel caso della compagnia di trasporto extraurbano con il varo del piano industriale per il 2012.
A Roma invece gli aumenti si potrebbero vedere probabilmente a metà 2012 a partire dal Biglietto Integrato a Tempo, oggi venduto ad un euro e che a giugno arriverà ad 1 euro e 50, mentre per gli abbonamenti il rincaro dovrebbe essere più contenuto: in generale si parla di un incremento del 25%.
La situazione più critica a livello regionale è segnalata da Legambiente Lazio che ha assegnato lo scorso dicembre il premio Caronte alla linea FR3 Viterbo - Roma Ostiense perché sovraffollata, con corse in continua soppressione senza annunci o indicazioni.

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
Vuoi collaborare? Scrivi a internet@radioradicale.it

feedback