(Ir)regolari Daniela Sala

"Il sistema dei decreti flussi è fallimentare". Ecco i numeri dal 2007 a oggi

Per poter lavorare in Italia il cittadino straniero non comunitario deve essere in possesso del permesso di soggiorno rilasciato per motivi specifici - tra gli altri asilo, lavoro stagionale, lavoro autonomo o subordinato, attesa occupazione o permesso di soggiorno per lungo soggiornanti. Insomma per i migranti economici il rilascio del permesso di soggiorno è strettamente connesso al possesso di un contratto di lavoro ed è stabilito per legge, tramite i cosiddetti decreti flussi, un limite al numero degli ingressi consentiti.

Il 3 febbraio scorso è stato appunto pubblicato il decreto flussi 2016: sarà possibile inviare le domande fino al 31 dicembre 2016, ma anche quest'anno le quote disponibili sono riservate a categorie particolari e non servono a regolarizzare chi già si trova nel nostro paese.
Il decreto di quest'anno prevede 13mila ingressi per lavoratori stagionali e una quota di 17.850 permessi per lavoratori non stagionali, di cui però 14.250 sono conversioni di permessi di soggiorno (cioè destinate a persone che si trovano in Italia per motivi con un permesso di studio o di lavoro stagionale).
Negli anni anni insomma si è affermata la tendenza non solo a
diminuire le quote previste, ma addirittura ad inserire criteri sempre più stringenti che impediscono a chi è in Italia di regolarizzarsi e chi vuole immigrare per lavorare di farlo regolarmente.
“I decreti-flussi – afferma
Laura Zanfrini, Ordinario presso la facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Università Cattolica di Milano e ricercatrice della fondazione Iniziative e studi sulla multietnicità (Ismu) – non sono mai stati in grado di rispecchiare domanda effettiva del lavoro immigrato e per anni usati come sanatoria”.

 

Le fa eco Enrico Di Pasquale, ricercatore della fondazione Leone Moressa: “Dall'inizio della crisi – spiega – lo Stato italiano ha praticamente azzerato gli ingressi per lavoro. tanto che la maggior parte dei permessi di soggiorno attualmente rilasciati sono per ricongiungimenti familiari”. L'effetto è una pratica nota: chi vuole lavorare in Italia entra con un visto turistico per poi prolungare irregolarmente il soggiorno. E a quel punto le possibilità di emersione sono praticamente nulle.
Attualmente comunque, sottolinea Zanfrini, “il problema più
urgente è favorire la riqualificazione e il reinserimento di chi ha perso il lavoro e favorire l’inserimento di chi arriva con i ricongiungimenti familiari”, considerando che l’Italia, rispetto ad altri paese Ue, attrae “la componente dell’immigrazione più debole, meno istruita e meno qualificata”. 

(Di seguito una rassegna delle quote previste dai decreti dal 2007 ad oggi.) 

 

2007, 350MILA DOMANDE PER 50MILA POSTI

Nel 2007, all'inizio della crisi, il decreto annuale per lavoratori subordinati non stagionali prevede l'ingresso di 47.100 cittadini extra-comunitari di paesi - come è prassi - “che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria”.
Le
domande ricevute sono 352.955. I primi tre paesi per numero di domande sono Marocco (97.500), Bangladesh (55.070) e Moldavia (31.286). 

 

2008, TRIPLICA IL NUMERO DELLE QUOTE

Nel 2008 il numero di quote previste triplica: 150mila, di cui 44.600 posti destinati a “lavoratori domestici o di altri settori produttivi, provenienti da Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratorie e 105.400 lavoratori domestici o di assistenza alla persona (badanti e colf) di altre nazionalità”. 

Le domande sono poco meno di 128mila, a cui vanno a sommarsi, per coprire gli ingressi previsti, le domande presentate dai datori di lavoro italiani e comunitari per i quali non è stata prevista la convalida.

Il Marocco è di nuovo il Paese di provenienza del maggior numero dei lavoratori richiesti con 26.568 conferme pervenute, segue il Bangladesh con 18.118 e il Pakistan con 12.115. 

 

2009, IL DECRETO PER GLI STAGIONALI

Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 marzo 2009 che programma i flussi di ingresso dei lavoratori stagionali nel territorio dello Stato, consente l’entrata in Italia di 80mila cittadini stranieri non comunitari.
Sono 44.394 le
domande di nulla osta per lavoro stagionale presentate. Il primo Paese di provenienza dei lavoratori è il Bangladesh, con 10.253 domande, mentre la provincia italiana dalla quale proviene il maggior numero di richieste è quella di Latina, a quota 6.616. 

 

2010, 230MILA DOMANDE PER COLF E BADANTI

Nel 2010 il decreto flussi autorizza 98mila quote, di cui 86.580 nuovi ingressi “per motivi di lavoro non stagionale e 11.500 conversioni in permessi per lavoro”.
Il decreto prevede inoltre una quota ulteriore di 30mila posti per i cittadini extracomunitari non appartenenti ai Paesi esplicitamente elencati solo per svolgere lavori domestici come
colf, badanti o baby-sitter

Il totale delle domande pervenute è 392.677, di cui 230.929 per lavoro domestico e 93.780 per lavoro subordinato. 

 

2012, IL TAGLIO ALLE QUOTE DEI NON STAGIONALI

Il decreto del 2012, firmato dal presidente del Consiglio il 16 novembre 2012 mette a disposizione solamente 13.850 dedicate, oltretutto in larga parte, alla conversione di permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo, come i permessi per lavoro subordinato o autonomo.
Si mantiene invece stabile il numero di
stagionali previsti: 35mila, di cui 4mila posti riservati a cittadini stranieri residenti all'estero che abbiano completato programmi di formazione e istruzione nel paese di origine. Le domande presentate sono circa 60mila.

 

2012, LA SANATORIA (PER COLF E BADANTI)

Il 2012 è l'anno della tanto attesa sanatoria, a cui FaiNotizia dedica numerosi approfondimenti. L’articolo 5 del decreto legislativo 109 del 16 luglio 2012 prevede infatti “una disposizione transitoria finalizzata all’emersione del lavoro irregolare prestato da lavoratori stranieri, non in possesso di permesso di soggiorno valido (o con permesso scaduto) che lavorino a tempo pieno o come domestici con impegno non inferiore alle 20 ore settimanali”. 

Possono chiedere in pratica la regolarizzazione i datori di lavoro che alla data del 9 agosto 2012 occupavano irregolarmente alle proprie dipendenze, da almeno tre mesi, lavoratori stranieri presenti sul territorio nazionale ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011.
Il decreto prevede inoltre che prima di presentare la “dichiarazione di emersione” il datore di lavoro provveda al pagamento di un contributo forfettario di
1000 euro per ciascun lavoratore in nero. 

Le domande inviate sono 134.576, sostanzialmente un flop visto che il target potenziale previsto era di oltre 300mila immigrati.
A determinare il basso numero di domande sono ancora una volta i
criteri previsti: per molti migranti, visto che si parla di irregolari, è complesso dimostrare la presenza in Italia dal dicembre 2011. Inoltre l'emersione diventa presto nota come la “sanatoria per colf e badanti” visto che molti lavoratori stranieri che lavorano in altri settori sono costretti a fingersi lavoratori domestici. 

        

2013, 17.850 POSTI, DI CUI 12MILA CONVERSIONI

Nel 2013 la quota prevista per i lavoratori non stagionali è, come per il resto del triennio, di 17.850 unità. 2.300 quote sono riservate ai lavoratori autonomi, 12.250 riguardano “autorizzazioni alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo e subordinato di altre tipologie di permesso” e 3mila sono riservate a cittadini stranieri che abbiano completato i programmi di formazione e di istruzione nel Paese di origine.

 

2014, IL DECRETO PROROGATO FINO AL 2015

Anche nel 2014 la quota stabilita è di 17.850 unita', compresa la quota di 2.000 unita' gia' prevista, a per l'ingresso di cittadini dei Paesi non comunitari partecipanti all'Expo. Anche in questo caso si tratta prevalentemente di conversioni e le domande ricevute sono tanto poche che il termine per presentare le domande è prorogato fino al dicembre 2015. 

 

2015, IL DECRETO PER GLI STAGIONALI

Nel 2015 infine è possibile fare domanda dall'8 maggio fino al 31 dicembre per uno dei 13mila posti per lavoratori stagionali.
Il provvedimento, inoltre, nell'ambito della quota delle 13mila unità, ne riserva
1.500 per i lavoratori non comunitari che abbiano fatto ingresso in Italia per prestare lavoro subordinato stagionale per almeno due anni consecutivi e per i quali il datore di lavoro presenti richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale. 

Fai Notizia è il format di inchieste distribuite di Radio Radicale

Team: Simone Sapienza, Daniela Sala,
Lorenzo Ascione
 
Sito web: Mihai Romanciuc
 
Vuoi collaborare? Scrivi a internet@radioradicale.it

feedback